Utente 183XXX
Buongiorno a tutti,
vorrei sapere se ci può essere un aumento del numero dei neutrofili in caso di primo contagio da Hiv.
So che l' unica certezza di contagio è data dal test eseguito solo dopo il periodo finestra, e non chiederei mai se un semplice emocromo può essere utilizzato per fare diagnosi.
Però non ho capito se un aumento dei neutrofili in presenza di sintomi aspecifici (sudorazione notturna, ingrossamento dei linfonodi, malessere ecc...) può essere imputabile a una recente infezione da Hiv o dovrebbe far supporre altre cause (infettive e non).
In questo forum ho letto che l' hiv non si presenta mai con un aumento dei neutrofili (il cui aumento è attribuibile generalmente per forme batteriche), però altrove ho letto che comunque il sistema immunitario in caso di nuove minacce (virus hiv incluso) si attiva e che i neutrofili sono i primi ad essere prodotti in numero maggiore.
Vorrei in sintesi sapere da un esperto se un aumento dei neutrofili può significare anche contagio da Hiv o escluderlo del tutto.
Grazie.

[#1] dopo  
183670

Cancellato nel 2018
Un aumento dei neutrofili in presenza di sintomi aspecifici (sudorazione notturna, ingrossamento dei linfonodi, malessere ecc...) come da lei descritto può essere dovuto a molteplici patologie (sia infettive batteriche, che di natura non infettiva), ma non può essere imputabile ad una recente infezione da Hiv.
Per ulteriori notizie mediche (anche sull'infezione da virus HIV) può collegarsi al mio sito web:
http://eugenio.greco.docvadis.it
oppure digitare su google: Dott Eugenio Greco
Distinti saluti
Eugenio Greco, MD, PhD, F.E.S.C.
1. -ESC FELLOW (Fellow of the European Society of Cardiology)
2. -HFA Member (Heart Failure Association)
3. -EACPR Member (European Association for Cardiovascular Prevention and Rehabilitation)
4. -ESH Member (European Society of Hypertension)
5. -ISH Member (International Society of Hypertension)
6. -WASH Member (World Action on Salt and Healt)
7. -SITeCS Member (Società Italiana di Terapia e Clinica Sperimentale)
8. -FADOI Member (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti)
-Member of the following ESC Working Groups:
* Cardiovascular Pharmacology and Drug Therapy
* Cellular Biology of the Heart
* Hypertension and the Heart
* Pathogenesis of Atherosclerosis
* Peripheral Circulation
* Thrombosis

Eugenio Greco, MD,PhD, F.E.S.C. (Fellow of the European Society of Cardiology), http://eugenio.greco.docvadis.it

[#2] dopo  
Utente 183XXX

Grazie per la risposta.
Sto cercando di capire come si potrebbe modificare l' emocromo durante il periodo finestra e se si modifica, ma non ho trovato molte informazioni in merito.
Capisco che l' unico certezza è data dalla ricerca degli anticorpi, ma penso anche che durante il periodo finestra, in cui il sistema immunitario cerca appunto di produrre anticorpi, il qualche modo l' emocromo deve modificarsi in caso di infezione (magari con un aumento dei leoucociti).
In sintesi un emocromo "perfetto" ed un test hiv negativo possono scongiurare il pericolo di stare nel periodo finestra ? Può essere utile in questa fase lo studio della popolazione linfocitaria ?

[#3] dopo  
183670

Cancellato nel 2018
Nel "periodo finestra" attualmente non ci sono esami che danno certezze di avvenuta infezione da virus HIV (perciò il nome "periodo finestra").
Distinti saluti
Eugenio Greco, MD,PhD, F.E.S.C. (Fellow of the European Society of Cardiology), http://eugenio.greco.docvadis.it

[#4] dopo  
Utente 183XXX

Assolutamente vero e mai nome purtroppo è stato mai così azzeccato.
Però ho sempre pensato al periodo finestra come un' attesa per la certezza di avere il virus, invece io mi interrogo su un' altra cosa.
In fase di contagio credo che per forza di cosa qualche modifica ci deve essere nei valori di sangue perchè l' organismo è attaccato e reagisce.
Poi se diventa impossibile stabilire che le modifiche sono tipiche da hiv, che i sintomi clinici, laddove ci sono, sono troppo aspefici ecc...è un altro discorso e da qui credo la parola "periodo finestra".
Insisto su questo argomento perchè ho paura di un contagio. Avevo i neutrofili alti e verosimilmente il motivo poteva essere un' infiammazione polmonare evidenziata poi da rx.
Ora ho rifatto l' emocromo ed è assolutamente normale, e sono in attesa dei risultati della tipizzazione linfocitaria.
Se dovesse uscire normale anche la tipizzazione posso sentirmi più tranquillo visto che anche il test hiv è negativo ?

[#5] dopo  
Utente 183XXX

Non so se sono stato chiaro...non sto cercando la certezza con gli esami di routine, bensi un' esclusione laddove i risultati degli esami di routine risultano normali.
Grazie ancora per le sue risposte, spero capisca la mia preoccupazione :-(

[#6] dopo  
183670

Cancellato nel 2018
[#7] dopo  
Utente 183XXX

Dalla sua risposta deduco che bisogna aspettare i risultati del test sia per una conferma, sia per una esclusione.
Giusto ?
Speravo che dei buoni risultati da un emocromo e da una tipizzazione linfocitaria, unito a un test Hiv negativo (sia per la ricerca degli anticorpi che per quelli dell' antigene), potessero avere un significato di esclusione.

[#8] dopo  
183670

Cancellato nel 2018
Sì, nel dubbio che con un rapporto "a rischio" si possa avere contratto una infezione da virus HIV, bisogna aspettare i risultati del test sia per una conferma, sia per una esclusione.
Distinti saluti
Eugenio Greco, MD,PhD, F.E.S.C. (Fellow of the European Society of Cardiology), http://eugenio.greco.docvadis.it

[#9] dopo  
Utente 183XXX

Non era ciò che speravo di sentire ma grazie per avermi risposto. Colgo anche l' occasione per fare gli auguri a lei e a tutti sperando che l' anno nuovo porti belle cose...a tutti quelli che soffrono e ai medici (pochi ma ci sono) che intendono la professione come una missione e credono in quello che fanno. Auguri a tutti.

[#10] dopo  
183670

Cancellato nel 2018