Utente 296XXX
Mia mamma (anni 82) si è sottoposta ad una tac che ha riscontrato "un addensamento a contorno irregolare del segmento apicale del lobo inferiore destro con coinvolgimento delle stazioni linfonodali mediastiniche e concomitante presenza di tessuto solido a livello del processo uncinato pancreatico con linfoadenomegalie addominali". E' stata ricoverata in day hospital al reparto di pneumologia ed è stata dimessa con la diagnosi di neoformazione polmonare e pancreatica. Le era stato consigliato di fare una pet e una broncoscopia ma mia mamma si era rifiutata di fare la broncoscopia considerandola troppo invasiva.
Nel frattempo ho preso contatti con un oncologo che le ha proposto al posto della brocoscopia una biopsia tramite tac guidata e martedì scorso è stata sottoposta a questo esame(stiamo aspettando l'esito, ci vorranno circa 20 gg).
Oggi ho ricevuto il verbale della commissione medica per l'invalidità civile che le ha riconosciuto "INVALIDO ultrasessantacinquenne con difficoltà persistenti a svolgere le funzioni ed i compiti propri della sua età (L.590/88 124/98) grave 100%
La sorpresa l'ho avuta leggendo il verbale per la domanda L.104/92 con il quale le hanno riconosciuto: PORTATORE DI HANDICAP (comma 1 art. 3) con REVISIONE: NO.
Sono rimasta molto stupita perchè credevo che nel caso di patologie oncologiche si concedesse la Legge 104 (comma 3 art. 3) e mi ha lasciato molto interdetta la risposta "no" su revisione...
Ora non vorrei che tale decisione fosse stata presa perchè nella lettera rilasciata da pneumologia si indicava che "era stata prenotata una pet ma che comunicata la data la paziente, questa aveva deciso di non procedere ad ulteriori accertamenti".
Mi chiedo se può esserci stato un errore (a mia madre hanno dato 6 mesi di vita) o come procedere con il ricorso? Aspetto l'esito della biopsia prima di far partire il ricorso? Devo ricorrere di nuovo ad un patronato per fare domanda? Insomma ogni suggerimento è gradito perchè nel frattempo sto utilizzando giorni di ferie...
Grazie

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,
la valutazione dell'handicap con connotazione di gravità (art.3, comma 3 della legge 104/92) è basata non soltanto sugli aspetti sanitari, ma anche e soprattutto sugli aspetti sociali che giustificano la necessità di un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione in quanto la minorazione ha ridotto l'autonomia personale, tenuto conto dell'età della persona.
In tal senso, non sono tanto la diagnosi o gli elementi prognostici quoad vitam ad incidere, ma la qualità della vita (la possibilità di deambulare e di stare in piedi senza assistenza, la possibilità di muovere gli arti superiori e le mani, l'eventuale respirazione assistita, il grado di coscienza, l'alimentazione per bocca od enterale, l'eventuale incontinenza sfinterica, eccetera...).
Per presentare un ricorso motivato, debbono essere analizzati e riportati elementi che depongano in tal senso.
Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]