Utente 216XXX
Buongiorno, volevo chiederLe gentilmente un ulteriore consulto per mio padre, malato di condrosarcoma dedifferenziato metastatico al terzo stadio che lo scorso Dicembre ha dato metastasi ai polmoni. Ha fatto tre cicli di chemio e la tac ha rilevato la regressione sia nella gamba che nei polmoni. Qualche settimana fa, in seguito ad una bronchite, sentiva un dolore tra la schiena ed il petto e i medici gli hanno diagnosticato la pleurite, gli hanno fatto il talcaggio e la biopsia della pleura. La notte dopo l’intervento, mio padre si è gonfiato moltissimo dal torace in su, occhi compresi, diventando irriconoscibile. I medici avevano detto che si sgonfierà in qualche giorno, se ho capito bene, attraverso il drenaggio. Ora stiamo aspettando il risultato della biopsia della pleura, perché gli oncologi sospettano la formazione di un altro tumore, oltre al fatto che, a causa dell’insorgere di questo ulteriore problema alla pleura e la fuoriuscita dell’aria nei tessuti molli, avendo rimandato il quarto dei sei cicli che avrebbe dovuto fare, c’è stata la ripresa di malattia ben visibile nell’enorme gonfiore della gamba malata e durante la biopsia i medici hanno notato, oltre alla riformazione originaria dei noduli nei polmoni, delle neoformazioni metastatiche nella pleura. Secondo loro la situazione è peggiorata. Volevo chiederLe gentilmente qualche consiglio da intraprendere contro i sarcomi ad altro grado di malignità. Siccome secondo i medici in questo momento le priorità sono i polmoni, non escluderebbero in seguito per la gamba un intervento demolitivo, e cioè l’amputazione. E’ possibile che la malattia diventi resistente ai nuovi cicli di chemio? E se così fosse, l’ipertermia potrebbe essere efficace contro i sarcomi ossei per evitare l’amputazione o i tumori della pleura? O a questo stadio la malattia è fatale? Le sue condizioni generali sono così così: mio padre ha 69 anni, ha altri problemi come il diabete, l’ipertensione e il grasso alle carotidi. Questi due ultimi problemi li aveva prima della chemio. La ringrazio infinitamente.

[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore

36% attività
4% attualità
16% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 56
Iscritto dal 2004
Gentile Utente,

un sarcoma in fase diffusiva è una evenienza assai seria. La chirurgia ove possibile rappresenta il primo presidio terapeutico. Laddove non si può intervenire si può tentare un approccio combinato di chemioterapia ed ipertermia (con adeguata terapia di supporto) per migliorare la condizione generale del paziente e farlo vivere il meglio possibile ed il più a lungo possibile.

Cari saluti
Dr. Carlo Pastore
www.ipertermiaitalia.it