Utente 187XXX
Buonasera,
Avrei bisogno di un vostro parere dinanzi a una situazione che si è venuta a creare:
due anni fa mia figlia (allora 12enne) ha subito un intervento per la disinclusione del canino sinistro superiore; dopo aver tolto il dente da latte, è stata effettuata un'incisione gengivale in corrispondenza del canino definitivo che non era ancora sceso e che quindi si era inclinato.
L'operazione comunque sembrava essere andata a buon fine anche perché dopo l'applicazione dell'apposito apparecchio, il canino è sceso senza problemi di sorta.
Tuttavia ora a distanza di un anno circa da quando ha tolto l'apparecchio di cui sopra si è presentato un sintomo che ha destato in noi preoccupazione e che fino a due giorni fa era apparentemente immotivato: un ascesso al palato superiore (subito dietro gli incisivi superiori) che non riuscivamo a spiegarci.
Dopo aver cercato di contattare il nostro dentista di famiglia che non era reperibile, ci siamo dovuti rivolgere a un altro dentista,
il quale ci ha potuto dire con certezza (dopo aver effettuato una panoramica istantanea) che il motivo dell'ascesso era che si era creato un tessuto fibroso infettivo nella cavità lasciata dell'intervento al dente incluso, specificando che alcuni dentisti sostengono sia meglio lasciare tale cavità vuota altri invece preferiscono ricostruire la parte tissutale e eventualmente ossea mancante
(Non è chiaro se la distruzione parziale ossea sia stata causata dall'infezione o addirittura dall'intervento di due anni fa).
Quale che sia la soluzione migliore, ora comunque mia figlia si dovrà sottoporre a un'ulteriore incisione gengivale per togliere il tessuto infiammatorio e ricostruire la porzione ossea mancante.
Spero di essere riuscita a spiegare i fatti senza dimenticare nulla, ad ogni modo io vorrei solo sapere il vostro parere e qual è in generale (solo se possibile, ovviamente) la procedura "classica" che si segue solitamente di fronte a un dente incluso e infine da cosa può essere dipesa la parziale distruzione ossea di cui sopra (dall'infezione o dall'operazione stessa?)
Grazie mille in anticipo,
Cordiali saluti e buon anno nuovo.

[#1] dopo  
Dr. Gianpiero Deluzio

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Premesso che, pur non avendo visto nè pz nè Opt, ho delle perplessità sulla diagnosi, va detto che inevitabilmente nell'intervento di disinclusione avviene una rimozione ossea per poter liberare il dente e agganciarlo(se questo è in inclusione ossea). Però non capisco a che cavità si riferisce, se è vero come è vero, che il dente non è stato estratto ma solo disincluso. Il tessuto perso si riforma da sè seguendo il percorso di disinclusione del dente.
Consiglio di controllare la vitalità dei denti della zona interessata perchè magari proprio il dente disincluso potrebbe essere andato in necrosi.
Dr. Gianpiero Deluzio
Odontoiatra

[#2] dopo  
Dr. Sergio Formentelli

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Penso che lei debba attendere il ritorno del suo dentista, perchè nel racconto che lei riferisce del "nuovo dentista" ci sono parecchie note stonate.
Dubito inoltre che con una panoramica si possa essere certi di una diagnosi del genere.

La procedura comunque è corretta: apertura lembo, trazione e allineamento in arcata.
Non capisco quale è la cavità che avrebbe dovuto essere riempita, e con che cosa dovrebbe essere riempita una cavità inesistente.

Riguardo al cosa potrebbe essere, senza una visita non he ho la più pallida idea.
www.studioformentelli.it
Attività prevalente: Gnatologia e
Implantologia (scuola italiana)

[#3] dopo  
Dr. Enzo Di Iorio

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Mi accodo ai colleghi che mi han preceduto, nell'intervento di disinclusione non resta una grande cavità ossea residua dato che il canino non viene rimosso ma solo ancorato per poi trazionarlo e riportarlo in arcata. Diverso è il discorso in caso di estrazione del canino incluso, qui può residuare una grossa cavità ossea ma di complicanze come quella da lei descritta, a distanza di due anni, non ho esperienza.
Mi è capitato in un caso che la mucosa palatale al di sopra della breccia ossea andasse in necrosi (pochi giorni dopo l'intervento) in quanto non sostenuta dal tavolato osseo sottostante ma poi la natura ha fatto il suo corso e si è avuta la restitutio ad integrum, la diagnosi di ascesso da accumulo di tessuto fibroso a distanza di 2 anni lascia perplesso anche me.
La saluto cordialmente
Dr. Enzo Di Iorio
Chirurgo Odontoiatra
enzodiiorio@hotmail.it

[#4] dopo  
Dr. Giuseppe Oscar Muraca

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La diagnosi che le ha dato il "secondo operatore" più che perplesso mi lascia a bocca aperta! E' stata accertata la vitalità dei due incisivi centrali? Potrebbe dipendere anche dalla necrosi di uno dei due o di tutte e due. La disinclusione del canino (effettuata secondo le giuste tecniche) non credo proprio sia la causa del gonfiore.
Buon 2011
Dr.Oscar G.ppe Muraca

La risposta ha carattere puramente informativo.

[#5] dopo  
Dr. Lorenzo Ricapito

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BARI (BA)

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Sulla diagnosi da parte del secondo operatore mi pare che siamo tutti abbastanza perplessi; sulla necessità, in primo luogo, di effettuare delle prove di vitalità degli incisivi, anche.
Aggiungerei che è abbastanza frequente che un incisivo laterale fistolizzi palatalmente e nulla potrebbe escludere che, durante la trazione chirurgica del canino, non si sia verificato uno stress pulpare proprio a carico del dente ad esso più vicino.
Ma potrebbe anche essersi verificato un trauma, più o meno intenso, negli ultimi mesi, su questi incisivi tanto da creare una lesione della polpa indipendentemente dal trattamento ortodontico pregresso.
TEST DI VITALITA' PULPARE!!!!!!
Dr. lorenzo ricapito.
Perfezionato in Pedodonzia.
Perfezionato in Odontoiatria dello Sport.