Utente 494XXX
Gentili Dottori,

cercherò di essere più chiaro possibile. Mio padre di 84 anni deve sottoporsi a un intervento per la correzione di un aneurisma all'aorta addominale sottorenale. Il paziene presenta una insufficienza renale cronica che oscilla su valori di creatinina intorno ai 1,50 - 1,70.
Dopo un primo controllo in chirurgia vascolare si era ipotizzato di praticare l'intervento per via endovascolare passando dalla femorale e risalendo inserendo una protesi per sistemare il tratto colpito da aneurisma addominale.
Questa mattina a un controllo nel reparto vascolare, il chirurgo ci ha spiegato che l'intervento di cui sopra non è una strada praticabile poiché il liquido di contrasto che verrebbe immesso in gran quantità per consentire lo svolgersi dell'operazione andrebbe a minare seriamente i reni portando mio padre a una condizione di dializzato temporaneo o addirittura permanente.
Ci ha quindi spiegato che l'intervento classico è il più indicato in queste condizioni. Questo intervento comporterebbe un diverso tipo di anestesia, generale anziché la locale o spinale che sarebbe stato possibile eseguire con l'altro tipo di procedura e allungherebbe i tempi della degenza.
Papà era abbastanza speranzoso di poter affrontare l'intervento per via endovascolare e questa notizia lo ha sconfortato e con lui ci siamo un po' abbattuti anche noi.
Vi chiedo gentilmente, sulla base dei pochi elementi che ho riportato: l'intervento aprendo nella zona addominale è sicuro nonostante le condizioni renali di mio padre o anch'esso potrebbe portare complicanze?

Ringrazio anticipatamente chi vorrà rispondermi e porgo cordiali saluti.

[#1] dopo  
Dr. Giulio Malmusi

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Il silenzio di questa settimana è indicativo di quanto il suo quesito sia difficile. Anche io potrei semplicemente non rispondere, ma ... vorrei dirle che i fattori di rischio ci sono in qualunque intervento medico invasivo come quello cui deve sottoporsi suo padre; e il peso dei diversi problemi può essere valutato seriamente solo da chi è davanti al paziente e vede tutta la situazione, le patologie associate ecc. D'altra parte, il rischio operatorio va confrontato con quanto potrebbe accadere non facendo nulla, cioè lasciando crescere l'aneurisma...
Non so se altri colleghi di Medicitalia riescono ad essere più precisi, ma credo che la cosa migliore sia fidarsi dei medici che hanno in cura suo padre.
Dr. Giulio Malmusi

[#2] dopo  
Utente 494XXX

Gentile Dott. Malmusi,

la ringrazio per la cortese risposta. So che il quesito non è semplice, ma quando si è alla ricerca di qualunque "appiglio" per proseguire la scalata anche solo per guadagnare un po' di fiducia e coraggio.
In ogni caso, ancora prima di leggere il suo messaggio avevamo intrapreso la strada che lei ci consiglia: fidarci dei medici che lo hanno preso in cura.
Per il momento abbiamo parlato con il chirurgo vascolare e siamo in attesa della chiamata per il pre ricovero dove incontreremo anche anestesisti e nefrologi che ci illustreranno le strategie attuabili.
L'aneurisma attualmente non è a livelli di eccessivo allarme, ma ha comunque raggiunto i 5 cm. e in realtà l'intervento è da fare per mettere papà nelle migliori condizioni per poter poi affrontare un intervento per una protesi d'anca. Lui è un uomo ancora molto attivo e non dimostra l'età che ha nonostante i vari acciacchi, ultimamente ha cominciato a soffrire per un dolore all'anca molto invalidante per gli standard a cui è abituato.
Ringraziandola nuovamente porgo cordiali saluti.

Paolo

[#3] dopo  
Dr. Giulio Malmusi

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... e io mi "appiglio" a una delle sue informazioni per un ulteriore commento: non è che la funzione renale è peggiorata anche perchè ha usato antiinfiammatori per ridurre i dolori causati dall'anca? potrebbe fare un periodo con antidolorifici diversi, e scoprire che la creatinina è più bassa e il mezzo di contrasto non sarebbe poi così pericoloso ? ... ai suoi medici la risposta.
Dr. Giulio Malmusi

[#4] dopo  
Utente 494XXX

Gentile Dott. Malmusi,

ringraziandola per la pronta controreplica la informo che ai primi sintomi dolorosi all'anca papà prese in effetti qualche capsula di dicloreum si parla di almeno 6 mesi fa e a dire il vero poche e a distanza di almeno 10 giorni una dall'altra. Vedendo però che il dolore ricompariva al termine dell'effetto antalgico del farmaco io stesso ho deciso di evitare di continuare con il dicloreum e di interpellare un ortopedico il quale dopo aver sottoposto a una lastra papà ha formulato la diagnosi di coxartrosi dell'anca destra e indicato come antidolorifico il Contramal in gocce che non andava a incidere sull'attività renale.
In fase di prericovero abbiamo portato tutti i referti dei vari controlli svolti da papà e chiaramente abbiamo segnalato dell'aneurisma, si è quindi ritenuto opportuno svolgere un ecocolordoppler di controllo dove è emerso che l'aneurisma rispetto all'ultimo controllo dello scorso agosto dove era 4.8 cm. si è ingrossato fino a 5 cm.
A quel punto il chirurgo ortopedico e l'anestesista hanno chiesto una sorta di relazione da parte del vascolare che ha in cura papà nella quale si affermasse che nonostante l'aneurisma non ci fossero controindicazioni per l'intervento all'anca. Cosa che il vascolare ovviamente non si è sentito di fare. Insomma, abbiamo imboccato un bel tunnel. Oltre al Contramal gocce, altri antidolorifici efficaci e che non andrebbero a intaccare l'attività renale quali potrebbero essere?
La ringrazio per l'interesse che sta dimostrando nei miei riguardi.