Utente 337XXX
Salve,ho 55 anni e sono stato operato in entrambe le gambe di safenectomia , la prima volta a 30 anni e poi a 42 , la prima gamba (dx) è quella che mi da maggiori disturbi,da due anni soffro continuamente di flebiti superficiali,che mi causano dolore continuo ,porto da sempre le calze consigliate.Considerando che lavoro in industria grafica, nei mesi più caldi mi trovo in ambiente molto caldo (40/45 gradi),ed e in quel periodo che si manifestano i problemi maggiori,vi chiedo se è il caso di passare una visita specialistica alla medicina del lavoro per individuare se posso avere prescrizioni specifiche almeno in quei mesi,a scordavo, alzo molti pesi nella giornata, 30/40/50 kg. Questa domanda per me e un inizio di percorso che da molto tempo mi prefiggevo di valutare , Da voi esperti, mi aspetto almeno un consiglio di come muovermi, o perlomeno se ci sono casistiche di questo tipo.Anche il medico del lavoro che mi dà l'idoneità tutti gli anni potrebbe darmi una prescrizione ???? o a chi mi devo rivolgere.Spero fortemente in una vostra risposta , vi ringrazio fin da ora . Carissimi saluti Maurizio.

[#1] dopo  
Dr. Gilberto Marcello Boschiroli

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Gent.mo Maurizio,
il medico competente dell'azienda non solo può ma DEVE esprimere per iscritto eventuali prescrizioni o limitazioni relative alla sua mansione, come conseguenza dello stato di salute del lavoratore. Questo è infatti il principale ruolo che la legge gli assegna, essendo suo preciso compito valutare se le sue condizioni di salute (compresa l'età, l'anzianità lavorativa, il sesso, la necessità di usare particolari presidi sanitari, come le calze, ecc.) sono compatibili con la mansione da Lei svolta. La legge (D,Lgs. 81/08 articolo 41) prevede esplicitamente il giudizio di idoneità alla mansione con prescrizioni o limitazioni, temporaneo o permanente.
La prassi corretta quindi è:
- Lei deve fare richiesta esplicita ( meglio scritta) al Datore di Lavoro di visita del medico competente per ragioni di salute correlate all'attività lavorativa; il medico competente ha l'OBBLIGO di visitarla in tempi ragionevoli, anche se non è il momento della consueta visita periodica. La visita è ovviamente a TOTALE cura e carico del Datore di Lavoro: Lei non deve avere nessun onere economico o di altro tipo, anche se deve recarsi allo studio del medico per la visita.
- Al momento della visita esponga al medico competente le Sue difficoltà, come ha riportato sopra; è molto opportuno recare con sè tutta la documentazione sanitaria che comprovi la veridicità di quanto afferma. Utile avere un referto specialistico di un angiologo che descriva in modo documentato la sua situazione attuale
- al termine della vista il medico deve consegnarle per iscritto il giudizio di idoneità alla mansione specifica da Lei svolta, con le eventuali prescrizioni o limitazioni che il medico stesso ritiene più opportune
- se Lei non fosse soddisfatto del giudizio de medico, qualunque esso sia, contro tale giudizio può ricorrere, entro 30 giorni, presso la commissione ASL competente per territorio dove è situata la Sua azienda. La commissione esaminerà il Suo caso, sentito il medico competente e eventualmente ispezionato il posto di lavoro, ed esprimerà un giudizio definitivo. In molte ASL il lavoratore ha diritto di farsi assistere da un suo medico di fiducia, che può partecipare alla valutazione del caso.
- contro il giudizio ASL è possibile solo il ricorso per via giudiziara, tramite un avvocato.
Le condizioni di lavoro da Lei descritte, se realmente in essere, sono molto gravose anche per le persone sane e non permesse dalla normativa vigente.
Tenga anche conto, tuttavia, che un giudizio di non idoneità o di idoneità limitata può porre gravi problemi al lavoratore. l'azienda infatti è tenuta a rispettare assolutamente le eventuali prescrizioni e, se ciò non fosse possibile, a cambiarle mansione, anche di minor livello, mantenendo la retribuzione attuale. Se l'azienda riesce a dimostrare che non esistono in quella realtà produttiva mansioni o compiti compatibili con il suo stato di salute (considerando anche le sue capacità e i problemi organizzativi), il lavoratore è teoricamente licenziabile. Nelle aziende piccole, dove le mansioni e i compiti lavorativi sono pochi e limitati, spostare un lavoratore o modificare radicalmente la sua mansione può essere molto difficoltoso o addirittura impossibile.
Questi problemi, che sono il pane quotidiano del medico del lavoro che opera in azienda (medico competente), si risolvono quindi con un buon rapporto di fiducia con il medico competente e con il datore di lavoro e se vi è da parte di tutti la sincera buona volontà e buon senso per gestire il caso. Così non fosse, il problema si complica e conviene rivolgersi a un patronato sindacale per la miglior gestione legale del conflitto.
Sperando di esserLe stato in qualche modo d'aiuto, le faccio i miei migliori auguri per la sua salute e il suo lavoro.
Dr. Gilberto Marcello Boschiroli

[#2] dopo  
Utente 337XXX

Ho purtroppo aspettato molto a chiedere di queste problematiche,appunto per eventuali problemi che si possono venire a creare in certe aziende!!! Io posso essere collocato in diversi posti di produzione.Ma è discrezione del datore del lavoro, tra l'altro la mia qualifica è di Autista/magazziniere , però x necessità mi hanno spostato in molti posti produttivi,ora che non sono cosi in forma faccio molta fatica ad andare avanti, Quindi per la mia salute cercherò con ancora della pazienza il risolvimento del problema,come ho capito fra le righe quello da lei consigliato. Ora debbo farle i miei complimenti per il suo consulto chiarissimo, esauriente, ed esaustivo . La ringrazio per il suo tempo a me dedicato ,le faccio i saluti di cuore. Maurizio. ps. Ho fatto del mio meglio per spiegare la situazione , anche se in grammatica non sono preparato , mi scuso!!!! GRAZIE GRAZIE !!