Utente
Buongiorno.
Parestesia permanente alla parte sinistra del mento e labbro inferiore per impianto eseguito oltre 2 anni fa.
Non provo dolore, ma ho difficoltà a svolgere il mio lavoro di insegnante di lingue visto che molti suoni mi risultano ora difficili da articolare.
Inoltre talvolta mi accorgo di perdere saliva in quel punto senza che ne abbia contezza.
Infine, dalle foto, vedo un assotigliamento del labbro nella zona interessata.

È possibile fare qualcosa o è oramai troppo tardi?

Preciso che durante l'intervento per ben due volte sentii una scossa e chiesi al dentista se fosse normale.
Lui mi disse che "poteva capitare".
Mi disse, inoltre, che mi avrebbe fatto vedere da un chirurgo maxillofacciale, cosa che non è mai avvenuta.
Insomma, al di là dell'aspetto legale che affronterò, vorrei sapere se c'è qualche piccola speranza.

Grata se vorrete rispondermi.

Buona giornata.

[#1]  
Dr. Diego Ruffoni

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Gentissima utente, ci sono interventi di microchirurgia neurologica, ma la maggior parte non va a buon fine. Convivere con il fastidio è la strada più razionale.
Dr. Diego Ruffoni
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[#2] dopo  
Utente
La ringrazio.
Scusi se la disturbo ancora. Il fatto di vedere il labbro più sottile nella parte interessata, è solo una mia impressione o ha un fondamento nel danno subito? Inoltre, a parte interventi chirurgici, ci sono dei percorsi che potrei intraprendere per avere qualche lieve miglioramento - qualcuno mi ha consigliato delle sedute di radiofrequenza - ?
Grazie se potrà, compatibilmente coi suoi impegni, fornirmi qualche suggerimento.
Buona serata.

[#3]  
Dr. Diego Ruffoni

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Qualche cura palliativa lo può anche trovare, anche se non vale ciò che va a spendere. Provi a consultare un neurologo.
Dr. Diego Ruffoni
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[#4] dopo  
Utente
Grazie.
Lo farò.

[#5]  
Dr. Giuseppe Oscar Muraca

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Gentile utente, innanzitutto sarebbe utile sapere la zona dell'impianto, se la parestesia è occorsa subito dopo l'intervento o a distanza. Se è presente dal momento dell'inserimento implantare come mai avete fatto passare tutto questo tempo senza intervenire in alcun modo. In ogni caso sarebbe utile effettuare una CBCT della zona implantare per valutare la posizione dell'impianto incriminato e se si tratta di una semplice compressione oppure di un danno anatomico puro.
Ne parli con serenità col suo mplantologo e ci faccia sapere.
Cordiali saluti
Dr.Oscar G.ppe Muraca

La risposta ha carattere puramente informativo.

[#6] dopo  
Utente
Come già spiegato, durante l'uso della fresa ho sentito una scossa elettrica e ho chiesto al dentista di fermarsi, riferendo la sensazione e domandando se fosse normale. Lui mi ha rassicurata ed è andato avanti. Ho sentito una seconda scossa e l'ho detto. Lui ha continuato. Da quel momento la zona non ha mai riacquistato sensibilità. Informato, il giorno successivo, che non avevo riacquistato sensibilità, mi ha fatto una radiografia in studio e mi ha dato una terapia dicendomi che poteva capitare, ma che si sarebbe risolto perché, a suo dire, era solo uno schiacciamento del nervo. Dopo circa due mesi le cose non erano cambiate e io ho chiesto cosa avrei potuto fare. Lui mi ha detto semplicemente di aspettare. Io, a quel punto, ho cercato, di testa mia e per logica, di fare una elettromiografia, ma non ci sono riuscita perché, pare, non viene fatta per i casi in specie. L'intervento è stato fatto a maggio e, giunto l'inverno, lungi dal migliorare, le cose si sono complicate sia riguardo alla sensibilità, sia riguardo ai problemi nell'articolare le parole e, dunque, svolgere la mia professione. Insomma, la sua cura era il tempo. Ma oramai sono passati 2 anni e mezzo ed io sono piuttosto seccata. Se io avessi fatto un danno simile ad una persona, avrei fatto di tutto per rimediare.
Credo che sarebbe spettato a lui indicarmi la strada da intraprendere e non a me informarmi sui vari siti. Al di là del danno biologico che é incontestabile, a me interessa sapere se posso fare qualcosa per migliorare, almeno parzialmente, la mia condizione.
La ringrazio per il tempo dedicatomi.

[#7]  
Dr. Giuseppe Oscar Muraca

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La prima cosa da fare allora, come Le ho scritto prima, è fare una Cone Bean (CBCT) della zona interessata, in modo da comprendere innanzitutto il tipo di danno e dopo intervenire con l'opportuna terapia se attuabile. Se c,è stata una interruzzione totale o parziale del tronco nervoso le cose sono un pò complicate da risolvere, se invece si tratta solo di una compressione, come Le auguro, bisogna soltanto rimuovere l'impianto e poi effettuare una terapia con neuromodulatori.
Cordiali
Dr.Oscar G.ppe Muraca

La risposta ha carattere puramente informativo.

[#8] dopo  
Utente
La ringrazio infinitamente.
È la prima risposta che apre uno spiraglio di speranza.
Grazie davvero.