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Klebsiella pneumoniae

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Buongiorno,
mia mamma, 78 anni e immunodepressa, si trova attualmente in isolamento in ospedale, dopo aver contratto il batterio Klebsiella in sala operatoria o in rianimazione, in seguito ad una operazione al ginocchio.

Dopo l'operazione mia mamma sarebbe dovuta essere trasferita in una clinica riabilitativa di lunga degenza, ma, al momento, nessuna clinica la prende a causa di questo batterio.

Non è stata fatta alcuna terapia antibiotica per debellare il batterio e i medici del reparto di ortopedia sostengono che la Klebsiella potrebbe durarle anche tutta la vita.

La mia domanda è questa: qual'è il livello di contagiosità del batterio?
E' contagioso anche per persone "sane"?
Possibile non esistano terapie da poter adottare per accelerare la sparizione dello stesso?

Grazie infinite a chi avrà la gentilezza di rispondere
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Prof. Bruno Silvestrini Farmacologo 41 37
L'antibiotico resistenza è un problema mondiale, che nonostante l'impegno mondiale non ha fin qui trovato risposte soddisfacenti. Nel frattempo, si testano sistematicamente gli antibiotici disponibili, inclusi quelli che non hanno l'indicazione primaria richiesta, ma non sempre funzionano. Non potendo essere dimesso, né trasferito in una struttura di lunga degenza dove sarebbe potenzialmente contagioso, il malato viene assistito e spesso quello che non fa la medicina lo fa il nostro organismo. Una volta, in queste circostanze si accendeva un cero alla Madonna. Meglio, molto meglio come fa lei: si dà da fare, s'informa, assiste sua madre. Senza arrendersi, perché finché c'è vita c'è speranza.
Auguri, con tutto il cuore.

Prof. Bruno Silvestrini
Medico, Professore onorario Università Sapienza di Roma, Presidente onorario della Fondazione di Noopolis

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