Utente cancellato
Buongiorno,
la mia situazione lavorativa (peraltro non particolarmente rosea nemmeno all'inizio) si sta rapidamente deteriorando causandomi tachicardia e attacchi d'ansia. Vi riassumo brevemente la situazione: lavoro da quasi 2 anni presso una piccola azienda con tre soci con il ruolo (mai chiaramente definito) di assitente/segretaria/coordinatrice/impiegata commerciale/centralinista...ruolo che mi è stato "venduto" in sede di colloquio come "poliedrico" e richiedente una grande versatilità e molteplici abilità...il rapporto con i titolari è il seguente: con il primo apparentemente amichevole ma non appena non lo soddisfo in qualcosa mi "tiene il muso" tre giorni, con il secondo il rapporto è educato e abbastanza disteso nonostante mi abbia più volte fatto capire che a livello personale non mi apprezza, con il terzo rapporto un pò freddino (anche perchè ho meno a che fare con lui) diventato gelido e pungente da quando ho avuto la malaugurata idea di contraddirlo in una riunione. Ora il problema è appunto il terzo socio (anche il più "potente" purtroppo) che mi ha preso veramente di mira criticandomi con ogni pretesto e, essendo io tendenzialmente diligente sul lavoro, attaccandosi ad assurdità. Per fare l'esempio di oggi: mi rimprovera aspramente perchè tengo la borsa appoggiata a lato della scrivania (cosa che faccio da 2 anni ma che non era mai stata rimproverata) dicendo che non sono professionale e lo dmostro con questi miei comportamenti. Esempio di ieri: lui e gli altri soci mi hanno chiesto di procurare loro i permessi per il parcheggio da rinnovare periodicamente, cosa che cerco di fare abbastanza puntualmente nonstante non ritengo rientri nelle mie mansioni. Ieri mattina il socio in questione è arrivato arrbbiatissimo perchè secondo lui devo ricordarmi quando sta per scadergli il permesso e procurargliene un altro senza che lui debba chiederlo. Da notare che il permesso nuovo c'era, bastava che salisse in ufficio a prenderlo, invece mi ha telefonato quando era in strada e mi ha fatto andare giù a portarglielo...poi è salito e ha fatto la scenata...ora io sospetto fortemente che questo inasprimento nei miei confronti sia dovuto anche al fatto che ho da poco comunicato che a breve mi sposerò...non vorrei sbagliare ma penso che, visto il rapporto pregresso non ottimale, questa sia stata per lui la goccia che ha fatto traboccare il vaso...io al lavoro mi sono empre impegnata molto raggiungendo buoni risultati e cercando di essere il più diligente possibile. Con tutto ciò non vengo apprezzata per il mio carattere indipendente che mi impedisce a volte di accettare passivamente quelli che io ritengo soprusi e mancanze di rispetto...cosa posso fare per difendermi dallo stress lavoro-correlato che mi deriva da questa situazione? Avreste dei suggerimenti da darmi? Grazie mille in anticipo

[#1] dopo  
Dr. Gilberto Marcello Boschiroli

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Carissima ancor per poco signorina, innazi a tutto i miei migliori auguri per le nozze imminenti.
Se la situazione Le provochi importanti disturbi di salute, può rivolgersi alle unità per lo sress e il mobbing sul lavoro. nell'area milanese le migliori sono presso la Unità Operativa di Medicina del lavoro dell'ospedale di Desio e presso l'unità di medicina del lavoro dell'ospedale Policlinico di Milano (ex Clinica del Lavoro).
E' comunque molto importante che Lei documenti con dati oggettivi i fatti che dimostrino un immotivato accanimento nei suoi confronti.
L'alternativa è rivolgersi al sindacato (i fatti da Lei narrati possono costituire, se provati, anche violazioni contrattuali) o a un legale di fiducia.
Come medico ritengo un passaggio dagli specialisti di cui sopra sempre necessario, meglio prima di avviare eventuali contenziosi.

Ancora auguri e cordiali saluti
Dr. Gilberto Marcello Boschiroli