Utente 418XXX
Buongiorno,
sono una mamma di un bambino di 3 anni . Mio figlio da un anno e mezzo a questa parte mangia solo cibi selettivi ( latte , yogurt, biscotti, schiacciata, pane ,frutta omogenizzata, formaggini solo Mellin e formaggio grana ... e basta , solo questi elencati). Si rifiuta di assaggiare la pasta, la carne , il pesce le verdure e tutto il resto di cui sopra non ho citato.
Premetto che lo svezzamento dei 6 mesi con la pappa è andato bene, il divezzamento dei 12 mesi è andato bene ... mangiava tutto e con piacere, hamburger di carne e di pesce, verdure cotte a vapore ( carote, fagiolini , zucchine) , pasta al formaggio, frutta (pesche , albicocche , melone , uva ecc...)
Poi all'improvviso a smesso di mangiare . Frequenta l'asilo nido e anche qui salta il pranzo senza toccare niente e come a casa , allontana il piatto e si gira dall'altra parte. Quando vado a prenderlo ( alle ore 14) non gli faccio mangiare niente fino a merenda ( leggera ... tra gelato, biscotti o fruttini in polpa)
Ho provato ha metterlo a mangiare davanti a sua sorella più grande ( 11 anni) che mangia tutto , ma senza risultato .
Adesso sto provando da circa due giorni a mangiare solo quello che c'è in tavola , altrimenti non mangia....non è facile, perchè si arrabbia, piange vuole le sue solite cose e certe volte vorrei cedere, ma cerco di portare avanti questo sistema. Non so se facciamo bene ?? Ancora risultati non ne vedo , credo sia presto. Ma spero di uscire da questa situazione che mi fa preoccupare ( non davanti a lui), anche perché a Settembre andrà alla materna e starà fuori casa per molte ore .
Il pediatra mi dice che cresce bene , che non ci sono problemi , che è solo un momento poi cambierà, ... E' un bambino allegro e vispo e corre in continuazione . Ma sono preoccupata ugualmente. Vorrei risolvere ed uscire da questa fase .
Potete darmi qualche suggerimento e forse farmi capire dove sbaglio??

Grazie

[#1] dopo  
Dr. Adelia Lucattini

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Innanzitutto se il bambino ha cambiato preferenze alimentari non è da attribuire a "errori" dei genitori ma a cambiamenti "del" bambino di cui è impotente individuare le cause per giungere a risolvere il problema, sempre che di un problema si tratti.
Il pediatra ha dato un ottima indicazione ed un buon consiglio.
Per scrupolo ulteriore si possono valutare fattori fisici accessori come la dentizione e lo stato della mucosa orale (che non abbia dolore alla bocca o alla masticazione), nel caso facilmente identificabili con una visita odontoiatrica con specialista infantile.

Un fattore descritto che sembra importante valutare l'elemento asilo.
È possibile che il bambino si senta solo in alcuni momenti mentre si trova all'asilo, che senta la mancanza dei genitori e della sorella, situazione che può verificarsi più spesso di quel che s'immagini.
Questo tipo di disagio potrebbe manifestarsi attraverso il cibo, ad esempio tornando a preferire un'alimentazione prevalentemente "lattea" e con cibi morbidi, che si sciolgono in bocca, che non richiedono masticazione, che si "assaporano", tipica di età precedenti, dei "bambini piccoli".

Focalizzarsi sul cibo solitamente non è utile se il bambino fisicamente sta bene, perché il problema non è alimentare in senso stretto, ma emotivo.
Lasciarlo senza mangiare come "gioco di forza" potrebbe non essere utile o risolutivo, poiché se il bambino attraverso il cibo manda un segnale o messaggio che non sa esprimere a parole, sentendosi "non accolto", non mangerà comunque ma potrebbe temere di essere "cattivo" e far dispiacere alla mamma.

Questo tipo di t imori causano ansia nei bambini e sostengono il circolo vizioso del non riuscire a mangiare, tutto o alcuni cibi.
La fame fisica scompare se l'innesca un corto-circuito ansioso legato al cibo.
È bene lasciare che il bambino mangi a volontà i "suoi" cibi (che dalla descrizione sembrano comunque cibi sani) che, semmai, con l'aiuto del pediatra possono essere integrati con alimenti proteici, per portar il bambino col tempo, gentilezza e tanta pazienza, ad un'alimentazione più varia.

Può risultare utile giocare anche mentre si è a tavola, raccontare o parlare, vedere insieme un cartone animato.
Le paure che crea la lontananza dei genitori, sono sanate completamente dal loro affetto.
Dr. Adelia Lucattini.
Psichiatra Psicoterapeuta.
Psicoanalista Ordinario SPI-IPA.Esperta in bambini e adolescenti.Depressione-Disturbi dell'umore.

[#2] dopo  
Utente 418XXX

Grazie
Seguiro' i suoi consigli