Utente 495XXX
Salve,
torno a chiedere la vostra assistenza,vista la velocità e la serietà con cui avete risposto precedentemente.
Offrite un utile servizio,vi ringrazio.
Torna la paura dell'HIV,questa volta non riguardante il sottoscritto ma un mio caro familiare,che non ha mai avuto rapporti a rischio o non protetti.
3 anni fà purtroppo, per un grave incidente, questo mio parente ha dovuto subire un trapianto osseo ad una gamba,osso prelevato da una banca delle ossa visto l'ingente danno.Purtroppo ci furono complicazioni post-operatorie,la gamba si infettò e rischiò seriamente di perderla,cosa che non avvenne grazie ad un forte dosaggio di medicinali.
1 anno fà però riscontrammo ulteriori problemi,gli venne diagnosticato una forte osteoporosi e una grave polmonite.
Proprio in questi giorni la polmonite si è ripresentata,con altri gravi sintomi come febbre persistente ormai da alcuni mesi,linfonoti del collo e dell'inguine gonfi e diarrea cronica.Sintomi tristemente noti dell'HIV.
La preoccupazione a tal punto è drasticamente aumentata.
Non avendo mai avuto rapporti a rischio o non protetti,l'unica causa scatenante a parere mio e del mio familiare può essere dovuta al trapianto di 3 anni fà ( tra l'altro da quel periodo è rimasta fisicamente debilitata ).
Purtroppo per la mia ignoranza in materia non sono a conoscenza dei procedimenti che attua una banca delle ossa per controllo sulla positività HIV dei donatori,quindi vorrei chiedervi:
E' possibile che gli sia stato trapiantato un osso di un paziente sieropositivo? Quali controlli vengono attuati da una banca ossea?
Quanto è probabile statisticamente in Italia infettarsi con l'HIV in sala operatoria?
In sala operatoria all'epoca notai una scarsa igiene,può quindi il mio familiare essere rimasto infetto anche solo dai stumenti chirurgici?
Mi consigliate di far effettuare al mio parente un test dell'HIV?
Vi ringrazio per le eventuali risposte,sono seriamente preoccupato.
Cordiali saluti.

[#1] dopo  
37134

Cancellato nel 2009
Gentilissimo paziente dalla storia che lei descrive, in primo luogo, le consiglio di far seguire il suo congiunto ad un Infettivologo. Inoltre le dico,che sebbene remotissimo in Italia, durante un politrauma ci possono essere vari momenti di rischio HIV (trasfusioni di emazie ed emoderivati in modo particolare). Eseguire il test vista la vicenda clinica mi sembra doveroso.
Marcello Masala MD
Marcello Masala MD

[#2] dopo  
Dr. Francesco Montella

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Sono d'accordo con il dott. Masala. Eseguire un controllo del test anti-HIV è doveroso.

Per quanto riguarda le donazioni di organi la normativa è rigorosa, gli accertamenti sono obbligatori ed è obbligatoria la tracciabilità della sierologia sulla donazione.

FM
Francesco MONTELLA
Primario Medico
Ospedale San Giovanni ROMA

[#3] dopo  
Utente 495XXX

Il mio parente ha deciso che nei primi di gennaio eseguirà diverse analisi del sangue,test dell'HIV compreso.
In parte sono più tranquillo visto che informandomi sono venuto a sapere che la casistica di infetti da HIV in Italia in sala operatoria è molto remota,e la vostra risposta me lo conferma.
Inoltre la polmonite e linfonodi gonfi potrebbero essere stati causati dalle basse temperature che stanno colpendo il lazio,giusto?
Comunque degli accertamenti non fanno mai male.
Vi terrò aggiornati.
Un cordiale saluto.