Utente
Buon giorno! Negli ultimi giorni mi sento veramente strana. é da una settimana che mi compare un dolore alla mano destra(nella zona tra pollice e indice), non so se deriva dal fatto che per lavoro e studio scrivo tanto;ho le gambe stanche, ho avuto problemi con lo stomaco e da oggi un pò di dolore alla gola. In più soffro di gastrite nervosa, ed è da un paio di giorni che non ho mai fame, ma sempre una sensazione di pienezza e rigurgito.e dolore alla bocca dello stomaco. Cos'ho?

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Attivo dal 2010 al 2011
Gent.ma Utente

Non è possibile risponderLe senza un esame diretto. Si tratta di sintomi talmente vaghi e scollegati tra di loro che non è possibile fornire alcuna indicazione, tanto meno diagnostica, a distanza.

[#2] dopo  
Utente
Mi rendo conto perfettamente della sua risposta. Probabilmente sto esasperando io stessa normali e comuni "forme di malessere" e quest'attacco di gastrite deriva anche da questo!
Se ho cercato una risposta o meglio un conforto qui è perchè dovrei anche cambiare il mio medico generale perchè con lui, durante le visite, non trovo più un "riscontro di tipo umano"nei suoi comportamenti; per questo motivo preferisco non andare al suo studio se non strettamente necessario.
La ringrazio! Auguri

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Attivo dal 2010 al 2011
Gent.ma Utente,

Mentre non posso esserLe utile clinicamente, da Medico di famiglia mi rendo conto del disagio che si esprime attraverso sintomi somatici che sono tutt'altro che immaginari: le somatizzazioni sono, anzi, più pesanti proprio perché in Italia si è culturalmente portati a identificarle con sintomi immaginari. NON E' COSI'.

Sembra trasparire dal Suo intervento un cattivo rapporto con il medico che La dovrebbe conoscere meglio di qualsiasi altro (anche se la frammentata realtà Italiana ci porta verso altre strade). L'unico consiglio che posso darLe è di chiarire i motivi per i quali questo rapporto è deteriorato. Molto spesso ci si trascinano malintesi e dissapori che non dovrebbero aver posto nella pratica professionale che dovrebbe essere appunto solo questo: un ambiente di rapporti professionali.

Un punto importante del rapporto medico-paziente, all'estero, è rappresentato nell'addestramento all'empatia, cioè il comprendere e gestire il rapporto con gli utenti senza per questo essere coinvolti emotivamente in modo incontrollato. In Psicologia, questo si definisce "gestione del controtransfert". Purtroppo, una volta tornato in Italia, mi sono reso conto di quanto la formazione del Medico di famiglia sia inadeguata sotto l'aspetto comunicativo ma si sta lentamente migliorando :)

Nel frattempo, i miei migliori auguri, come medico e come essere umano.

[#4] dopo  
Utente
Gentilissimo dottore, mi ha fatto molto piacere leggere la sua risposta ed è per questo che voglio porle un paio di domande su un problema che mi sta affliggendo.
Per quanto riguarda il mio medico di famiglia purtroppo le nostre "relazioni" sono interrotte a causa del suo caratteraccio! Sono convinta che quando si svolge un lavoro che ti porta a contatto con la gente, e con la sua salute, in primis devono essere dimenticati i problemi personali esterni allo studio medico. Purtroppo, da questo punto di vista il mio medico-curante è nettamente carente; anzi, se lo si trova in una "giornata no" o ti tratta malissimo o ti prescrive magari analisi o esami che spesso si rilevano inutili. Credo che questo elemento dica proprio tutto, o no?
Per quanto mi riguarda, questi "sintomi" veri o no che siano mi tormentano da qualche giorno a causa di alcune cose di cui sono venuta a conoscenza. Ho saputo che il mio ex ragazzo, che viveva a 50 km da me, conduceva a mia insaputa, tante vite parallele, di cui sono stata ignara fino ad oggi! Per me è stata una doccia fredda sapere che la persona che ho lasciato ad agosto per altre motivazioni e che ha sempre fatto la parte della vittima, in realtà conduceva una vita dissoluta. Il problema sta nel fatto che ora non sono sicura del suo stato sierologico e ho paura dato che ad agosto, prima di lasciarci, abbiamo avuto tre rapporti definibili a rischio (senza preservativo!).
Ricordo che a settembre, a causa di continua nausea, uno strano dolore alle gambe e un ritardo del ciclo ho fatto l'esame del Betahcg per accertare una eventuale gravidanza. Al respondo negativo e dopo una visita ginecologica ho avuto un respiro di sollievo sapendo che non era successo nulla e avevo archiviato la faccenda. Ma ora.. tutto si riapre. E se quei problemi invece erano segnali? Se, a sua insaputa, era sieropositivo e ha contagiato me? Sono passati 8 mesi e oggi, come ieri, mi ritrovo ad avere dolore alle ghiandole del collo con difficoltà a deglutire, mal di testa e un lieve rialzo della temperatura e un leggero fastidio alle ascelle. sono dei sintomi?
Come posso fare per eliminare ogni dubbio? per fare il test Elisa devo avere la ricetta del medico curante? Posso farlo in un laboratorio privato senza ricetta? e se è positivo cosa devo fare? sto veramente malissimo! Sto con un'altra persona e se l'ho contagiato mi sentirei veramente come un'assassina.

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Attivo dal 2010 al 2011
Molta carne al fuoco.

Ha ragione a proposito del lasciare le proprie cose fuori dallo studio. Purtroppo non tutti ne siamo capaci e non è facile in una cultura convoluta come quella Italiana. Non vorrei sembrare insensibile ma condanno l'atteggiamento del "medico-amico"; in un rapporto medico/paziente è necessaria serenità e correttezza per salvaguardare i confini della relazione e mantenere l'autorevolezza e l'equilibrio. Anche io ho un pessimo carattere ma non per questo accetto di essere forzato a prescrivere farmaci o esami inutili: spiego esaurientemente perché no (o perché sì), ascolto e risolvo i dubbi del paziente ma non contratto su quella che, in fin dei conti, è la mia abilità professionale e il motivo per cui vengo consultato.

Purtroppo, come ho già scritto, il medico Italiano non è routinariamente addestrato a questo. Ho lavorato per diversi anni in altri Paesi in Europa e ho notato che in Italia il Medico di Medicina Generale ha spesso timore di contraddire il paziente oppure tende a debordare dai propri confini forse per mantenere "agganciato" il paziente. Ma è un discorso molto lungo.

Preciso, ancora una volta, che i Suoi sintomi sono veri e non fittizi o immaginari. Naturalmente la coloritura emotiva ne influenza la percezione da parte Sua e ne aggrava il disagio ma non pensi mai che non siano autentici. Se si tratta di conversioni somatiche (e non è detto), queste sono vere come una gamba rotta e non hanno meno dignità.

Dunque, parte del Suo disagio sembrerebbe essere dovuta a una situazione di effettivo significato clinico (la linfoadenopatia di origine non chiara) che viene inserita all'interno di un rapporto problematico e non ancora risolto (noi diciamo "elaborato") che La lega emotivamente e condiziona la Sua percezione anche in vista del possibile coinvolgimento di una terza persona su cui Lei ha investito emotivamente. Cominciamo con lo scrivere che, se anche alcuni dei Suoi sintomi potrebbero essere riferibili all'HIV, questa non è l'ipotesi più probabile ma vedo più comuni e probabili altre cause virali.

Se Lei fosse mia paziente Le direi che senza "metterle le mani addosso" è impossibile farsi un'idea ma da lontano Le suggerirei di controllare semplicemente l'EBV, il CMV, L'Herpes 1-2 e, magari, l'HIV. Qualsiasi laboratorio convenzionato, se vuole, potrà eseguirle senza ricetta, questo ammesso e non concesso che il Suo MMG non condivida; da come si esprime, io tenderei a richiederli perché potrebbero condizionare la mia condotta successiva e quindi potrebbero essere utili.

Fermo restando che, se un mio paziente pretendesse la trascrizione di esami per un consulto a distanza con un altro medico, gli tirerei dietro qualcosa anche io :)

E adesso Buona PAsqua sul serio :)

[#6] dopo  
Utente
Buona Pasqua! La ringrazio veramente tanto!