Utente 220XXX
salve dottore mi scuso in anticipo per l'allarmismo eccessivo che mi caratterizza, ma c'è una domanda a cui non riesco a trovare risposta: una persona che si è sottoposta a scintigrafia, e quindi ha ingerito una pillola con tracciante radiattivo ( così mi ha detto, lei lo saprà meglio di me ovviamente) non può stare a contatto con donne incinte nelle seguenti 48 ore. La mia domanda da puro allarmista è: se dovessi entrare a stretto, e sottolineo stretto contatto con questa persona, tipo un bacio (scambio di saliva quindi) ci sarebbero rischi di qualsivoglia tipo per la mia salute legati a quel tracciante radiattivo? da quel po di chimica che ho studiato so che ci sono isotopi come quelli del carbonio che impiegano migliaia di anni per decadere, quelli usate per la scintigrafia dopo quanto decadono e non sono più pericolosi?

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Prof. Paolo Campioni

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I radiofarmaci utilizzati in medicina hanno un tempo di decadimento che va da alcuni minuti, a poche ore, a pochi giorni: dipende da cosa si usa.
Nel suoi caso specifico non abbiamo dati certi, tuttavia il buon senso ci fa pensare che si tratti di iodio. Non posso però dirle di più perchè non mi dà elementi certi (quale iodio radioattivo ? quale dose ? ecc).
Normalmente questi pazienti non sono "bombe atomiche" e si può stare a contatto con loro Basti pensare che medici e infermieri ci stanno tutti i giorni senza problemi. Comuqnue se mi dà più dati posso essere più preciso.
Saluti
Prof. Paolo Campioni

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Dr. Vincenzo Portolano

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Gentile Signore, il problema non è tanto nell'intimità del rapporto, quanto nella durata della vicinanza...
per farLe un esempio, può abbracciare e baciare una donna incinta per scambiarsi gli auguri, ma non è il caso che dorma nel suo letto.
Inoltre, consideri che ci sono diversi traccianti radioattivi e che ciascuno ha un diverso tempo di decadimento (tutti comunque nell'ordine dei giorni se non delle ore), ma che comunque vengono eliminati con le urine e quindi passate le 48 ore di cui Le hanno parlato il problema è totalmente inesistente...

Le auguro un sereno Natale

Cordialmente
Dr. Vincenzo Portolano