Utente
Buongiorno
Scrivo per cercare di risolvere un problema che mi porto dietro da tempo.
Ho 41 anni e soffro di lombosciatalgia dall età di 18 nell' aprile scorso sono stato malissimo con perdita della forza e sensibilità nella gamba sx causate da ernie in territorio L3 L4 ed L4 L5.
Dopo aver sentito vari pareri e a febbraio 2020, sono stato sottoposto ad intervento di microdisectomia.

Dopo tre mesi dall'intervento ho ripreso a lavorare senza aver potuto fare però nessun tipo di fisioterapia, causa covid e ad una settimana dal rientro a lavoro ho iniziato a riavvertire dolori nella parte sx della schiena lungo tutta la gamba esterna fino alle dita dei piedi.
Dolore, che con il passare dei giorni, diventava sempre più forte fino ad andare in P. S.
Sento il mio neurochirurgo che attribuisce tutto ciò alla cicatrice facendomi fare una cura di integratori per un mese e mezzo, ma visto che la situazione nn migliorava ho fatto sotto consiglio del mio medico curante una RM che evidenzia: " erniazione protrusive posterò laterale sx in L3 L4 con impegno sub articolare, ed in L4 L5 con impegno basi foraminale".

Volevo qualche vostro consiglio su cosa fare in attesa del rientro dalle ferie del neurochirurgo che mi ha operato.

Grazie.

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Dr. Vincenzo Della Corte

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L'intervento ha riguardato sia lo spazio L3-L4 che L4-L5?

Se la situazione algica/soggettiva è così invalidante per una vita normale, Le consiglierei di sottoporsi da un ciclo di infiltrazioni, al di fuori della teca (per non rimanere dispersivi su più radici nervose), ma in stretto rapporto radicolare interessato. Quando avrà l'opportunità di sottoporsi a visita neurochirurgica, ne parli con lo Specialista. Questi potrà, già in sede di visita, eseguire personalmente la 1 infiltrazione da cui già si potrebbe vedere (nel giro di pochi minuti) il possibile beneficio.
I disturbi di cui Lei si lamenta non sono del tutto eccezionali in operati con la tecnica a cielo aperto (la cosidetta maxi-invasiva) e ciò in quanto sono i tipi di procedura obbligatoriamente impiegate in quel tipo di intervento che ben possono condurre a tali realtà. Una opzione post-operatoria utile è quella che Le ho suggerito.

Se ha piacere, legga gli articoli che ho pubblicato sulla mia pagina di questo stesso sito circa le tecniche neurochirurgiche possibili nell'ambito della colonna.
Se ha piacere, dia pure ulteriori notizie.
Cordialità.
Dr. Della Corte: vincenzodellacortemi@libero.it
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[#2] dopo  
Utente
Dottor Della Corte la ringrazio della gentilezza e della celere risposta.
Si , l intervento ha riguardato entrambi gli spazi e diciamo che il problema della mancanza di forza del piede l 'ho risolto in gran parte. Quello che adesso mi preoccupa è il dolore talvolta invalidante che nn mi permette di fare una vita regolare.
Le infiltrazioni di cui parla sono quelle di ozono giusto? Ne parlerò sicuramente col mio neurochirurgo.
Potrebbe aiutarmi anche il nuoto e la fisioterapia o secondo lei è meglio lasciar perdere per adesso?
Grazie e buon lavoro.

[#3]  
Dr. Vincenzo Della Corte

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No, nell'ozono non ho particolare fiducia. E poi, secondo i fautori del metodo, dovrebbe migliorare, se funziona, la vascolarizzazione in loco; quindi, la cicatrizzazione "interna" dovrebbe incrementarsi.
Dia pure ulteriori notizie.
Cordialità.
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[#4] dopo  
Utente
Come sempre la ringrazio dottore, perdoni la mia ignoranza, ma non ho capito di quali infiltrazioni parla?
Cmq la terrò aggiornata.
Cordiali saluti.

[#5]  
Dr. Vincenzo Della Corte

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OK. Sono infiltrazioni a livello della/delle radice/i interessata/e a base di cortisone; l'obiettivo è ridurre l'edema radicolare ed ostacolare le fibrosi cicatriziali.
Aspetto buone nuove.
Cordialmente.
Dr. Della Corte: vincenzodellacortemi@libero.it
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