Utente 147XXX
Sono una dipendente statale. Sono invalida al 50%, riconosciuta con handicap grave secondo l'art. 3, comma 3 della legge 104. La asl mi ha rilasciato un certificato di grave patologia e assunzione farmaci salvavita che ho presentato al mio ufficio insieme ad un certificato dell'ospedale dove sono in cura dal quale si evince che la terapia salvavita è assunta quotidianamente. Il mio problema è se i miei certificati di malattia devono essere formulati ogni volta con la dicitura "Paziente con grave patologia che assume farmaci salvavita quotidianamente", oppure il fatto che comunque li prendo quotidianamente qualsiasi giorno di malattia è considerato per grave patologia? Il mio medico curante non mi vuole scrivere sul certificato la dicitura suddetta e così ogni volta la mia malattia viene considerata nel mio ufficio come le altre quindi con le relative decurtazioni. Inoltre potrei essere anche esente dalle fasce di reperibilità con il nuovo decreto di Brunetta ma se lui non mi fa i certificati con la dicitura come faccio? Grazie della risposta. Il medico curante dice che i giorni di malattia deve darmeli l'ospedale e il medico dell'ospedale mi dice che deve darmeli il medico curante. Ora se io ho la febbre e prendo comunque la mia terapia salvavita questi giorni come sono considerati? Grazie a tutti per una eventuale risposta

[#1] dopo  
Dr. Alessandro Vallebona

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I giorni di malattia considerabili come "grave patologia" sono esclusivamente quelli correlati alla patologia per cui assume terapia salva-vita e non ogni periodo di malattia ascrivibile ad altre cause (influenza, stress, lombalgia, ecc ecc). Fra l'altro non credo possibile che con una invalidità civile del 50% le possa essere stato riconosciuto l'handicap grave. Saluti
Dr. Alessandro vallebona

[#2] dopo  
Utente 147XXX

Grazie della risposta. Tra l'altro mi sembra strano che non sappia, visto che lei è un medico legale che l'invalidità civile si basa su criteri medico-legali (tabelle varie e relative percentuali) mentre l'handicap grave su criteri medico-sociali. Così per le tabelle varie a cui si attengono le commissioni mi hanno collocato al 50% ma valutando il grado di integrazione sociale e le difficoltà riscontrate nelle relazioni sono stata riconosciuta appartenente all'art. 3, comma 3 della L. 104.

[#3] dopo  
Dr. Alessandro Vallebona

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Ciò che dice è vero in parte. La mia esperienza come presidente di commissione (invalidità, L. 104, idoneità lavorativa, L.68) risale al 1992 e quindi casi ne ho visti tanti. Per tale motivo le confermo che può accadere che in casi di patologia importante ma non sufficiente a giungere ai requisiti richiesti per l'indennità di accompagnamento (100% o giù di lì) in casi molto particolari come necessità di accedere molte volte in ospedale ed in assenza di significativi aiuti in ambito familiare si sia riconosciuta la gravità per agevolare un familiare ad ottenere i tre giorni mensili. Ma mai mi è capitato per valutazioni pari al 50% e confermo quanto le ho significato.
Dr. Alessandro vallebona