Utente 459XXX
Salve, vorrei avere dei pareri sullo stato di salute di mio padre, 59 anni, che ha effettuato una resezione anteriore del retto per adenocarcinoma classificato pT3N1(1/23 linfonodi sede di metastasi) M0-G2/G3 + ASPORTAZIONE DI DUE POLIPI ADENOMATOSI.
il dottore ci ha tranquillizati dicendo che l'intervento è riuscito e i risultati sono buoni ma noi siamo comunque preoccupati perchè pur non avendo conoscenze paragonabili a quelle del medico supponiamo che essendoci un linfonodo positivo la situazione non è che sia poi così positiva.
adesso mio padre sta facendo chemioterapia adiuvante con fluorouracile e acido folinico che, ci hanno detto serve solo per prevenire. possiamo veramente fidarci dell'ottimismo che ci trasmettono i medici o sarebbe meglio spostarci per avere un confronto.
secondo lei la situazione come può essere definita?

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Dr. Andrea Favara

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Buongiorno, fermi restando che una neoplasia maligna puo' sempre recidivare, la chirurgia e la chemioterapia sono il trattamento ottimale standard. Non credo utile fare viaggi: i protocolli oncologici sono standardizzati e non cambiano da centro a centro. Auguri!
Dottor Andrea Favara
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Dr. Carlo Pastore

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Gentile Utente,

il coinvolgimento linfonodale certamente non è una cosa positiva (anche se nel caso di suo papà appare limitato con un solo linfonodo positivo). E' stata effettuata un Tc Total body con mezzo di contrasto per una stadiazione completa? Nelle neoplasie del retto in realtà vi sarebbe stata indicazione ad una terapia neoadiuvante (cioè precedente all'intervento). Allo stato attuale senza dubbio è indicata una chemioterapia adiuvante. La situazione nel complesso impone un cauto ottimismo ma occorre seguirla in modo molto scrupoloso.


un caro saluto ed un grande in bocca al lupo

Dr. Carlo Pastore
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Prof. Filippo Alongi

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Premettendo i mligliori risultati ottenibili ormai con la RT/CT neoadiuvante, cioè prima dell'intervento chirurgico, l'infiltrazione a tutto spessore del grasso periviscerale(pT3) con una positività linfonodale post-operatoria dà indicazione ad una Radioterapia (RT)adiuvante, cioè di completamento dell'intervento chirurgico a dosi di 45-50 Gy sulla Pelvi, eventualemtne a sandwich, cioè in mezzo ad alcuni cicli di CT(AT/FU)secondo chema Mayo clinic o in concomitanta con essi.
Chieda al suo oncologo perchè questa terapia altrettanto importante non le è stata prospettata. Ricordo che la chemioterapia ha in sè le potenzialità per sterilizzare micormetastasi occulte in circolo o in sede locoregionale, ma l'abbattimento delle recidive locali(frequenti per questa patologia in questo stadio) sono riducibili fino al 50% con la radioterapia.
Cordiali Saluti

Dr.Filippo Alongi
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),