Emorragia cerebrale in paziente con terapia antiaggregante

Buon giorno ,chiedo gentilmente un Vostro parere sulla situazione che interessa mio papà:
in data 20 maggio ha subito intervento per sostituzione valvola aortica perfettamente riuscito,Già il giorno successivo perfettamente vigile ,lucido e cosciente in terapia intensiva ..in data 22 maggio nel pomeriggio noto palpebre calanti ,parole che non venivano all'interno dei discorsi ,confusione..soprattutto il fatto di rimanere con la bocca aperta per cercare una parola che proprio non veniva in mente mi ha fatto pensare immediatamente ad una complicazione neurologica..il medico di turno visitando mio papà ha decretato che siccome era in grado di dire il suo nome cognome non aveva nulla ...l'indomani persistendo questo stato mi impunto e viene fatta la tac...risultato :
Ematoma frontale intraparenchimale 32x28 a livello del lobo frontale sinistro delineato da discreta quota di versamento perifocale con obliterazione dei solchi corticali limitrofi moderata compressione del corno frontale e della cella media del ventricolo laterale sx.Non segni di idrocefalo.linea mediana in.asse .
dicono che è una piccola emorragia e che paziente operato al cuore non si tocca ,sospendono anticoagulanti e ripetono tac il giorno successivo che mostra quadro invariato.
È passato un mese , i cardiologi premono assolutamente perché riprenda almeno cardioaspirina Perché giudicato a rischio di infarto e ictus,si definiscono terrorizzati ad avere un paziente senza questa terapia ..la neurologa non vuole..comunque dopo un mese di osservazione in cui forse speravano si riassorbisse l'ematoma, ora hanno deciso di rispedirci a casa senza cardioaspirina...ematoma è meno denso ma definito dalla neurologa ancora un Bell 'ematomone! mio papà oltre alle abituali terapie cardiache prende soldesam 64 gocce mattina e sera che ora stanno scalando.
Vorrei sapere qual è solitamente l'iter corretto per questo genere di pazienti che necessitano di anticoagulanti e/o antiaggreganti,siamo terrorizzati dal fatto che si possa ripetere l'emorragia ma sappiamo che senza terapie rischiamo ictus e infarto...qualche giorno fa
visione nera da un occhio pensavano
Ischemia, la tac non ha evidenziato nulla ma
detto che era possibile fosse stato attacco ischemico transitorio....
Mio papà è un paziente iperteso,diabetico(con.metfotmina) e con coronaropatia...
Apparentemente sta bene e ragiona bene ,dai test si vedono difficoltà di astrazione e altri piccoli danni che però non si notano nella quotidianità ma emergono durante le valutazioni .
Vi ringrazio per l'attenzione ed essendo una situazione multispecislistica sarei grata anche se potesse intervenire anche un cardiologo ,perché il problema è proprio che le due figure non riescono a mettersi d'accordo ...Mio papà d è stato subito trasferito in un centro riabilitativo e stanno gestendo tutto li ...noi vorremmo spostarlo in ospedale proprio per cercare un cardiologo un neurochirurgo che interagiscano tra loro ...
un caro saluto e ancora grazie
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Gentile signore,
purtroppo la complicanza emorragica sopravvenuta è l'evento temibile nei pazienti in cura con anti-trobolitici o antiaggreganti.
Quello che mi stupisce NON POCO è che il medico di guardia non abbia saputo riconoscere un importante deficit neurologico , verosimilmente una afasia espressiva.
Il fatto che Suo padre dicesse correttamente il proprio nome e cognome era più che sufficiente per sospettare la presenza dell'ematoma.

Poi dovrei sapere con che tipo di valvola è stata sostituita la valvola aortica.
Se è una valvola biologica verosimilmente nel giro di qualche mese potrà sospendere l'anticoagulante e probabilmente utilizzare solo un farmaco antiiaggregante come l'aspirina che, seppur non esclude il rischio emorragico, esso è notevolmente ridotto.

A distanza, non ho la possibilità di valutare clinicamente Suo padre e quindi non mi posso sbilanciare su indicazioni terapeutiche.
In ogni caso, in via del tutto generale, per il momento un farmaco di tal tipo lo deve assumere.
Potrebbe essere , con qualche rischio di un evento ischemico, sospeso fino al riassorbimento dell'ematoma, ma queste sono strategie terapeutiche che non si possono consigliare a distanza.

Cordialmente e auguri per il papà

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dopo
Utente
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Gent.mo
Prof.Migliaccio, La ringrazio infinitamente per la sua celere risposta !
I medici si sono difesi dicendo che i sintomi erano molto sfumati e che comunque la circolazione extracorporea può dare stati di alterazione, incuranti del fatto che mio papà fino al pomeriggio era perfettamente lucido e reattivo , mentre poi presentava sguardo spento ma sopratutto il chiaro segno neurologico della parola che non arrivava....Mi hanno anche detto che non è una cosa che si vede tutti i gg nel post operatorio (stesso piano stessa settimana due pazienti con emorragia cerebrale)..
La valvola di mio papà è biologica , proprio ieri la neurologa ha detto che l' ematoma si è ridotto e settimana prossima dopo ulteriore tac di controllo procederanno a reintrodurre cardioaspirina,di fronte alle mie proteste sul fatto che avrei preferito fosse trasferito in un ospedale con neurochirurgia ,mi Hanno detto che mai nessun ospedale lo prenderebbe e che loro sono in grado di gestire la situazione (mio papà si trova in una struttura riabilitativa in provincia di Milano !) ...io penso che siccome si tratta di una prova che potrebbe esitare in nuova emorragia,sarebbe stato più prudente effettuare questa prova in ospedale ,ma sono stati categorici nel dirmi che non lo sposteranno ....Mi chiedevo se è corretto che queste cure avvengano in riabilitazione ....
La ringrazio infinitamente e la saluto con cordialità

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