Utente 133XXX
Salve, ho 24 anni e da 2 mi trovo a convivere con seri problemi al braccio destro.
A causa di una frattura scomposta al radio diagnosticata in ritardo di 20 giorni (quindi con già un inizio di calcificazione) ho un blocco parziale piuttosto importante (circa il 50%) della pronosupinazione dell'avambraccio, oltretutto sempre nello stesso braccio, a causa dei postumi di un intervento, ho il polso bloccato irrimediabilmente sia in flessione (solo 35°) sia in estensione (40°) e che in più mi causa spesso forti dolori.
Questo tipo di infortunio mi ha costretto a lasciare il lavoro dato che se passo un intera giornata con attrezzi (cacciavite, trapano, pesi eccessivi ecc.ecc.) il braccio mi duole in maniera fortissima per almeno 2-3 giorni, impedendomi quindi qualunque tipo di forte sforzo e precludendomi praticamente ogni possibilità di svolgere un qualsivoglia lavoro manuale a tempo pieno.

Volevo gentilmente chiedervi se secondo voi tale impedimento può portare all'ingresso nella fascia protetta (34% se non vado errato), o se altrimenti, nel caso non vi rientrassi, se esiste qualche altra possibilità per tutelarmi dato che quasi tutti i lavori manuali mi sono preclusi.

Vi ringrazio anticipatamente per la risposta.

[#1] dopo  
Dr. Maria Assunta Pasquarelli

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Gentile utente, intanto la percentualizzazione del danno varia se si considera l'arto superiore dx o sx, in destrimane o meno. A parte cio', e' fondamentale la visita, la visione degli esami strumentali, la presenza ed il tipo di cicatrici. In linea di massima, forse, potrebbe anche raggiungere la percentuale da lei indicata, dipende dai fattori menzionati.
In alternativa, il medico competente della sua azienda deve accertare la sua idoneita' alla mansione ed in considerazione della possibilita' dell'azienda e del suo titolo di studio, riempiegarla in altre mansioni.
Saluti
Dr. maria assunta pasquarelli