Utente
Buongiorno, egregi dottori, scrivo per conto di mia nonna: età 77 anni, peso 52 Kg.
Tutto inizia con un dolore alla schiena l'estate scorsa, ha fatto ozonoterapia presso uno studio privato ed il dolore è diminuito.
Dopo qualche mese durante un viaggio, all'aeroporto alzò 2 valigie per metterle sul nastro e da lì ricominciò il dolore all'osso sacro: fece di nuovo sedute di ozonoterapie presso lo stesso studio ma, dopo 8 sedute, oltre che il dolore sacrale, incomincia anche il dolore alla gamba DX e, più precisamente dolore che parte dal sacro, percorrendo la parte superiore del gluteo e si irradia sulla parte laterale e anteriore della coscia fino ad arrivare al ginocchio. Fu proposta quindi una RMN lombosacrale nel cui referto si evince:

Aprire i link per leggere i referti...

https://drive.google.com/file/d/1Af5dEXTfFjgr2_azgi2OVWlDa4zEozHM/view?usp=sharing

Dopo ciò abbiamo fatto una visita specialistica da un ortopedico di una nota struttura, il quale ci ha consigliato vertebroplastica a L3. Dopo qualche giorno è stato così fatto l'intervento ma, nonostante attesa di convalescenza il dolore alla gamba DX persiste, anzi peggiora. Il giorno dopo l'intervento il radiologo interventista (questa volta) applica sedute di ozonoterapie TAC guidate, intradiscali; il dolore persiste.
Decidiamo quindi, sotto consiglio del medico di base di fare una RX all'anca e al femore..

Referto:

Rx femore dx e sn
Bilateralmente: Segni d'artrosi coxo-femorale e di gonartrosi. Riduzione del tenore calcico.

Dopo 20 gg circa la portiamo di nuovo nella stessa struttura dove ha fatto l'intervento e hanno fatto prima una RMN di cui allego:

https://drive.google.com/file/d/1ezXit_XU0XnUSsNC6PBeev09G5soaoLJ/view?usp=sharing

e poi ancora un'altra seduta TAC guidata, allorchè, mia nonna il giorno stesso riesce a deambulare anche se zoppicando; dopo 2 giorni si riaggrava ed è molto peggio di prima.

Decidiamo di portarla da un neurochirurgo questa volta, il quale, vedendo i CD si accorge che la frattura alla vertebra L3 non è ancora consolidata e l'edema è peggiorato e, non vedendoci chiaro suggerisce di fare una TAC

https://drive.google.com/file/d/1b4OBiOgGo1wP3AZjrXPeWlW1MOcD3KUo/view?usp=sharing

Andiamo da altri 2 neurochirughi e, dicono sempre che la frattura a L3 non è consolidata e l'edema è peggiorato: l'intervento è stato fatto male! Uno consiglia di non intervenire più sulla vertebra e mettere il busto MZ, un altro consiglia di intervenire con placche e viti questa volta...

Insomma abbiamo girato e sentito diverse campane ma, il risultati sono sempre gli stessi anzi, aggravano sempre più.
Siamo disperati e non sappiamo più cosa fare perchè sia i referti che le diagnosi di ogni dottore sono differenti e mia nonna è veramente martoriata, non è più in grado di spostarsi da casa per fare altri esami.
Se volete vederci più chiaro posso inviarVi i CD con le immagini via mail.

Sperando in un Vs Vero aiuto, vi porgo distinti saluti.

Grazie in anticipo.

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Dr. Giovanni Migliaccio

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Gentile ragazzo,
i soli referti e anche le sole immagini RM e TC non sono sufficienti per porre una diagnosi e ancor meno una indicazione terapeutica, in assenza di una accurata valutazione clinica.
Leggendo i referti sembra che il problema più importante non sia la vertebra operata, ma la patologia artrosica della colonna lombare, per la quale esistono opportune terapie verosimilmente chirurgiche che, però, non penso debbano limitarsi solo a una stabilizzazione.
La scelta della modalità tecnica di intervento dipende dal quadro clinico e da quello radiologico.

Con cordialità
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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