Utente 254XXX
Gentili medici, chiedo delucidazioni in merito ai seguenti due quesiti:
sono stata operata tre mesi fa di tumore al seno, intraduttale cdis non infiltrante di qualche millimetro non invasivo.
dopo la prima operazione ne è seguita un altra per la presenza nel tessuto circostante la quadrantectomia di residue microcacificazioni.
fortunatamente l seconda operazione è andata meglio.
Assenza di microcalcificazione nel tessuto di prelievo ai margini.
al termine delle operazioni e solo dietro insistenti richieste della sottoscritta, affinchè la radioterapia, gia consigliatami, potesse iniziare al piu presto perche ero presa dall'ansia delle recidive. (magari in modo ingiustificato)solo circa due mesi e tre settimane dopo la seconda operazione ha avuto inizio la radioterapia.
il medico mi ha consigliato di eseguirne una piu breve di tre settimane mediante una raggio radioterapico piu potente.
sono preoccupato per i seguenti motivi:
1. e pericoloso aver atteso due mesi e tre settimane, quando la scienza medica sembra prevedere l'inizio entro 3-4 settimane perche sia il piu ottimale; non e possibile che durante l'operazione possano spandersi nel seno le microcalcificazioni?.
2. dove mi trovo (non a milano) non vi alcuna macchina che preveda la 4 D radioterapia fast (esistente invece a Milano); ma allora, la diminuzione delle sedute (giustificata da una maggiore potenza del fascio radioterapico, cosi dice il radioterapista)è da considerarsi il trattamento piu appropriato? Se si riduce il numero di sedute potrebbero esserci maggiori e seri rischi considerato che tutit prevedono dalle quattro a sei setimane di trattamento?
3. dopo due sedute di radioterapie, seguite da una prima di simulazione, ho accusato dolori intestinalo e dissenteria: sono per caso effetti collaterali della radioterapia o di disordini alimentari?
4. ho il diritto di capire se la macchina che stanno utilizzando per la radio e quella relativa alla terapia fast, anche se dubito? temo che la riduzione delle terapie sia solo un modo di snellire le liste di attesa, pregiudicando la riuscita della radioterapia di chi scrive.
Grazie mille

[#1] dopo  
Prof. Filippo Alongi

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Carissima signora,
1)la radioterapia dovrebbe essere cominciata entro le 12 settimane(3 mesi dalla fine dell'intervento).Prima di due-tre settimane al contrario ci potrebbero essere spiacevoli effetti collaterali legati alla appena consolidata cicatrizazione della ferita chirurgica o dalla presenza di ematomi, versamenti sierosi intraparenchimali, ecc.
2)Lo standard prevede 30 sedute, 25 con fotoni su tutta la mammella e 10 sedute(di solito)sulla cicatrice chirurgica con elettroni.
Probabilmente le è stata proposta una variante"ipofrazionata", cioè con un numero ridotto di sedute e con una dose per frazione maggiore.
3)I suoi dolori intestinali NON sono assolutamente correlati alla RT. La radioterapia è un trattamento locale e ha effetti collaterali solo locali(nel suo caso cute mammella-torace, pochi millimetri di tessuto polmonare, se a sinistra, pochi millimetri di cuore).
4)Questo tipo di frazionamento o trattamento "fast" è comunque fattibile con un semplice acceleratore lineare, presente in tutti i centri di radioterapia. Diversi studi di radiobiologia dimostrerebbero che le caratteristiche del tumore alla mammella sono tali da rispondere bene a dosi per frazione più alte e in un tempo totale di trattamento ridotto. Quindi stia tranquilla e quando ha dei dubbi chieda ai medici che la seguono con visite settimanali durante l'RT.
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),