Conflitto neurovascolare e vertigini
Buon giorno ho ritirato la RM encefalo senza e con MDC consigliata dall'otorino in seguito a episodi intensi di vertigine e ipoacusia.
Non evidenti processi espansivi a carico delle strutture dell'angolo ponto cerebellare.
Bilateralmente le arterie cerebellari antero inferiori prendono contatto con la porzione cisterna le degli elementi nervosi acustico facciali: reperto compatibile con un quadro di conflitto neurovascolare bilaterale.
Minima procidenza delle tonsille cerebellari attraverso il forame magno.
Nei limiti per età il trofismo del tessuto cerebrale.
Stabili la morfo volumetria del sistema ventricolare e l'ampiezza degli spazi liquorali periencefalici.
C'è correlazione tra il conflitto e le vertigini?
Non evidenti processi espansivi a carico delle strutture dell'angolo ponto cerebellare.
Bilateralmente le arterie cerebellari antero inferiori prendono contatto con la porzione cisterna le degli elementi nervosi acustico facciali: reperto compatibile con un quadro di conflitto neurovascolare bilaterale.
Minima procidenza delle tonsille cerebellari attraverso il forame magno.
Nei limiti per età il trofismo del tessuto cerebrale.
Stabili la morfo volumetria del sistema ventricolare e l'ampiezza degli spazi liquorali periencefalici.
C'è correlazione tra il conflitto e le vertigini?
Gentile Utente,
ho letto con attenzione il referto che riporta. Provo a rispondere, sulla scorta di una mia lunga esperienza in questo ambito specifico, in modo chiaro e pratico al suo quesito.
Nella grande maggioranza dei casi non c’è correlazione, o comunque non in modo diretto e causale, tra conflitto neurovascolare e vertigini.
Il contatto tra un’arteria (come l’AICA= Arterie Cerebellare Antero-Inferiore) e il nervo acustico-facciale è un reperto molto frequente, spesso bilaterale e non implica automaticamente una patologia. Infatti nella maggior parte delle persone è una variante anatomica, riscontrata anche in soggetti completamente asintomatici. A questo punto occorre chiarire che il termine conflitto neurovascolare nel referto descrive un contatto, non una diagnosi.
Il conflitto ha davvero un significato clinico solo in casi selezionati e quando cioè i sintomi sono unilaterali, persistenti ed associati a segni neurologici specifici (es. spasmo emifacciale, acufeni pulsanti monolaterali, deficit progressivi).
Le vertigini intense e fluttuanti, soprattutto se associate a ipoacusia, raramente sono spiegate da un conflitto neurovascolare, ma piuttosto questa associazione orienta molto più spesso verso patologia vestibolare periferica da cause funzionali o infiammatorie. E' pertanto, a parere mio,
coerente che l’otorino abbia richiesto la RM per escludere patologie centrali, cosa che l’esame ha fatto in modo rassicurante.
Per quanto, infine, concerne la minima procidenza delle tonsille cerebellari posso direr che sulla scorta di esperienza consolidata che sia un reperto aspecifico e frequente, in sé non patologico se lieve e senza segni di compressione e che comunque non spiega vertigini né ipoacusia in assenza di altri segni.
In conclusione, per rassicurarla dalla RM non emergono cause neurologiche centrali gravi e il contatto vascolo-nervoso è verosimilmente un reperto occasionale con una correlazione con le vertigini del tutto improbabile.
Un cordiale saluto
ho letto con attenzione il referto che riporta. Provo a rispondere, sulla scorta di una mia lunga esperienza in questo ambito specifico, in modo chiaro e pratico al suo quesito.
Nella grande maggioranza dei casi non c’è correlazione, o comunque non in modo diretto e causale, tra conflitto neurovascolare e vertigini.
Il contatto tra un’arteria (come l’AICA= Arterie Cerebellare Antero-Inferiore) e il nervo acustico-facciale è un reperto molto frequente, spesso bilaterale e non implica automaticamente una patologia. Infatti nella maggior parte delle persone è una variante anatomica, riscontrata anche in soggetti completamente asintomatici. A questo punto occorre chiarire che il termine conflitto neurovascolare nel referto descrive un contatto, non una diagnosi.
Il conflitto ha davvero un significato clinico solo in casi selezionati e quando cioè i sintomi sono unilaterali, persistenti ed associati a segni neurologici specifici (es. spasmo emifacciale, acufeni pulsanti monolaterali, deficit progressivi).
Le vertigini intense e fluttuanti, soprattutto se associate a ipoacusia, raramente sono spiegate da un conflitto neurovascolare, ma piuttosto questa associazione orienta molto più spesso verso patologia vestibolare periferica da cause funzionali o infiammatorie. E' pertanto, a parere mio,
coerente che l’otorino abbia richiesto la RM per escludere patologie centrali, cosa che l’esame ha fatto in modo rassicurante.
Per quanto, infine, concerne la minima procidenza delle tonsille cerebellari posso direr che sulla scorta di esperienza consolidata che sia un reperto aspecifico e frequente, in sé non patologico se lieve e senza segni di compressione e che comunque non spiega vertigini né ipoacusia in assenza di altri segni.
In conclusione, per rassicurarla dalla RM non emergono cause neurologiche centrali gravi e il contatto vascolo-nervoso è verosimilmente un reperto occasionale con una correlazione con le vertigini del tutto improbabile.
Un cordiale saluto
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Utente
La ringrazio tantissimo dottore per la sua accurata risposta.
Sono veramente contenta che non ci sia nulla di preoccupante nella risonanza magnetica.
Dalla parte della vertigini non riesco però ad avere una spiegazione/motivazione di questi episodi. Soffro di questi episodi intensi ormai da 3/4 anni.
Sono preceduti da sensazioni di nausea e giramento di testa, per poi passare in breve tempo alla vertigine con senso di forte stordimento, ronzio alle orecchie, perdita di equilibrio e vomito. L'intensità varia da pochi minuti a diec/ quindi minuti, per poi lasciarmi confusa anche per diverse ore e con forte instabilità nella deambulazione.
Nistagmo persistente bilaterale.
Molto probabilmente perché mi spavento sento anche formicolio in tutto il corpo e opressione al petto.
A livello dell' orecchio mi è stata riscontrata nella tac una deiscenza del canale semicircolare superiore, sindrome di Minor. Secondo l'otorino però la sindrome di Minor è irrilevante ai fini di una vertigine e si orientava per una vertigine di natura centrale.
Visto la negatività della risonanza
secondo lei dovrei proseguire con altre indagini strumentali? In famiglia c'è ipertensione e predisposizione a malattie cardiovascolari e circolatorie.
In attesa di risposta la ringrazio per la sua disponibilità e le porgo i miei cordiali saluti.
Sono veramente contenta che non ci sia nulla di preoccupante nella risonanza magnetica.
Dalla parte della vertigini non riesco però ad avere una spiegazione/motivazione di questi episodi. Soffro di questi episodi intensi ormai da 3/4 anni.
Sono preceduti da sensazioni di nausea e giramento di testa, per poi passare in breve tempo alla vertigine con senso di forte stordimento, ronzio alle orecchie, perdita di equilibrio e vomito. L'intensità varia da pochi minuti a diec/ quindi minuti, per poi lasciarmi confusa anche per diverse ore e con forte instabilità nella deambulazione.
Nistagmo persistente bilaterale.
Molto probabilmente perché mi spavento sento anche formicolio in tutto il corpo e opressione al petto.
A livello dell' orecchio mi è stata riscontrata nella tac una deiscenza del canale semicircolare superiore, sindrome di Minor. Secondo l'otorino però la sindrome di Minor è irrilevante ai fini di una vertigine e si orientava per una vertigine di natura centrale.
Visto la negatività della risonanza
secondo lei dovrei proseguire con altre indagini strumentali? In famiglia c'è ipertensione e predisposizione a malattie cardiovascolari e circolatorie.
In attesa di risposta la ringrazio per la sua disponibilità e le porgo i miei cordiali saluti.
Gentile Utente,
la ringrazio per il suo messaggio. Comprendo bene la preoccupazione legata a episodi vertiginosi così intensi e ricorrenti nel tempo.
Da quanto descrive, e soprattutto alla luce di una risonanza magnetica encefalica rassicurante, non emergono elementi che facciano pensare a una patologia neurologica centrale grave. Il termine vertigine centrale viene spesso utilizzato in senso esclusivo, cioè quando non si riconosce una causa periferica evidente, ma non implica necessariamente una malattia cerebrale strutturale.
La deiscenza del canale semicircolare superiore (sindrome di Minor), pur potendo essere in molti casi un reperto incidentale, non va del tutto esclusa senza una correlazione clinico-strumentale vestibolare mirata. In questo senso, un approfondimento oto-neurologico completo può essere più utile di ulteriori esami neuroradiologici.
I sintomi neurovegetativi associati (nausea, vomito, instabilità prolungata, sensazioni di formicolio o oppressione) rientrano a pieno titolo nella sintomatologia stessa della crisi vertiginosa e non rappresentano di per sé segni neurologici focali.
In assenza di nuovi segni o di una diversa evoluzione clinica, non ritengo -secondo la mia personale esperienza in questo campo- che siano fondatamente indicati ulteriori accertamenti neurologici centrali, mentre può essere opportuno proseguire con una valutazione specialistica vestibolare.
Un cordiale saluto
la ringrazio per il suo messaggio. Comprendo bene la preoccupazione legata a episodi vertiginosi così intensi e ricorrenti nel tempo.
Da quanto descrive, e soprattutto alla luce di una risonanza magnetica encefalica rassicurante, non emergono elementi che facciano pensare a una patologia neurologica centrale grave. Il termine vertigine centrale viene spesso utilizzato in senso esclusivo, cioè quando non si riconosce una causa periferica evidente, ma non implica necessariamente una malattia cerebrale strutturale.
La deiscenza del canale semicircolare superiore (sindrome di Minor), pur potendo essere in molti casi un reperto incidentale, non va del tutto esclusa senza una correlazione clinico-strumentale vestibolare mirata. In questo senso, un approfondimento oto-neurologico completo può essere più utile di ulteriori esami neuroradiologici.
I sintomi neurovegetativi associati (nausea, vomito, instabilità prolungata, sensazioni di formicolio o oppressione) rientrano a pieno titolo nella sintomatologia stessa della crisi vertiginosa e non rappresentano di per sé segni neurologici focali.
In assenza di nuovi segni o di una diversa evoluzione clinica, non ritengo -secondo la mia personale esperienza in questo campo- che siano fondatamente indicati ulteriori accertamenti neurologici centrali, mentre può essere opportuno proseguire con una valutazione specialistica vestibolare.
Un cordiale saluto
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Utente
Desidero esprimerLe la mia più sincera gratitudine per la sua professionalità, la pazienza e l'umanità dimostrate nei miei confronti. Le risposte e i chiarimenti che mi ha fornito sono state fondamentali per tranquillizzarmi e per prendere atto della situazione senza allarmismi.
La ringrazio infinitamente soprattutto a lei ma anche al sito medicitalia ed a tutti i medici che gratuitamente spendono il loro tempo e professionalità per aiutarci.
Grazie di cuore
Francesca
La ringrazio infinitamente soprattutto a lei ma anche al sito medicitalia ed a tutti i medici che gratuitamente spendono il loro tempo e professionalità per aiutarci.
Grazie di cuore
Francesca
Questo consulto ha ricevuto 4 risposte e 283 visite dal 31/01/2026.
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