Utente 456XXX
Gentilissimi Dottori,

Vi scrivo per raccontarvi un episodio accaduto in Germania, dove risiedo da alcuni mesi, a mia suocera.

In seguito ad alcuni accertamenti i medici le hanno diagnosticato il cancro del pancreas e concordato di effettuare cicli di chemioterapia mediante l'utilizzo di un catetere venoso centrale.

Tre giorni dopo l'inserimento del catetere venoso è stata effettuata la prima iniezione di chemio ed il giorno successivo è stata colpita da un ictus. I medici hanno affermato che molto probabilmente l'ictus è stato causato da un'infezione del catetere che si è poi diffusa al cuore.

La domanda che vorrei porvi è la seguente: è normale che solo dopo 3 giorni dall'inserimento del catetere lo stesso causi una infezione di tale portata? Vi è un'alta probabilità che i medici abbiano commesso errori?

Inoltre, poichè i genitori di mia suocera ci hanno lasciato per lo stesso male (cancro del pancreas) ed essendo molto preoccupati che la mia fidanzata possa essere affetta dello stesso male da un momento all'altro, vi chiedo: cosa consigliereste per prevenire il sorgere di tale male genetico? Inoltre, esistono degli esami specifici da effettuare periodicamente?

Confidando in una vostra risposta, vi porgo cordiali saluti.

[#1] dopo  
Dr. Vito Barbieri

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Gentile Utente,
è molto difficle rispondere ad un tale quesito senza valutare in dettaglio tutta la documentazione clinica.
Una infezione "di tale portata " come dice lei, non sembra possibile in soli tre giorni di posizionamento del CVC.
In linea teorica bisogna invece considerare che il tumore del pancreas dimostra una spiccata tendenza ad attivare la coagulazione del sangue, e qundi a generare trombi in varie parti del corpo, compreso l'encefalo dove si possono manifestare con un ictus ischemico.
Riguardo la possibile origine genetica della neoplasia è opportuno chiedere una consulenza oncogenetica per esaminare il rischio per i familiari, anche se è più complesso indagare se non c'è un soggetto malato ancora vivente su cui iniziare l'approfondimento con un test genetico.
Cordiali Saluti
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
Azienda Ospedaliera-Universitaria - Catanzaro