Utente cancellato
gentili dottori,volevo porvi un quesito che forse e' di maggiore pertinenza internistica che gastroenterologica(cosi ci ha detto il medico di famiglia)

mio padre ha valori alterati della lipasi (circa 120)almeno dal 2013 anno in cui venno sottoposto ad un ricovero in day hospitale per il follow up dell'epatite cronica di cui e' affetto.Non sappiamo se in passato avesse avuto la lipasi alta perche' non ha mai fatto questo accertamento,almeno non negli ultimi 10 anni

nel 2013 l'ecografia addome era assolutamente regolare
nel 2014 idem,nel 2015 idem,il pancreas non mostrava alterazioni.

l'epatologo non ci ha dato molto peso,pero' noi siamo preoccupati comunque.

la lipasi viene prodatta dal pancreas,anche l'amilasi risultava ai limiti superiori della norma,ma se il pancreas non ha alterazioni morfologiche almeno all'ecografia,cosa puo' spiegare un aumento della lipasi?
pancreas divisum?sindrome di gullo?pancreatite cronica?

non sappiamo come muoverci perche' l'epatologo non da peso alla cosa

secondo voi dobbiamo consultare un endocrinologo o un internista per chiedere di fare una colangio rmn?questi valori di lipasi sono un pericolo per la vita?puo' esserci una correlazione con il fatto che ha un solo rene (agenesia renale)

grazie

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Gentile Signore,
se suo padre, nonostante sia monorene, non è affetto da IRC,
tenga presente che le indicazioni fornite sul viscere pancreatico dalla ecografia sono "di massima".
Una RM pancreatica o addominale con contrasto paramagnetico, fornirebbe senz'altro indicazioni più pregnanti anche riguardo lo stato del parenchima e l'esistenza di una pancreatite cronica.

Le sarei grato se mi fornisse il range di valori della lipasi e della amilasi del laboratorio presso cui hanno effettuato le analisi.

In quanto alla Colangio RM non vedo il relato con l'eventuale disfunzione pancreatica, ma se deve fare la RM addominale tanto vale perdere un pò di tempo in più ed acquisire anche le sequenze della colangio risonanza.

Cordiali saluti.

Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#2] dopo  
359570

dal 2015
grazie dottore,le do i dati,mi scusi se mi dilungo un po',a questo punto le dico tutto:ù

analisi 23 febbraio 2015:
azotemia:45 glicemia :74 creatininemia :1,07 colesterolo tot :157 hdl colesterolo :45,9 ldl :86 trigliceridi :128 bilirubina tot: 1.20 diretta:0.33 indiretta 0,87 got 37 gpt:36
gamma gt :32,2 sideremia ;:122 proteine totali 7.2 emocromo nella norma amilasi totale 111 lipasi 127 (per il laboratorio fino a 60)- fostatasi alcalina 175 prolattina 14.74 cpk:107.7 sodio :152 potassiemia: 5sodiemia :152 ,cloro 104 CEA 0.30 alfa fetoproteina 2.52

ripetuta la lipasi a inizio marzo era 96

ecografia addome completo:
il fegato appare di volume e morfologia regolari,la sua ecostruttura e' disomogenea finemente e non si evidenziano lesioni espansive solide infiltrative
cisti sub centimetrica al 7 segmento
la colecisti e' regolare e non contiene calcoli
la via biliare e' regolare di calibro ,decorso,e contenuto
la vena porta e' regolare di calibro flussimentria al CFM
il pancreas e il dotto di wirsung sono regolari
la milza appare di volume regolare
rene destro di volume superiore alla norma per ipertrofia vicariante da agenesia del rene sinistro
assenza di lesioni espansive solide e cistiche.assenza di calcoli e renella
vescica normodistesa mucosa indenne contenuto transonico e alitiasico
assenza di fluido libero in addome
ipertrofia prostatica adenomatosa di grado moderato :volume 72 ml

io ho parlato di colangio rmn,perche' mia madre e' morta due anni fa per neoplasia pancreatica,quando ho letto questi valori della lipasi ho pensato subito ad un k pancreatico,pero' razionalmente ho pensato che se gia' nel 2013 l'ecografia addominale era normale con vie biliari epatiche ed extraepatiche di normale calibro e decorso,ora che siamo nel 2015,se ci fosse stata una formazione pancreatica,avrebbe gia' dato manifestazione eclatante all'ecografia addominale.

penso che questo ragionamento sia giusto

pero' giustamente come dice lei,l'ecografia non puo' dare informazioni dettagliate sullo stato del parenchima in maniera dettagliata,dunque potrei stare "tranquillo"per un eventuale tumore,ma non per la presenza di una pancreatite cronica

[#3] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Caro Signore,
come purtroppo lei ben sa, il cr pancreatico è una malattia a rapida evoluzione infausta.
Se suo padre avesse avuto un cr pancreatico dal 2013, ora probabilmente non ci sarebbe più o sarebbe un paziente terminale.

Può togliersi del tutto questo dubbio che comprendo e giustifico dato il lutto della mamma.

Resta che suo padre, che presumo non faccia uso smodato di alcoolici, vino compreso, potrebbe avere una lieve sofferenza pancreatica cronica.
Come le ho già scritto ieri, l'ecografia - per la posizione anatomica del Pancreas - non fornisce risultati altrettanto chiari come quelli su altri organi: ovviamente riesce a vedere una neoformazione che in questo caso non c'è ma non da informazioni su una sofferenza parenchimale o su una iniziale fibrosi.
L'esame di elezione in questo caso resta la RM con contrasto paramagnetico. Chiaramente se decide di farla, senza alcuna urgenza, faccia l'addome in toto ma spieghi all'esecutore la ratio dell'esame, di modo che le sequenze acquisite per il pancreas siano intese a "scandagliarlo" con la maggiore accuratezza possibile.
Non me ne voglia se le chiedo di fare astenere suo padre dall'alcool: anche mezzo litro di vino al giorno può indurre sofferenza pancreatica.

Se vuole, mi tenga pure aggiornato.

Carissimi saluti.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#4] dopo  
359570

dal 2015
Gentile Dottore,innanzitutto la ringrazio della disponibilita'

Si figuri,fa benissimo a dirmi di limitare il consumo di alcolici anche per chi legge questi consulti.

Per quanto riguarda mio padre nel particolare,lui dal momento che soffre di epatite c da oltre 30 anni,si astiene completamente dal bere alcolici da circa 20 anni neanche a pasqua e natale.non beve e non fuma.

questo e' un altro fattore che (purtroppo o per fortuna?) non giustifica questi valori.

per quanto riguarda l'rmn,il medico curante almeno nella regione campania,non puo' prescrivere accertamenti di secondo livello senza la prescrizione di un medico specialista.
Dunque adesso,dobbiamo necessariamente trovare un altro gastroenterologo o internista che visioni le analisi e le prescriva l'accertamento per espletare questa formalita' burocratica(praticarla privatamente costa troppo per noi purtroppo)

Resta un po' di amaro in bocca,perche' a fine 2013 venne ricoverato in vari day hospital presso il reparto di medicina interna e gastroenterologia di un notissimo ospedale della nostra citta',e al termine di questi ricoveri il medico al momento di consegnarci i fogli di dimissioni non ci comunico' che poteva esserci un potenziale problema pancreatico.

la lipasi e l'amilasi le abbiamo ripetute perche' ci sono state richieste dal medico dietologo che segue mio padre,e mi sono balzati agli occhi questi valori di lipasi,controllando le cartelle cliniche ho notato che i valori erano gli stessi.da qui ho capito che il problema non era di recentissima insorgenza.

ad ogni modo porsi tante domande non serve ormai,appena possibile le trascrivero' i referti.

in settimana praticheremo anche colinesterasi e nel dettaglio l'amilasi pancreatica e salivare.

la ringrazio ancora e prometto di tenerla aggiornata,anzi devo continuare a scrivere in questo spazio o devo aprire un nuovo consulto se i referti della rmn mi verranno dati fra 3-4 settimane?

grazie

[#5] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Caro Signore,
può tranquillamente continuare ad informarmi su questo spazio.

Mi pernetta di farle notare l'inutilità del dosaggio degli isoenzimi dell'amilasi: non aggiungerebbero niente perchè la lieve sofferenza pancreatica è attestata dall'elevazione della lipasi che è specifica del pancreas.

Al prossimo aggiornamento, dunque.

Cari saluti.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#6] dopo  
359570

dal 2015
gentile dottore,oggi siamo stati da un nuovo gastroenterologo che considerato tutto il quadro clinico non ritiene opportuno eseguire ne tac ne rmn,ma ripetere l'ecografia addome superiore,eventualmente con contasto presso il loro centro epatologico

ha ricondotto il tutto ad un problema alimentare considerato anche che a seguito del nuovo regime dietetico ipocalorico la lipasi e' scesa.

io non sono molto d'accordo,pero' devo eseguire gli ordini del medico,non posso oppormi

in aggiunta chi ha vivamente consigliato di prendere in considerazione intraprendere la triplice terapia antivirale senza interferone per curare l'epatite di cui e' affetto (genotipo 1 b)

detto molto francamente,neanche su questo sono d'accordo,perche' una terapia antivirale a mio parere non e' una terapia con acqua fresca per una persona di 67 anni.

il gastroenterologo ci ha detto che la situazione epatica di mio padre e' davvero ottima anche per l'assenza di varici esofagee (ha fatto molte considerazioni per dire cio',pero' per brevita' le risparmio)

dottore ,quindi questo e' quanto

mi puo' dire qualcosa in merito alle terapie antivirali senza interferone?Lei le consiglia a pazienti non propriamente giovani come mio padre? (ovviamemente e' una domanda puramente teorica,le chiedo considerazioni di massima visto che non ha il paziente dal vivo)

grazie

[#7] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Gentile Signore,
una terapia antivirale va intrapresa quando a seguito dell'infezione il fegato mostri un "risentimento".
Non parliamo di un trentenne ma di un quasi 70enne che ha una epatite cronica da 30 anni!
A che gioverebbe una terapia antivirale, se i dati ecografici non pongono in evidenza una tendenza alla fibrosi epatica e dunque alla cirrosi? Nè una ipertensione portale?
Mi pare ovvio, scontato, che suo padre non avendo una cirrosi HCV correlata non abbia neppure varici esofagee!

Faccia almeno un Fibroscan per valutare il grado di fibrosi in modo incruento, senza biopsia epatica.
Se non c'è fibrosi e le transaminasi sono normali le varici esofagee e i cicoli collaterali porto - sistemici per quale motivo dovrebbero comparire?
:-)

Nella risposta è implicitamente contenuto il mio pensiero sulla triplice terapia antivirale.
Ho una paziente di 93 anni, con epatite HCV correlata da 50 anni, che morirà di vecchiaia. Forse il suo nuovo gastroenterologo consiglierebbe la triplice terapia antivirale anche a lei.
:-))

Fa benissimo a seguire il medico che può valutare realmente suo padre: i miei sono solo imput da assumere come tali.

Carissimi saluti.




Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#8] dopo  
359570

dal 2015
Buonasera Dottore,volevo dirle che a seguito del regime dietetico impostato dal medico dietologo,i valori della lipasi sono rientrati nel range della normalita',come e' anche normale la concentrazione di amilasi nelle 24 ore.

ovviamente la ricontrollerermo ancora.

il fibroscan e' F3 secondo metavir,(il valore e' 9,3 precisamente)
l'epatologo visto che l'ecografia era molto soddisfacente a suo dire e anche la gastroscopie effettuate annualmente non evidenziano nessun tipo di varice e tutti i parametri ematochimici sono nella norma,lei consigliava un trattamento antivirale senza interferone (dicendo che in una patologia reumatica in fase florida come una crioglobulinemia attiva e in presenza di anamnesi positiva per depressione e ansia l'interferone non e' indicato)

io mi sto attivando anche presso dei centri universitari della mia citta' per saperne di piu',pero' aihime mi hanno detto che l'associazione ribarvirina+sofosbuvir senta IFN peghilato,non sta dando risultati soddisfacenti per il genotipo 1b

quindi ci hanno prospettato altri antivirali che dovrebbero arrivare prossimamente come simeprevis e viekyra

dottore io fondamentalmente sarei anche propenso a proporre a mio padre una terapia senza interferone,pero' penso sempre a due cose

a)una cosa sono gli studi condotti dalle case farmaceutiche che per forza di cose non possono testare un farmaco su milioni di persone,e un'altra l'esperienza post marketing.le aziende testano i farmaci su alcune migliaia di persone e non in vasta scale,quindi inevitabilmente le eventuali "falle" di un protocollo possono venire fuori anche durante la commercializzazione (un epatologo mi faceva notare che diversi studi prevedevano che sofo +ribavirina senza INF avrebbe portato aumenti significati di guarigione per l'1b,mentre invece purtroppo queste previsioni sono state in parte disattese durante la pratica clinica)

b)altra considerazione riguarda sempre l'eta di mio padre,puo' una persona di 68 anni,provare degli antivirali con tutti i rischi connessi?(dottore con tutto il rispetto,ma io non condivido l'ottimismo di alcuni infettivologi che sembrano paragonare gli antivirali seppur moderni a delle caramelle con effetti collaterali quasi insignificanti)

ad esempio,mio padre affetto da una lieve forma di bcpo,se venisse colpito durante la terapia antivirale che abbasse le difese immunitarie da una polmonite,quali complicazioni potrebbe portare una polmonite in un pz immunodepresso?complicazioni imprevedibili,che potrebbero essere anche molto pericolose.


mi scusi la prolissita',volevo sapere da lei se le mie considerazioni sono completamente infondate(ci puo' stare per carita')oppure qualche cosa di quello che dico puo' avere un fondamento

p.s. ci sono anche motivi economici per cui mio padre non rientrebbe nelle prime categorie che possono usufruire di questi trattamenti,quindi sicuramente almeno per il 2015 non se ne parla,forse tra il 2016 e il 2017,perche' come sa i fondi sono limitati.quindi passerebbe altro tempo e supereremmo i 70 anni

saluti