Utente 392XXX
salve!

da circa 2-3 anni soffro di un continuo indolenzimento acuibile con la pressione che parte dal fianco dx, sotto l'arcata costale dx(sede epatocolecistica), prosegue lungo l'inguine dx e si irradia a testicolo dx(dolente al tatto,zona epididimo) e coscia dx.
Durante i cambi di stagione questo dolore diventa più marcabilee. Ciò mi ha spinto ad eseguire un eco addominale il 20/10/2014, con i seguenti risultati(Scrivo ora perché il dolore si è intensificato in questi giorni.
reperti epatobiliari di normalita con parenchima epatico privo di lesioni focali in normali biometrie a profili netti e regoalri.
normale calibro del coledoco e dei dotti epatici.
COLECISTI dismorfica e alitiasica, ipotonica
Ipotonia URETERO PIELICA bilaterale.
RENELLA caliceale dx.
Nella norma i restanti reperti pieloparenchimali renali bilatreali, con rapporti cortico midollari conservati in assenza di calcoli.
meoteorismo intestinale.

Il dolore è imputabile alla renella?anche se è un dolore ormaicosi duraturo?
ipotonia uretero pielica e colecistica cosa inducono?
non potrebbe essere un'ernia inguinale o un problema testicoalre?

vorrei rimarcare la mia arcata costale dx particolarmente mobile, in avanti ed indietro, con rumori sentibili.

grazie per quello che fate

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2011
Prenota una visita specialistica
La "renella" viene molto spesso tirata in ballo quando non si riesce a definire con sicurezza l'origine di un dolore addominale. E' abbastanza comune che l'ecografia rilevi nelle cavità renali delle picole calcificazioni variamente diffuse. Con la vasta esperienza ormai maturata da chi si dedica quotidianamente all'endoscopia renale, possiamo affermare che osservandole "dal di dentro" queste calficazioni sono in effetti delle microscopiche incrostazioni tenacemente adese alla superficie interna del rene, dalla terminologia scientifica definite "placche di Randall". Queste non sono assolutamente in grado di causare di per loro alcun disturbo, è pur vero che su queste incrostazioni si possono in circostanze sfavorevoli accrescere i calcoli, ma questa è un'altra storia. Pertanto questa temibile "sabbia" in grado di scatenare dolori e terribili coliche di fatto non esiste, se non in rare circostanze assolutamente particolari perlopiù legati a problemi di acido urico. Purtroppo la leggenda della perfida "renella" e delle sue malefatte è profondamente radicata tra i medici (anche molti specialisti) ma si tratta di fatto, come abbiamo detto, di una falsa convinzione.
Venendo al suo disturbo, l'origine renale ci pare poco verosimile perchè:
- come abbiamo appena detto, non è il caso di tirare in ballo la innocente "renella";
- se si trattase di un vero calcolo misconosciuto è molto difficile che i suoi disturbi si sarebbero manifestati in modo così costante nel tempo per intensità ed irradiazione; i piccoli calcoli sono destinati a muoversi ed a far sentire la loro presenza in modo variabile nel tempo; pare infine ben poco verosimile che un calcolo presente da molto tempo sfugga all'ecografia, che almeno dovrebbe coglierne le manifestazioni indirette, come la dilatazione del rene e della via urinaria;
- il dolore renale tipicamente non si irradia alla coscia, questo tipo di distribuzione del dolore è invece caratteristico delle irritazioni neurologiche, causate perlopiù da problemi alla colonna vertebrale.
In conclusione, almeno teoricamente il suo dolore dovrebbe avere più facilmente una causa ortopedica. Ovviamente a noi manca l'insostituibile possibilità di visitarla direttamente, cosa che potrebbe già fare di per sè molta chiarezza. Diciamo che se la mano esperta di un nostro Collega continuasse nonostante tutto ad avere dei dubbi, si potrebbe eseguire una TAC senza mezzo di contrasto, che chiuderebbe definitivamente la questione. Questo è piuttosto improbabile che si renda necessario.
In ultimo, la definizione di "ipotonia" delle alte vie urinarie non ha un preciso significato funzionale, in particolare se riferita bilateralmente.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#2] dopo  
Utente 392XXX

Grazie Dr Pisana è stato chiarissimo.
Sono uno studente del 4 anni di medicina e la ci hanno fatto sempre una capa tanta per le tac, dunque sarebbe la mia ultima spiaggia, anche perché credo che il dolore sopportabile, visto l'eco e la cronicità non sottenda ormai a nulla di grave.

Dunque la causa di questo dolore potrebbe essere data dalla mia arcata costale particolarmente mobile(basti pensare che appoggiandomi sul fianco la sento spostarsi rumorosamente) che spesso durante il giorno ho il Vizio di comprimere e muovere?
Irritazion degli intercostali può portare a questa sintomatologia?
La ringrazio ancora per la sua chiarezza e disponibilità

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2011
Caro Collega,
che sia proprio colpa della mobilità dell'arcata costale (') abbiamo più di qualche dubbio. Questi dolori sono perlopiù legati ad irritazioni radicolari dei nervi ileo-ipogastrico, ileo-inguinale e genito femorale. Spesso si tratta di problemi posturali cronici, in effetti più comuni nelle ragazze che spesso camminano come le gru appollaiate su tacchi stratosferici perché ... si sa ... altezza è mezza bellezza! Purtropo non vi sono accertamenti in grado di dimostare oggettivamente questo tipo di interessamento neurologico. Moltissimo, se non tutto, si basa sulla sensibilità all'esame obiettivo.

Ma vi fanno almeno la "capa tanta" anche sull'importanza sostanziale dell'esame fisico del paziente, al di la di ogni raffinatissima indagine strumentale?

Diremmo che quattro parole con un bravo fisiatra rischiano di essere illuminanti.

Codiali saluti ed in c... alla balena per i prossimi esami.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#4] dopo  
Utente 392XXX

Grazie per tutto, ora sto preparando farmacologia!

La semeiotica e l'esame obiettivo li spiegano molto bene, il problema è che manca spesso un riscontro pratico adeguato.

Ne approfitto per farle un'ultima domanda, sui linfonodi laterocervicali ingrossati.
Mobili rispetto al piano, non lignei, grandezza di un pisello, sono linfonodi reattivi?
Grazie ancora e buona giornata

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2011
Sono domande da fare ad un urologo? Ma fammi il piacere ...
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing