Ernia l1-l2 discale estrusa postero mediana paramediana sn

Gentile Dottore.
La RMN evidenzia una ernia discale L1-L2 estrusa mediana-paramediana SN,associata a componente congestizia venosa epidurale con impronta sul sacco durale.
Vista la posizione dell'ernia dovrei avvertire dolore alla zona inguinale che invece non avverto, come non avverto nessun tipo di dolore agli arti inferiori e nemmeno in altre parti sotto la schiena.
Avverto invece un forte dolore sulla zona lombare, leggermente SN,a volte lancinate che mi tiene a letto altre invece più sopportabile.
Dopo cicli di voltaren e muscoril, seguiti da artrosilene e cortisone non ho risolto il problema,il mio Neurochirurbo ha detto che serve una microdiscectomia.
Il primo "colpo della strega" l'ho avuto il 29 Aprile 2010 con intervento di Ambulanza,secondo "blocco"sabato 8 Maggio.
Domande:
-e' possibile che quest'enia non dia nessun dolore all'inguine o altre aree se non quella esclusivamente lombare leggermente sn?
-E' possibile una sua regressione?
-Quali problemi, controindicazioni potrebbe avere l'intervento sulla mia ernia cosi' alta?
-Fino a quando aspettare prima di decidere di "aprire?"
-cosa significa la seconda paret del referto RMN:"associata a componente congestizia venosa epidurale con impronta sul sacco durale."
grazie per la vostra gentile disponibilità ed aiuto a superare un momento di ansia e tensione come questo
distinti saluti
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Dr. Vincenzo Della Corte Neurochirurgo 5,9k 200 2
Egregio Signore,
ritengo che la Sua situazione sia a rischio perchè l'ernia
è molto alta ed, a quel livello, può essere colpita tutta la cauda equina (l'insieme di tutti i nervi dal lombare in giù)se non addirittura il cono midollare (parte più bassa del midollo).
Anche l'intervento ha i suoi rischi ,per la posizione alta dell'ernia, ma direi che, tutto sommato, un intervento decompressivo sia più che indicato, e quanto prima, visti i rischi connessi alla patologia.
Se non si può di meglio, faccia una microdiscectomia a cielo aperto, ma, se Le riesce, programmi un intervento con approccio postero-laterale (come si fa con la mininvasiva)
in modo da lasciare fuori campo chirurgico la parte terminale del midollo.
Mi tenga informato e cordiali saluti.

Dr. Della Corte: vincenzodellacortemi@libero.it
Case di Cura: "La Madonnina Milano-02/58395555
"Villa Mafalda" ROMA-06/86094294

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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
La seconda parte del referto RM significa che l'ernia comprime il sistema venoso attorno al sacco durale che contiene le radici e questo è un elemento di maggior rischio di danni in più oltre a quelli di cui ha parlato il dr. Della Corte.

Chi Le ha detto che deve avere per forza dolore all'inguine?

Mi associo all'invito del collega di intervenire con urgenza.

Cordialmente
[#3]
dopo
Utente
Utente
Gentili dottori
grazie per le vostre risposte.
Il mio neurochirurgo sostiene che e' strano che non avverta dolore all'inguine.
Ultimamente il dolore e' in attenuazione.
Vi chiedo gentilmente di indicarmi quali possibilità ci sono per non intervenire chirurgicamente e con quale terapia conservativa

grazie
[#4]
Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Le abbiamo detto che, in base a quanto Lei ha scritto, la sede dell'ernia è a rischio di complicanze. Se così è non c'è alcuna possibilità alternativa all'intervento.
Poi la decisione ultima spetta a Lei. Nessuno può obbligarla a nessuna terapia.
Cordiali saluti

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