Artrosi colonna lombosacrale

Esame RM colonna lombosacrale eseguito mediante acquisizione di sequenze SE (T1 e T2 ponderate) e STIR orientate su piani sagittali ed assiali.
Regolare l'allineamento dei metameri esaminati sul piano sagittale.
Conservata la fisiologica morosi lombare.
Si rilevano alterazioni artrosiche interessanti sia i margini somatici che le articolazioni interapofisarie posteriori.
Canale rachideo centrale di dimensioni nei limiti.
Lo studio dei dischi intersomatici mostra diffusi rilievi di degenerazione-disidratazione dei nuclei pomposi con assottigliamenti discali a più livelli.
La spongiosa ossea dei metameri vertebrali in esame risulta disomogenea in quanto interessata da alterazioni ossee di tipo distrofico-degenerativo.
Non formazioni erniarie a livello degli spazi intermetamerici esaminati.
In L2-L3 bulging discale posteriore ad espressione circonferenziale prevalente a sede mediana con lieve impronta sul sacco durale.
In L3-L4 e in L4-L5 modeste procidenze discali posteriori con impegno bilaterale nei recessi inferiori dei forami di coniugazione e lieve impronta sul sacco durale.
In L5-S1 moderata protusione posteriore ad ampio raggio del disco, responsabile di modesta impronta sul sacco durale.
Il cono midollare e le radici della cauda non presentano anomalie morfologiche o di segnale.
Il mio medico curante mi ha prescritto DEPALGOS 5mg + 325 mg, 2 volte al dì mattina e sera.
Chiedo cortesemente, se potreste indicarmi eventuali percorsi, terapie o interventi vari per limitare l'azione degenerativa dell'artrosi.
Vi ringrazio anticipatamente.
Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo 6.9k 371
Gentile Paziente,
la risonanza magnetica che riporta descrive un quadro piuttosto frequente alla sua età, caratterizzato da fenomeni di spondiloartrosi e discopatia degenerativa lombare multisegmentaria, senza evidenza di ernie discali significative, stenosi severe del canale vertebrale o compressioni importanti delle strutture nervose. In altre parole, l'esame documenta un processo degenerativo cronico della colonna vertebrale, ma non evidenzia situazioni che facciano pensare, almeno dal referto che riporta, ad una indicazione chirurgica.
Per rispondere alla sua domanda, è importante sapere che attualmente non esistono terapie in grado di arrestare o invertire completamente il processo artrosico. Tuttavia esistono numerosi interventi che possono rallentarne l'evoluzione e, soprattutto, ridurne le conseguenze cliniche.
Tra questi, assumono particolare importanza il mantenimento di un peso corporeo il più possibile vicino a quello ideale; svolgere un'attività fisica regolare e adattata all'età; seguire programmi di ginnastica posturale e di rinforzo della muscolatura addominale e paravertebrale; esercizi di stretching e mobilizzazione del rachide; attività a basso impatto come cammino, cyclette, ginnastica in acqua o nuoto (quando praticabili). In molti pazienti la fisioterapia mirata e il mantenimento di una buona efficienza muscolare risultano più efficaci, nel lungo periodo, dei farmaci stessi.
Per quanto riguarda il Depalgos, si tratta di una terapia antalgica utile per controllare il dolore nelle fasi più sintomatiche, ma non modifica il decorso della malattia degenerativa. Qualora fossero presenti dolore persistente irradiato agli arti inferiori, limitazioni importanti della deambulazione o peggioramento della qualità di vita, potrebbe essere utile una valutazione specialistica fisiatrica o neurologica per impostare un programma terapeutico e riabilitativo personalizzato.
In conclusione, il referto descrive un quadro degenerativo lombare certamente meritevole di attenzione, ma non particolarmente allarmante; il trattamento più efficace nel lungo periodo resta generalmente rappresentato dalla combinazione di controllo del peso, attività fisica regolare e fisioterapia specifica.

Un cordiale saluto.

Dott. Mauro Colangelo
Neurologo Neurochirurgo

Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/

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