Utente 259XXX
Buongiorno, sono stata operata di scoliosi nel 1985 a 24 anni (con barra Harrington che non é mai stata romossa) e in quell'occasione mi venne riconosciuta una invalidità del 35% per "cifoscoliosi destro lombare trattata chirurgicamente con articolarità limitata e slivellamento del bacino" . Adesso a distanza di 27 anni sto molto male. Dato che la zona lombare é l'unica parte della colonna che dall'intervento ha sempre lavorato ho una discopatia degenerativa con protusione discale L3-L4. Non posso essere operata per un'altra stabilizzazione delle vertebre perché a quel punto, mi hanno spiegato vari medici di cui 2 neurochirurghi, non mi muoverei più. Inoltre ho una grossa artrosi. Sono comunque spesso e sovente sotto infiammatori (Arcoxia, gastroprotettore e muscoril e a volte anche con un medicinale contenente codeina). Lavoro come impiegata nel settore pubblico e come mansione, da sempre ho quella di segreteria, il che mi porta a stare seduta tutto il giorno con le conseguenze che potete immaginare. I medici mi consigliano vivamente di chedere un aggravamento dell'invalidità di modo da riuscire ad ottenere i giorni della 104 e comunque per avere in mano un qualcosa che possa farmi ottenere un altro tipo di lavoro, meno sedentario e strassante, perché stressante é il lavoro di segreteria nell'amministrazione dove lavoro. Il problema dello stress aumenta di molto il crearsi delle tipiche contratture muscolari che già normalmente ho. Come ciliegina sulla torta, inoltre, tempo fa per fare degli esami più approfonditi ho scoperto di avere l'epatite C e (a meno che non me la sia presa dal podologo o dal dentista, ma non credo) c'é una buona probabilità che io me la sia presa quando mi hanno operato di scoliosi in quanto ho subito varie trasfusioni. C'é da dire che comunque (per fortuna) trattasi di epatite C asintomatica con trasnsaminasi buone anche se é attiva e cioé la carica virale esiste e a volte si alza e a volte si abbassa. Il trattamento con interferone sarebbe anche una buona soluzione dato che il mio genotipo é il 3a e cioé il più facile da trattare ma come ben si sa, dati i problemi e dolori ossei che porta il trattamento con l'interferone, nel mio caso significherebbe aumentare i dolori articolari già esistenti percio' non posso intraprendere questo trattamento a meno che un giorno e spero di no, non avro' altra scelta.
Inoltre sono soggetta a sindrome ansiosa depressiva dal 1993 e periodicamente devo intraprendere cure di antidepressivi e sedute psicoterapeutiche.
Per quanto riguarda il quadro articolare inoltre adesso dovro' fare anche una lastra specifica perché pare ci sia anche una spodilolistesi.
Ora mi accingero' a chiedere un aggravamento. In base a cio' che avete letto credete che potro' avere la legge 104? Oppure c'é un modo in un luogo di lavoro di cambiare mansione per problemi di salute? Ditemi pure secondo voi cosa dovrei fare.
Gratissima per una vostra gentile risposta. Sandra

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

Referente scientifico Referente Scientifico
40% attività
20% attualità
20% socialità
()

Rank MI+ 80
Iscritto dal 2010
Gentele Signora,

se devo esprimere un parere riguardo alle Sue probabilità di ottenere il riconoscimento della condizione di "handicap" ai sensi della legge 104/92, mi pare molto difficile che possa rientrare nella fattispecie di cui all'art.3, comma 1, e quindi ancor di più nella previsione dell'art.3, comma 3.
La valutazione dell'idoneità alla mansione lavorativa specifica viene effettuata dal "medico competente" di cui al D.Lgs.81/08, art. 38, per i lavoratori che sulla base del documento di valutazione dei rischi siano soggetti a sorveglianza sanitaria, oppure qualora il lavoratore ne faccia richiesta e la stessa sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi lavorativi.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#2] dopo  
Utente 259XXX

Buongiorno Dr. Mascotti,

potrebbe spiegarmi come mai trova addirittura "molto" difficile per me ottenere la 104? Cioé il mio quadro clinico non le sembra un po' compromesso? Pensa che tutto cio' non potrebbe neanche farmi ottenere un aggravamento dell'invalidità? Non é polemica, ma a parte che io sto molto male, vorrei capire.
Distinti saluti

Sandra

[#3] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

Referente scientifico Referente Scientifico
40% attività
20% attualità
20% socialità
()

Rank MI+ 80
Iscritto dal 2010
Gentile Signora,

ben comprendo che Lei presenta una compromissione dello stato di salute, tant'è che ha avuto il riconoscimento della condizione di "invalido civile".
Peraltro il riconoscimento dello stato di "handicappato" secondo i criteri adottati dalle Commissioni, e per quella che è la mia esperienza in materia, richiede un qualcosa in più, che appunto vada ad intaccare in maniera netta ed evidente la possibilità di svolgere il proprio ruolo e soddisfare le proprie aspettative all'interno del gruppo sociale di appartenenza.

Le faccio un semplice esempio: è come se il soggetto handicappato si trovasse, per raggiungere ed essere pari al suo gruppo di appartenenza, a dover superare una rampa di scale in salita.
Nel Suo caso e per quanto riferisce, mi pare che ci siano alcuni gradini di differenza, ma non un'intera rampa da percorrere.

In conclusione, Lei può giustamente presentare istanza di riconoscimento ai sensi della Legge 104/92, ma deve sapere che la Commissione che valuterà il caso applicherà la metodologia in precedenza riportata, ed in tale senso la precedente risposta rappresenta che ottenere il beneficio in questione non sarà facile, se i criteri dovessero essere rigorosamente applicati .

Ancora Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]