Utente
Buongiorno,
ho 28 anni, sono stato operato ad ernia discale L4-L5 in data 28.03.11 e rioperato per recidiva sempre allo stesso disco in data 04.05.11 (microdiscectomia).
Sono stato abbastanza bene durante la convalescenza, ma dopo circa un mese, quando ho tolto il busto, la schiena ha cominciato a farmi male (zona lombare) quando assumevo la posizione da sdraiato a pancia in giù. Inoltre se mantenevo quella posizione dopo alcuni secondi "scroccava" (sempre a livello lombare)e il dolore si affievoliva, anche se poi rialzandomi si ripresentava nuovamente con il movimento. Anche la sciatica, prima non presente, adesso si ripresenta sotto forma di fastidio direi, soprattutto da seduto. Inoltre anche le altre articolazioni (ginocchio, caviglia, gomito,..) scroccano molto di frequente.
Premetto che dopo la seconda operazione sono rimasto a letto per 4 giorni a causa della lesione della dura madre durante l'intervento.
Mi chiedevo se tutto questo è normale (anche gli scrocchi articolari) o se bisogna preoccuparsi

Grazie
Saluti

[#1]  
Dr. Vincenzo Della Corte

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Nessuna particolare preoccupazione.
Se questi disturbi soggettivi dovessero persistere nei prossimi mesi, si potrebbe programmare una RMN di cotrollo
ed, eventualmente, un ciclo di infiltrazioni.
Vedremo e, se ha piacere, ci risentiremo.
Dr. Della Corte: vincenzodellacortemi@libero.it
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[#2] dopo  
Utente
Caro dott Dalla Corte,
la ringrazio molto per la sua celere risposta; sicuramente terrò in considerazione i suoi consigli. Ma una domanda mi sorge spontanea: è possibile ipotizzare a cosa sono dovuti questi scrocchi?
Ringraziandola nuovamente, la saluto.

[#3]  
Dr. Vincenzo Della Corte

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Potrebero avere origine a livello articolare fra le vertebre.
Saluti.
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[#4] dopo  
Utente
Buongiorno,
a distanza di 4 mesi dal secondo intervento per la rimozione di ernia discale L4-L5, ho effettuato la RMN con contrasto. Il referto recita:
a livello L4-L5 residua minima debordanza discale responsabile di iniziale impronta sul sacco durale caratterizzata da spiccata accentuazione del segnale dopo mdc.
Minima debordanza discale anche al passaggio L3-L4.
Cono midollare è in sede; nei limiti il diametro sagittale dello speco vertebrale.

Le mie condizioni sono migliori di quelle prima dell'intervento ma resta una sciatalgia tra ginocchio e caviglia e talvolta con fastidi fino al piede. Inoltre, appena alzato dopo il risveglio, tale sciatica si accentua, interessando anche l'altra gamba (anzi, prevalentemente l'altra gamba), per le prime due ore della giornata circa.

Volevo sapere innanzitutto cosa significa il referto e successivamente cosa posso fare per eliminare questo fastidioso problema.
Grazie
Saluti

[#5]  
Dr. Vincenzo Della Corte

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Diciamo che c'è della cicatrrice interna (aumento di evidenziazione dopo mdc) che, unita ad un minimo residuo erniario, fa persistere qualche disturbo.
Per adesso aspetterei ancora qualche altro mese; in alternative si potrebbe pensare a delle infiltrazioni in corrispondenza della radice nervosa (due-tre, di solito sono sufficienti; se non sortiscono effetto è poco utile programmarne altre).
Risentiamoci a fine ottobre.
Saluti cordiali
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[#6] dopo  
Utente
terrò sotto controllo l'andamento del dolore/fastidio. Nel frattempo la ringrazio per la gentile risposta.
Cordiali saluti

[#7] dopo  
Utente
Buongiorno,
a distanza di quasi 10 mesi dal secondo intervento soffro ancora di sciatalgia, nelle stesse zone interessate prima dell'intervento che arriva fino alle dita del piede, accentuate soprattutto dalla posizione seduta. Ho fatto fisioterapia, nuoto e un po' di palestra per rinforzare la muscolatura ma non ci sono miglioramenti. Cosa potrebbe essere utile fare? Nel caso di cicatrice post operatoria responsabile della sciatica, cosa si può fare? Lavoro e faccio comunque le attività quotidiane ma sempre con formicolio-bruciore-dolore alla gamba.
Grazie a quanti vogliano rispondermi.
Saluti

[#8]  
Dr. Vincenzo Della Corte

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Esistono trattamenti di liberazione delle strutture nervose (radici spinali, nel Suo caso) dal tessuto fibrocicatriziale. Può essere che, nel Suo caso, vi sia l'indicazione.
A distanza, non riesco ad essere più esaustivo.
Cordialità
Dr. Della Corte: vincenzodellacortemi@libero.it
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[#9] dopo  
Utente
Gentile dott. Della Corte,
la ringrazio per la risposta. Sicuramente a distanza si presentano dei limiti sia per fare una diagnosi sia, conseguentemente, per ipotizzare una cura. Tuttavia la sua risposta è più che soddisfacente; mi potrebbe dire in cosa consistono questi trattamenti? Ovvero e' un intervento che richiede la riapertura della ferita o si accede con un sondino senza ulteriori tagli? Vengono eseguiti in centri specializzati o in qualsiasi ospedale? E infine, c'è la possibilità che si ripresenti la cicatrice?
Nel ringraziarla ancora per il tempo dedicatomi la saluto cordialmente.

[#10]  
Dr. Vincenzo Della Corte

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Bisogna valutare caso per caso (sia riapertura, sia con "sondino").Naturalmente è preferibile cominciare col metodo meno traumatizzante, se è soddisfacente ci si ferma lì.
Non usiamo dare indicazioni su eventuali ospedali, ma è una tecnica sufficientemente conosciuta.
Non dovrebbe ripresentarsi la cicatrice, anche perchè la invasività della metodica, fino alla minvasività, si limita al necessario per la bisogna senza "eccedere", quindi senza porre le pre-condizione di ulteriori fatti reattivi.
Saluti cordiali
Dr. Della Corte: vincenzodellacortemi@libero.it
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