Utente
Buongiorno,
Ho 23 anni, maschio, non ho mai assunto farmaci particolari. Da circa 4 anni, ossia da quando ho iniziato l’università, soffro di problemi di cervicale (con questa espressione generica intendo una serie di sintomi: in primis irritazione e rigidità muscolare del collo e del trapezio, stanchezza cronica e sonnolenza, confusione, vertigini, visione disturbata, cerchio alla testa, problemi gastrici, nausea). Una lastra effettuata due anni fa e una risonanza magnetica delle vertebre cervicali (solo da sinistra) effettuata l’anno scorso non hanno evidenziato problemi rilevanti a livello scheletrico, tuttavia per un certo periodo da ottobre 2015 all’inizio di quest’anno questi problemi, associati a uno stato di depressione temporanea (anche se non è stata effettuata nessuna diagnosi specialistica mi sembrava il più adatto a descrivere la mia condizione in quel periodo), hanno reso estremamente difficoltosa la continuazione dei miei studi. Inoltre da marzo di quest’anno mi è capitato di svenire diverse volte, anche nel sonno, e di avere dei vuoti di memoria. Un medico di base dopo avermi auscultato e avermi misurato la pressione ha escluso problemi cardiaci. Un’analisi del sangue effettuata in seguito agli svenimenti ha mostrato inoltre che i parametri ematici risultavano nella norma.
Da giugno ho preso una pausa dagli studi fino a ottobre. Pur non trovandomi in una condizione di stress e non essendo più depresso i sintomi, ad eccezione degli svenimenti, sono rimasti, in particolare la cosa che mi causa più inquietudine sono i vuoti di memoria, la difficoltà a concentrarmi e in generale le capacità intellettive che sembrano ridotte. Sembra che il mio cervello funzioni più lentamente, e a volte mi dimentico appuntamenti previsti da tempo che mi erano stati ricordati diverse volte, o gli eventi del mese precedente, o mi capita di avere problemi di orientamento.
Due anni fa “googlando” i miei sintomi avevo trovato risultati sull’IVB (insufficienza vertebro-basilare). Dal momento che molti dei sintomi corrispondevano alla mia esperienza, ne avevo parlato con il mio medico di base, che tuttavia sembrava voler escludere che io soffrissi di tale disturbo. Immagino che per esserci un’insufficienza circolatoria grave generalmente debba esserci un problema cardiaco o un’ostruzione interna dei vasi (tenderei ad escludere questa seconda ipotesi), tuttavia non ho ancora avuto una risposta chiara a questa domanda: è possibile che i problemi cervicali, siano anche essi di natura ansiosa o dovuti a una cattiva postura, quindi non dovuti a spondilosi, e la conseguente rigidità muscolare del collo possano in qualche modo ridurre l’afflusso sanguigno al cervello e conseguentemente avere effetti sullo stesso? Sarebbe teoricamente possibile che gli svenimenti e i problemi di memoria e di concentrazione possano essere causati da questo? È opportuno continuare a indagare in quel senso o potrebbe trattarsi di altro?
Grazie

[#1]  
Dr. Vincenzo Caldarola

32% attività
16% attualità
16% socialità
()

Rank MI+ 64
Iscritto dal 2007
Guardi,
diverse cose non tornano nella sua descrizione.
La RM del rachide non si fa solo di lato, al limite si può fare solo una proiezione laterale della RX del rachide cervicale.
La RM era il momento opportuno per studiare, in angio RM, i Tronchi Sovraortici (TSA) e il sifone basilare, anche ricorrendo ad una indagine funzionale facendole ad esempio ruotare la testa.
Lei afferma di svenire nel sonno: come se ne accorge se dorme? Ha perdite sfinteriali, per esempio di urina?
Le ha mai detto il medico di base che una sincope può riconoscere anche cause cardiache aritmologiche che non si possono diagnosticare a prescindere da opportuni esami diagnostici strumentali?
Ciò premesso, innanzitutto escluda le cause cardiologiche, effettuando un Ecocardiogramma e un Holter ECG/24h.
Poi si faccia vedere da un neurologo perchè i suoi asseriti svenimenti notturni, di cui è gradita una spiegazione, meritano una valutazione accurata e seriamente condotta.
Parli di tutte queste cose con il suo Medico di base ed eviti di fare ipotesi diagnostiche basandosi su quello che legge sulla rete: c'è già il suo medico che mi pare impantanato.
Può aggiornarmi se lo desidera.

Cari saluti,
Dott. Caldarola.

Dr. Vincenzo Caldarola

[#2] dopo  
Utente
Innanzitutto la ringrazio per la risposta. Per quanto riguarda gli svenimenti notturni effettivamente non mi rendo conto di perdere conoscenza. Tuttavia mi risveglio di soprassalto e provo le stesse sensazioni che provo quando mi riprendo da uno svenimento avvenuto mentre ero cosciente, per questo motivo ho deciso di chiamarli "svenimenti nel sonno".
Non mi è mai capittato di avere perdite sfinteriali.
La terrò aggiornata, grazie ancora !

[#3]  
Dr. Vincenzo Caldarola

32% attività
16% attualità
16% socialità
()

Rank MI+ 64
Iscritto dal 2007
Guardi ho la netta impressione che lei abbia una fantasia smisurata.
La metta a frutto scrivendo romanzi: guadagnerà denaro e penserà meno alle malattie che si crea.
Altra opzione è quella di darsi alla letteratura sul Bio Hazard: è sempre di grande effetto.
Tanti saluti,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola

[#4] dopo  
Utente
Guardi davvero mi spiace di averle dato l'impressione di aver inventato delle cose fantasiose. Credo invece probabilmente di essermi espresso molto male. Se reputa che le ho fatto perdere del tempo la prego di accettare le mie scuse, le assicuro che non era mia intenzione.

[#5]  
Dr. Vincenzo Caldarola

32% attività
16% attualità
16% socialità
()

Rank MI+ 64
Iscritto dal 2007
Non deve scusarsi con me. Non ve ne è necessità.
Se lei è convinto di svenire nel sonno o se ne ha la certezza, deve immediatamente fare gli esami che le ho consigliato in replica #1, perchè una sincope durante il sonno può essere la espressione di un disturbo di conduzione cardiaco, slatentizzato dall' ipertono vagale, e questo potremo saperlo solo valutando un Holter ECG/24 ore, nelle ore notturne.
Se lei davvero sviene nel sonno la situazione è tutt'altro che da sottovalutare.
Perciò o parli con il curante o vada a visita da un bravo cardiologo.
Può aggiornarmi se vuole.

Cordialità,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola