Probiotici e chemioterapia

Buongiorno, ho subito un mese fa una isterectomia totale in laparotomia per tumore ovarico al I stadio.
Ad oggi continuo ad avere problemi intestinali con crampi diffusi soprattutto nel quadrante superiore sinistro dell'addome e con molto meteorismo nostante l'assunzione di classici fementi lattici.

Il medico mi ha prescitto un ciclo di probiotici bromatech comprendenti in successione Enterelle plus per 12 gg (2 al dì), Bifiselle per 15 gg (2 al dì), Ramnoselle per 15 gg (2 al dì) e Serobioma per 3 mesi (1 al dì).
La cura è lunga e considerando che dovrò comunque a breve iniziare 6 cicli di chemioterapia (uno ogni 21 gg) vorrei sapere se è utile iniziarla anche perchè ho letto che i probiotici potrebbero avere controindicazioni con la chemioteria.
Grazie
Dr. Mauro Presti Ginecologo, Oncologo, Dietologo 158 10
La gestione dei problemi intestinali post-operatori, come crampi e meteorismo, è comune dopo un intervento di isterectomia, specialmente in laparotomia. L'uso di probiotici è spesso raccomandato per ripristinare la flora intestinale.
La prescrizione che le è stata data è un ciclo di probiotici specifici, mirato a ripopolare l'intestino con diverse specie batteriche benefiche. La durata è considerevole, soprattutto in concomitanza con la chemioterapia. Questo trattamento è utile per una disbiosi postoperatoria, ma non per una paziente in trattamento postoperatorio.
Riguardo alla sua domanda specifica: l'interazione tra probiotici e chemioterapia è un argomento complesso. Alcuni studi suggeriscono potenziali benefici dei probiotici nel ridurre gli effetti collaterali gastrointestinali della chemioterapia (come diarrea e mucosite), mentre altri sollevano preoccupazioni teoriche riguardo alla potenziale interferenza con l'efficacia di alcuni farmaci o al rischio di infezioni in utenti immunocompromessi. Tuttavia, l'evidenza attuale non supporta una controindicazione generale all'uso di probiotici durante la chemioterapia, anzi, in molti casi vengono consigliati per migliorare la tolleranza al trattamento.
È spesso inutile discutere con il suo oncologo a proposito dei probiotici, perchè sono un argomento ancora sconosciuto per la maggior parte dei medici di questa branca specialistica. Ovviamente speriamo che il suo rappresenti un'eccezione e in tal caso ne parli serenamente, sia chiaro.
Possiamo però dire che:
La risposta immunitaria è fondamentale per la prognosi del tumore ovarico.
Studi hanno dimostrato che:
Tumori con alta infiltrazione linfocitaria (TILs) hanno prognosi migliori.
Il microbiota intestinale influenza la risposta immunitaria tumorale.
Strategie di supporto:
L’uso di probiotici immunostimolanti sembra migliorare la risposta immunitaria contro il tumore.
In pratica, questo è lo schema che io utilizzo per una paziente con ca ovarico che deve iniziare terapia o l'ha appena iniziata:
-Evitare antibiotici non necessari durante terapia oncologica.
-Correggere la disbiosi il prima possibile con probiotici specifici:
Genitale: Lactobacillus crispatus M247 (1 cp al di per os) per ripristinare la protezione naturale.
Intestinale: Clostridium butyricum CBM 588 (1 cp ai 3 pasti principali) per prevenire stipsi e diarrea e favorire anche la risposta immunitaria.
Evitare l’uso improprio di antibiotici per non alterare negativamente il microbiota.
Migliorare la dieta per sostenere un microbiota equilibrato (fibra, polifenoli, vitamina D, omega-3).
Conclusioni
Il microbiota gioca un ruolo chiave nel tumore ovarico, influenzando l'insorgenza, la progressione e la risposta ai trattamenti.
Modulare il microbiota potrebbe presto diventare una strategia innovativa per la prevenzione e il trattamento del tumore ovarico.
Cordiali saluti

Dr. MAURO PRESTI
Specialista in Ginecologia, Ostetricia ed Oncologia Medica
Master in Nutrizione Umana

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