Utente
Alla fine di novembre 2008 dopo essere stato accovacciato sulle ginocchia per 2 minuti quando mi sono rialzato ho avvertito un forte dolore nella zona posteriore del ginocchio sx. Nel mese di dicembre il dolore si è trasferito alla zona esterna del ginocchio. Il 3 gennaio 2009 RMN. Importante e diffusa alterazione di segnale del condilo femorale esterno, iperintenso nelle sequenze T2 pesate, come si osserva nei casi di edema midollare. non vi sono lesioni meniscali o legamentose. Prendo appuntamento con l'ortopedico il quale dopo una accurata visita riferisce che a parer suo il mio dolore sarebbe riferito a una rottura del menisco ma questo contrasta con l'esito della RMN. Mi consiglia pertanto di ripetere la RMN presso una struttura diversa. Esito 2° RMN: Alterazioni di segnale nel contesto della midollare ossea a livello dei condili femorali; tali alterazioni sono caratterizzate da ipointenmsità in T1 e sbumata iperintensità nelle sequenze T2 dipendenti, un'area particolarmente iperbrillante in DP è rilevabile al condilo femorale esterno: rilievi RM rendono conto di un quadro algodistrofico sulla cui genesi è necessaria un'adeguata valutazione clinica( postraumatica? infettiva-infiammatoria?) Si associano alterazioni di segnale nel contesto della sinovia perifericamente ai condili femorali stessi.Foci iperbrillanti in T2 si rilevano sulla faccia articolare della rotula in sede subcondrale indicative di condropatia.Assenza di fissurazioni a carico delle fibrocartillagini meniscali, continui e regolari i legamenti crociati e collaterali. Sulla base di questa nuova RMN l'ortopedico mi prescrive ossigenoterapia specifica, magnetoterapia 6-8 ore la notte per 3 mesi e l'assunzione di PROTELOS 1 bustina al di e CACIT vitamina D3 1 capsula al di per 3 mesi. Sono molto preoccupato, la terapia da seguire è giusta? Ringrazio anticipatamente chi mi vorrà rispondere. Mi chiamo manrico e ho 50 anni.

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Dr. Antonio Valassina

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Gentile signore,
non e; possibile rispondere a distanza e tanto meno in un caso complesso come il suo.
Posso solo segnalare alcuni aspetti generali con informazioni che spero le saranno utili.

1. Parlare di algodistrofia non significa di per se' nulla. Non e' di per se' una diagnosi; la parola descrive una sindrome dove il riferimento principale e' il dato radiologico specifico della distrofia ossea e non tanto quello clinico generico del dolore. Fatto che gia' di per se' le fa comprendere come una tale definizione sia piuttosto aleatoria come vera e propria "diagnosi".

2. Una sindrome algodistrofica inoltre e' piuttosto rara in quanto tale nel ginocchio (poco piu' frequente e' nell'anca) e verosimilmente secondaria. Va sempre ricercata la vera causa e il filo guida ancora una volta e'l'anamnesi e l'obbiettivita' clinica.

3. Altro fattore da tenere presente e' che le forme ischemiche o algodistrofiche colpiscono prevalentemente il condilo interno e non quello esterno.

4. Lei riferisce dolore nella regione posteriore del ginocchio e non sul versante esterno.

5. Gli spot sulla membrana sinoviale vanno interpretati. Se fosse davvero presente una sinovite da malattia reumatica allora l'interessamento del condilo esterno potrebbe trovare una certa correlazione essendo che le forme artritiche (= reumatiche) a differenza di quella artrosiche (= degenerative) che interessano il versante mediale, colpiscono prevalentemente il compartimento esterno del ginocchio(in via molto generale e con tutti i limiti del non poter eseguire una visita con gli esami di fronte)

Mi sembra pertanto impossibile fare valutazioni di merito e soprattutto valutazioni di tipo terapeutico.
Ne parli con il collega ortopedico che la segue ed eventualmente senta anche un reumatologo.
Dr. A. Valassina
Nota:informazione web richiesta dall'Utente senza visita clinica; non ha valore di diagnosi, trattamento o prognosi che si affidano al medico curante

[#2] dopo  
Utente
Spett.le dottore la ringrazio del suo interessamento e colgo l'occasione per specificare meglio: inizialmente ho avvertito il dolore nella parte posteriore del ginocchio, dopo qualche giorno il dolore posteriore è sparito e ha lasciato il posto a un dolore molto intenso nella zona del condilo esterno, questo dolore è durato circa 20 giorni dopodichè il dolore si è traferito alla zona del condilo interno, dolore che è via via aumentato, a oggi la minima pressione sul condilo interno scatena dolore mentre esternamente qualsiasi pressione faccia non avverto dolore. oggi mi ha visitato un suo collega la sua diagnosi è: grave algodistrofia di entrambi i condili femorali con piccolo principio di necrosi.Terapia urgente: camera iperbarica, magnetoterapia 6-8 ore al giorno Difoforal 100 1 intramuscolo alla settimana per 12 settimane ( non so se ho scritto bene il nome del farmaco), uso assoluto di stampelle. Sono molto più preoccupato di prima, diagnosi e terapia corretti? ringrazio.

[#3]  
Dr. Antonio Valassina

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Segua il consiglio del collega che lo ha visitato.
Cordialità
Dr. A. Valassina
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[#4] dopo  
Utente
mille grazie dottore.