Dolore lombare persistente
Buongiorno,
A novembre, dopo degli allenamenti in palestra (pesistica) ho iniziato ad accusare dolore lombare sinistro.
Fermo completamente la mia attività per settimane, mi sottopongo a delle sedute di tecar (10 sedute) e la situazione migliora.
Finita la tecar, la situazione ripeggiora.
Al che, mi sottopongo ad una visita fisiatrica (febbraio 2026), di cui copio il referto:
Dolore lombare da nov 2025
Esame obiettivo: non deficit mieloradicolari
Diagnosi: lombalgia
La terapia indicata è fisioterapica: ultrasuoni, massoterapia, elettrostimolazione.
Eseguo tutti questi costosi trattamenti, associando esercizi fisioterapici quotidiani spiegatimi dal fisioterapista e la situazione migliora.
Smettendo il ciclo, la situazione è ripeggiorata (ma non come in gennaio/febbraio).
Mi sottopongo dunque a risonanza, di cui copio l'esito:
Indagine eseguita con acquisizioni multiplanari standard per lo studio del rachide.
Non si documentano alterazioni patologiche di segnale a carico dei segmenti scheletrici
compresi nello studio.
Conservato l'allineamento metamerico posteriore.
Discretamente ridotta la lordosi lombare.
Lieve rotoscoliosi destroconvessa dorso-lombare ad ampio raggio.
Note di spondiloartrosi margino-somatica e interapofisaria.
Nei limiti le dimensioni del canale rachideo.
Il disco intersomatico L1-L2 mostra protrusione osteodiscale posteriore ad ampio raggio con
piccola focalità erniaria sinistra e paramediana sinistra a iniziale sviluppo craniale che impronta
il sacco durale.
Nei limiti i dischi intersomatici L2-L3 e L3-L4.
Il disco intersomatico L4-L5, in parte disidratato, mostra protrusione osteodiscale posteriore ad
ampio raggio con grossolane focalità erniaria mediana e verso a sinistra a sviluppo caudale che
comprime il sacco durale; si associa parziale impegno discale nel forame di coniugazione
sinistro senza segni di contatto con la radice emergente.
Il disco intersomatico L5-S1 in parte assottigliato e disidratato, mostra protrusione osteodiscale
posteriore ad ampio raggio con focalità erniaria mediana e verso sinistra a iniziale sviluppo
caudale con segni di contatto all'emergenza della radice decorrente sinistra e in parte anche a
destra.
Conservato il trofismo della muscolatura paravertebrale.
Da novembre a poche settimane fa mi sono astenuto da qualsiasi attività fisica.
Nelle ultime due settimane ho ripreso in maniera light, con esercizi a corpo libero senza pesi, e mi sembra che il movimento faccia migliorare la situazione, ma il dolore c'è ancora.
A volte, lo sento anche dal lato destro.
A chi mi devo rivolgere?
Cosa mi consigliate di fare? il problema è fastidioso soprattutto se rimango seduto, cosa che il mio lavoro richiede.
E' un problema che può guarire o devo tenermelo così per sempre?
Possono essere sintomi di patologie più gravi (tumori, altro?)
A novembre, dopo degli allenamenti in palestra (pesistica) ho iniziato ad accusare dolore lombare sinistro.
Fermo completamente la mia attività per settimane, mi sottopongo a delle sedute di tecar (10 sedute) e la situazione migliora.
Finita la tecar, la situazione ripeggiora.
Al che, mi sottopongo ad una visita fisiatrica (febbraio 2026), di cui copio il referto:
Dolore lombare da nov 2025
Esame obiettivo: non deficit mieloradicolari
Diagnosi: lombalgia
La terapia indicata è fisioterapica: ultrasuoni, massoterapia, elettrostimolazione.
Eseguo tutti questi costosi trattamenti, associando esercizi fisioterapici quotidiani spiegatimi dal fisioterapista e la situazione migliora.
Smettendo il ciclo, la situazione è ripeggiorata (ma non come in gennaio/febbraio).
Mi sottopongo dunque a risonanza, di cui copio l'esito:
Indagine eseguita con acquisizioni multiplanari standard per lo studio del rachide.
Non si documentano alterazioni patologiche di segnale a carico dei segmenti scheletrici
compresi nello studio.
Conservato l'allineamento metamerico posteriore.
Discretamente ridotta la lordosi lombare.
Lieve rotoscoliosi destroconvessa dorso-lombare ad ampio raggio.
Note di spondiloartrosi margino-somatica e interapofisaria.
Nei limiti le dimensioni del canale rachideo.
Il disco intersomatico L1-L2 mostra protrusione osteodiscale posteriore ad ampio raggio con
piccola focalità erniaria sinistra e paramediana sinistra a iniziale sviluppo craniale che impronta
il sacco durale.
Nei limiti i dischi intersomatici L2-L3 e L3-L4.
Il disco intersomatico L4-L5, in parte disidratato, mostra protrusione osteodiscale posteriore ad
ampio raggio con grossolane focalità erniaria mediana e verso a sinistra a sviluppo caudale che
comprime il sacco durale; si associa parziale impegno discale nel forame di coniugazione
sinistro senza segni di contatto con la radice emergente.
Il disco intersomatico L5-S1 in parte assottigliato e disidratato, mostra protrusione osteodiscale
posteriore ad ampio raggio con focalità erniaria mediana e verso sinistra a iniziale sviluppo
caudale con segni di contatto all'emergenza della radice decorrente sinistra e in parte anche a
destra.
Conservato il trofismo della muscolatura paravertebrale.
Da novembre a poche settimane fa mi sono astenuto da qualsiasi attività fisica.
Nelle ultime due settimane ho ripreso in maniera light, con esercizi a corpo libero senza pesi, e mi sembra che il movimento faccia migliorare la situazione, ma il dolore c'è ancora.
A volte, lo sento anche dal lato destro.
A chi mi devo rivolgere?
Cosa mi consigliate di fare? il problema è fastidioso soprattutto se rimango seduto, cosa che il mio lavoro richiede.
E' un problema che può guarire o devo tenermelo così per sempre?
Possono essere sintomi di patologie più gravi (tumori, altro?)
Direi che sarebbe opportuna una valutazione specialistica neurochirurgica (Collega esperto di patologia spinale): si vanno essenzialmente confrontate le alterazioni alla RMN L/S con la sintomatologia e l'obbiettività (specie neurologica) del paz., oltre al decorso anamnestico della patologia.
Può essere che sia possibile ancora proseguire con un trattamento conservativo (forse con infiltrazioni con farmaci antireattivi) o consigliare altri provvedimenti.
Cordialità.
Può essere che sia possibile ancora proseguire con un trattamento conservativo (forse con infiltrazioni con farmaci antireattivi) o consigliare altri provvedimenti.
Cordialità.
Dr. Della Corte: vincenzodellacortemi@libero.it
Case di Cura: La Madonnina Milano-02/50030013
Le Betulle Appiano Gentile (Co) 031/973311
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 4 visite dal 11/05/2026.
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