Utilizzo di inderal 40 mg come profilassi per le emicranie

Salve,

Da circa un mese ho iniziato una cura di profilassi per le emicranie in cui mi è stato prescritto linderal 40 mg nel seguente schema:
prima settimana mezza compressa al mattino
seconda settimana mezza compressa al mattino e mezza la sera
terza settimana mezza compressa al mattino, mezza compressa a pranzo e mezza compressa la sera
quarta settimana, una compressa al mattino e una compressa la sera

Al momento mi trovo nella quarta settimana in cui assumo una compressa al mattino e uno alla sera, quindi per 80 mg quotidiani.
Dal primo momento che ho iniziato ad assumere Inderal avvertivo situazioni di malessere in momenti sporadici quasi sempre al mattino, come nausea, vertigini, giramento di testa, debolezza e fatica a concentrarmi.
Alle volte i momenti più gravi mi è anche capitato come una sensazione di svenimento man mano che ho aumentato il dosaggio queste sensazioni di malessere sono aumentate anch esse fino ad avere quasi tutti i giorni quasi costantemente una sensazione di disorientamento e testa ovattata pesante, sguardo quasi perso nel vuoto e fatica a concentrarmi.
Come se non bastasse, non ho ancora riscontrato un miglioramento nella presenza dellemicranie che anzi risultano aumentate in termini di crisi.
La situazione sta diventando quasi ingestibile e molto frustrante perché mi invalida sulla vita quotidiana sia lavorativa che privata.
Ho fatto presente tutto questo al neurologo che mi ha prescritto la cura il quale mi ha detto che i sintomi avete scritti sembrano essere riconducibili o ad un ipotensione o ad un ipoglicemia e che devo verificare, fargli sapere e da lì decidere come procedere.
Ora la mia domanda è cosa dovrei fare esattamente la pressione e la misuro costantemente e in alcuni casi è leggermente più bassa rispetto al mio solito, ma parliamo di pochi punti, quindi non penso che possa essere riconducibile ad un ipotensione.
Problemi di ipoglicemia, io non ne ho mai avuti e soprattutto dato che questi malesseri sono iniziati con linizio del farmaco e man mano che ho aumentato la dose comune probabilità ritengo che sia tutto riconducibile allassunzione di questo farmaco una domanda che ho fatto al neurologo, a cui però non ho avuto una risposta diretta, è stata la seguente: è normale tutto questo? è possibile che la sensazione di malessere passi con il tempo adesso che ho raggiunto il massimo dosaggio e che magari il corpo si abitui?
Oppure avrei già dovuto abituare il corpo e tollerare tutti questi effetti? ma soprattutto questi effetti possono essere dovuti al farmaco?
Cosa devo fare secondo voi?
Purtroppo la sto vivendo molto male perché oltre a non aver ancora risolto con le emicranie (che sono aumentate) si è aggiunta questa sensazione che oramai vivo quotidianamente.
Grazie in anticipo a chi saprà aiutarmi.
Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo 6.9k 373
Gentile Utente,
da quanto descrive, è certamente possibile che una parte importante dei sintomi che sta sperimentando sia correlata all'assunzione dell'Inderal (propranololo). I disturbi che riferisce senso di stanchezza, debolezza, difficoltà di concentrazione, testa "ovattata", vertigini, sensazione di svenimento imminente, ridotta lucidità mentale rientrano infatti tra gli effetti indesiderati noti dei beta-bloccanti, soprattutto durante la fase di titolazione del dosaggio. Il fatto che tali sintomi siano comparsi con l'inizio della terapia e siano progressivamente aumentati parallelamente all'aumento delle dosi rappresenta un elemento che depone ulteriormente a favore di una relazione con il farmaco. Ciò non significa necessariamente che il propranololo non sia adatto a lei, ma certamente suggerisce la necessità di una rivalutazione con il neurologo curante.
Va inoltre considerato che l'efficacia preventiva sull'emicrania non sempre compare nelle prime settimane di trattamento. In molti pazienti occorrono diverse settimane, talvolta anche 6-8 settimane a dosaggio terapeutico stabile, prima di poter esprimere un giudizio definitivo sull'efficacia della profilassi. Tuttavia, quando gli effetti collaterali diventano quotidiani e incidono in modo significativo sulla qualità di vita, come sembra nel suo caso, è opportuno riferirlo nuovamente allo specialista per valutare un eventuale aggiustamento del dosaggio o, se necessario, una strategia preventiva alternativa.
Concordo con il suggerimento del Collega di controllare pressione arteriosa e frequenza cardiaca durante gli episodi di malessere, poiché il propranololo può determinare una riduzione della pressione e soprattutto della frequenza cardiaca, contribuendo alla sintomatologia descritta.
In conclusione, ritengo che i sintomi possano plausibilmente essere correlati al farmaco e meritino una rivalutazione specialistica. Non interpreto però il mancato beneficio dopo sole quattro settimane come una prova certa di inefficacia della profilassi, poiché per alcuni pazienti il miglioramento richiede tempi più lunghi.

Un cordiale saluto.

Dott. Mauro Colangelo
Neurologo e Neurochirurgo-Napoli

Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/

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