Utente 352XXX
Una paziente di 84 anni soffriva di BPCO ed era in O2 terapeutico 16 ore/die. Noto diabete di tipo 2. La pz era ipossica ed ipercapnica e durante un'esacerbazione (acuto su cronico) finì in coma ipercapnico. Intubata fu ricoverata in rianimazione per oltre 1 mese. Superata la crisi, in apparente miglioramento clinico, mentre cercava di svezzarsi dal tubo fu colta da emorragia cerebrale e morì dopo 3 giorni. Dall'autopsia risultò la rottura di un aneurisma dell'arteria cerebrale media sinistra con conseguente emorragia intracerebrale parenchimale massiva dell'emisfero sn. Non segni di importante aterosclerosi (letti arteriosi coronarico, iliaco, carotideo pervi ed aorta non ateromasica) e cuore privo di necrosi. Effettivamente la pz era stata sempre normotesa.
- Mi chiedo se la rottura dell'aneurisma della cerebrale media è stata favorita dalla prolungata ipercapnia e coma ipercapnico?
- Oppure dall'aumento della pressione venosa centrale nei tentativi di estubazione?
- Oppure, ancora, dal diabete?
Grazie

[#1] dopo  
Dr. Carlo De Michele

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ROMA (RM)

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Purtroppo la rottura di un aneurisma cerebrale può verificarsi in pieno benessere in pz del tutto privi di qualsiasi altra eviedente patologia peraltro anche in giovane età. Nel caso esposto, anche se ritengo che sia difficile imputare ad una sola delle condizioni riferite la causa ultima della rottura, esistevano una serie di fattori, dall'età alle cattive condizioni generali che possono in qualche modo aver contribuito al realizzarsi di un evento che di sovente è imponderabile. Nella mia lunga esperienza di medico ospedaliero in casi di questo genere la mia attenzione è stata sempre rivolta alla rtevisione critica dei miei comportamenti umani piuttosto che alla ricerca di cause rispetto alle quali è praticamente impossibile raggiungere un dato di certezza, accettando che ancora oggi ci troviamo di fronte non tanto all'impossibilità di salvare una vita quanto alla difficoltà di porre una diagnosi di fronte a ciò che si presenta come manifestazione di complessità.
Cordiali saluti
dr. Carlo de Michele
Medico Internista
Spec in Medicina dello Sport
Medicina Manuale Osteopatica