Novità terapeutiche per ipertono post-ictus: oltre il solito?
Salve, mia madre settantacinquenne è da 27 anni emiplegica parte dx causa ictus.
Prende come miorillassante il baclofene al massimo dosaggio (3x25mg al dì) e fa cicli regolari di fisioterapia.
Volevo sapere se ci sono novità terapeutiche, nuovi farmaci, nuovi approcci, ecc.
per trattare efficacemente l'ipertono (specialmente della gamba).
Oppure siamo ancora con il solito trittico fisioterapia+miorilassante+tossina botulinica?
Grazie.
Prende come miorillassante il baclofene al massimo dosaggio (3x25mg al dì) e fa cicli regolari di fisioterapia.
Volevo sapere se ci sono novità terapeutiche, nuovi farmaci, nuovi approcci, ecc.
per trattare efficacemente l'ipertono (specialmente della gamba).
Oppure siamo ancora con il solito trittico fisioterapia+miorilassante+tossina botulinica?
Grazie.
Gentile utente,
quello che descrive è un problema frequente e complesso nella gestione post-ictus dell’ipertono e della spasticità, soprattutto dopo molti anni di stabilizzazione del quadro neurologico.
Ecco una risposta chiara, basata sulle evidenze più aggiornate e pratica, con indicazioni realistiche su cosa funziona oggi e cosa è in fase di sviluppo.
La fisioterapia specifica rimane la base imprescindibile, attraverso esercizi funzionali, stretching mirato, tecniche di rilassamento dei pattern tono-dipendenti nonché attraverso approcci riabilitativi di nuova generazione quali il "task-specific training", la riprogrammazione sensomotoria, gli esercizi con feedback visivo/sonoro. L'interazione di queste tecniche migliora funzione e qualità del movimento, non solo del tono.
Per quanto attiene ai farmaci miorilassanti, il Baclofene rimane uno dei principali, con eventuale combinazione con benzodiazepine (però gravate da effetti collaterali importanti quali la sonnolenza), unitamente alla tizanidina, in caso di intolleranza al baclofene.
La tossina botulinica rimane lo standard di cura per spasticità focali o segmentarie, ossia è indicata specialmente quando alcuni gruppi muscolari sono clinicamente dominanti nel causare disabilità (es. flessione della gamba o inversione del piede), ma non risolve la spasticità diffusa .
Per alcuni pazienti con spasticità severa e resistente e con selezione accurata il baclofene in un centro esperto può essere somministrato direttamente nel liquido cerebrospinale.
Sono tuttora in studio in altre condizioni neurologiche (es. Sclerosi Multipla) nuove possibilità terapeutiche, quali i modulatori del circuito spino-corticale, ma nessun farmaco finora approvato specificamente per migliorare la spasticità post-ictus. Analogamente è in studio la stimolazione periferica / cerebrale (neuromodulazione) ed ancora sperimentale la rigenerazione neuronale / cell therapy.
In conclusione, al momento, in clinica le opzioni consolidate sono la Fisioterapia specifica e aggiornata, che non sostituisce ma potenzia ogni altra terapia; la Tossina Botulinica mirata, se i pattern spastici coinvolgono gruppi muscolari specifici; l'ottimizzazione dei farmaci miorilassanti ed al più può essere considerata l'applicazione di pump intratecale, in casi selezionati con spasticità severa e resistente.
Tuttavia, ottimizzare l’uso integrato di questi strumenti, insieme a una valutazione multidisciplinare e a un preciso inquadramento del pattern spastico, continua a essere la strategia più efficace e supportata da evidenze.
Un cordiale saluto
quello che descrive è un problema frequente e complesso nella gestione post-ictus dell’ipertono e della spasticità, soprattutto dopo molti anni di stabilizzazione del quadro neurologico.
Ecco una risposta chiara, basata sulle evidenze più aggiornate e pratica, con indicazioni realistiche su cosa funziona oggi e cosa è in fase di sviluppo.
La fisioterapia specifica rimane la base imprescindibile, attraverso esercizi funzionali, stretching mirato, tecniche di rilassamento dei pattern tono-dipendenti nonché attraverso approcci riabilitativi di nuova generazione quali il "task-specific training", la riprogrammazione sensomotoria, gli esercizi con feedback visivo/sonoro. L'interazione di queste tecniche migliora funzione e qualità del movimento, non solo del tono.
Per quanto attiene ai farmaci miorilassanti, il Baclofene rimane uno dei principali, con eventuale combinazione con benzodiazepine (però gravate da effetti collaterali importanti quali la sonnolenza), unitamente alla tizanidina, in caso di intolleranza al baclofene.
La tossina botulinica rimane lo standard di cura per spasticità focali o segmentarie, ossia è indicata specialmente quando alcuni gruppi muscolari sono clinicamente dominanti nel causare disabilità (es. flessione della gamba o inversione del piede), ma non risolve la spasticità diffusa .
Per alcuni pazienti con spasticità severa e resistente e con selezione accurata il baclofene in un centro esperto può essere somministrato direttamente nel liquido cerebrospinale.
Sono tuttora in studio in altre condizioni neurologiche (es. Sclerosi Multipla) nuove possibilità terapeutiche, quali i modulatori del circuito spino-corticale, ma nessun farmaco finora approvato specificamente per migliorare la spasticità post-ictus. Analogamente è in studio la stimolazione periferica / cerebrale (neuromodulazione) ed ancora sperimentale la rigenerazione neuronale / cell therapy.
In conclusione, al momento, in clinica le opzioni consolidate sono la Fisioterapia specifica e aggiornata, che non sostituisce ma potenzia ogni altra terapia; la Tossina Botulinica mirata, se i pattern spastici coinvolgono gruppi muscolari specifici; l'ottimizzazione dei farmaci miorilassanti ed al più può essere considerata l'applicazione di pump intratecale, in casi selezionati con spasticità severa e resistente.
Tuttavia, ottimizzare l’uso integrato di questi strumenti, insieme a una valutazione multidisciplinare e a un preciso inquadramento del pattern spastico, continua a essere la strategia più efficace e supportata da evidenze.
Un cordiale saluto
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Utente
La ringrazio per la sua esaustiva panoramica.
Seguirò i percorsi di:
-modulatori del circuito spino-corticale
-neuromodulazione
-rigenerazione neuronale
sperando presto di arrivare ad avere la possibilità di provare queste terapie.
Seguirò i percorsi di:
-modulatori del circuito spino-corticale
-neuromodulazione
-rigenerazione neuronale
sperando presto di arrivare ad avere la possibilità di provare queste terapie.
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 52 visite dal 31/01/2026.
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