Utente
Buongiorno
Soffro di vertigini gia dall’ anno 2000. Da allora non ho più avuto una vita normale perchè le vertigini mi perseguitano o in forma acuta (ogni 2-3 mesi) durando circa 4-5 giorni con senso di vertigine soggettivo o in forma "cronica” con senso di instabilità e giramenti di testa ad ogni movimento.
La sintomatologia , che ormai è appunto cronica e’ la seguente:
- Ogni 2-3 mesi forti vertigini che durano alcuni giorni. Alle volte violente vertigini che durano pochi secondi. Ipoacusia bilaterale maggiore nell' orecchio destro con risultati audiometrici attuali di perdita grave dopo i 500 Hz. Questa ipoacusia è presente fin dall’ infanzia, peggiorando lentamente ma gradatamente con l’ eta’ e non so perché mi sia venuta. Presenza fissa di acufeni bilaterali, con diverse frequenze, dall’ eta di 20 anni (ora ne ho 51). Ora gli acufeni aumentano con la rotazione del capo (specialmente nord-sud).
- Costante instabilità posturale e giramenti di testa (minivertigini continue)specialmente nei movimenti del capo (sia seduto che in piedi), nel cambiamento della direzione camminando, nella lettura e al computer. Questo, suppongo, dovuto al compenso solo parziale successivo agli attacchi di vertigine. Peggioramento negli ambienti rumorosi.
- muscoli cervicali mandibolari e facciali molto doloranti, rigidi e ipertonici
- estrema facilità all’affaticamento con occhi dolenti e con sensazione di non visualizzare bene a fuoco
- Nel parlare e nella masticazione i sintomi aumentano provocando una rimbombo e aumento di pressione nella testa.
- Qualche volta è presente anche un senso di ovattamento e pressione nelle orecchie.
- Tutto ciò aumenta nei momenti in cui sono sotto stress emotivo o fisico o al cambiamento del tempo (nelle giornate ventose, fredde o stagioni)

Esami e cure effettuate
- sangue : tutto regolare
- risonanza magnetica al nervo uditivo, fossa cranica e tronco encefalico fatta nel 2002, normali (con contrasto)
- tac rocche e mastoidi a 0.5 mm tutto normale eccetto un parziale addensamento delle cellule mastoidee a sx.
- doppler collo (anche intracranico), esami neurologici : tutto regolare
- esami vestibolari:
- nel 2000 dopo la prima vertigine, iporeflessia e nistagmo nella prova calorica
- nel 2001 nuova prova calorica con assenza di nistagmo e normoreflissia
Poi dal 2003 al 2005 ho eseguito alcuni accertamenti presso il Centro di Otorinolaringoiatria di Roma seguendo una cura specifica (Terapia di attacco due flebo di mannitolo con urbason e quindi per tre giorni intramuscolari di urbason. Dieta iperidrica 3 lt. al dì, iposodica, ed alimentare con cotture semplici assumendo alimenti specifici) senza avere nessun risultato. Sembra impossibile stabilire la presenza di idrope a causa della mia ipoacusia.
Nel 2005 presso l’ ambulatorio vestibolare di Modena ho seguito una cura durata c.a. 1 anno con Rivoltril prima e successivamente Nootropil senza avere nessun risultato. Qui il medico mi ha diagnosticato che “il quadro e’ compatibile con una delayed vertigo”.
- Sempre a Modena nel 2006 ho eseguito un ciclo di riabilitazione vestibolare che mi ha dato soggettivamente modesti e temporanei miglioramenti.
- Vemps ed esame con videonistagmo nella norma.
- elettrocardiogramma, regolare
- RX cervicale: retilineizzazione del segmento inferiore con segni di uncartosi (ridotta mobilita’ cervicale) Eseguiti vari trattamenti fisioterapici con nessun esito.
- Esame elettromiografico e calco con applicazione di un bite, nessun esito

Richieste:
Non ha mai “buttato la spugna” pero’ devo dire che la mia vita lavorativa e sociale e’ quasi totalmente compromessa. Sto comunque cercando di recuperare fiducia e ottimismo con alcune discipline (Yoga, meditazione di gruppo, apprezzando tutto quanto mi e’ ancor possibile fare).
- Accetto quindi ogni consiglio utile e indicazioni per continuare la mia “battaglia”, con la richiesta di conferma o no della diagnosi di “delayed vertigo” , da cosa deriva, e cosa posso ulteriormente fare.
- Mi sarebbe utile conoscere quanto possa incidere l’ aspetto emotivo e comportamentale per facilitare la guarigione (o il miglioramento) dei sintomi e della malattia e quali sono le strade da intraprendere.
- Vorrei sapere inoltre se per chi soffre cronicamente di vertigini e ha una ipoacusia bilaterale grave oltre i 500 Hz, ha possibilita’ di accedere a qualche forma di sostegno (prepensionamento, invalidita’ ecc.) da parte dell’ Inps in quanto ormai non posso piu’ svolgere la mia attivita’ (sono geometra, quindi nei cantieri non posso piu’ andare, il lavoro di lettura e davanti al computer in uffico e’ compromesso così come le relazioni con altre persone vista la mia notevole sordità).

Grazie

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Dr. Vincenzo Marcelli

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AGROPOLI (SA)
NAPOLI (NA)

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Gentile utente,
per "delayed" si intende una sindrome cocleo-vestibolare caratterizzata dalla improvvisa comparsa di vertigini oggettive anni dopo una perdita uditiva parziale o totale, in genere monolaterale.
Le manifestazini cliniche che riferisce sono estremamente suggestive per fenomeni di idrope endolinfatico ricorrenti (fase della vertigine intensa) ai quali seguono periodi di instabilità spontanea e/o provocata dal movimento.
Le terapie cui si è sottoposto non hanno dato esito perché, a mio avviso, non ha senso utilizzare farmaci per ridurre l'idrope quando l'idrope si è ormai realizzata...bisognerebbe utilizzare un trattamento che prevenga l'idrope.
Solo due domande:
Soffre di emicrania?
Si è sottoposto ad una valutazione immunologica?
Se crede, mi contatti al seguente indirizzo:
vimar@oneonline.it
Vincenzo Marcelli

[#2]  
Dr. Antonio Frisina

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VICENZA (VI)

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Caro paziente dalla sua descrizione potrebbe trattarsi di una sindrome di meniere bilaterale visto che riferisce ipoacusia neurosensoriale bilaterale, di crisi di vertigine della durata di ore, senso di ovattamento auricolare ed acufeni.
Tale patologia risente inoltre notevolmente di fattori emotivi. Sarebbe interessante valutare la documentazione clinica per impostare un adeguata terapia medica.
Distinti saluti Dott. Frisina
Dott Frisina Antonio

[#3]  
Dr. Luigi Califano

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BENEVENTO (BN)

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Iscritto dal 2006
In casi comne il suo,(mi pare accetatbile l'ipotesi della "delayed Hydrops) non credo possibile impostare un qualsivoglia schema terapeutico (medico o ablativo) senza avre veramente chiaro il quadro clinico,soprattutto per chiarire se le crisi evrtiginose diepndano da una attività di malattia su un solo lato o su entrambi: ciò modifica in modo sostanziale le possibilità di approccio terapeutico.
Sotto questo punto di vista, è inoltre avere ben presente anche l'entità del danno uditivo ed il comportamento dell'ipoacusia in entrambi i lati (stabile, fluttuante, ingravescente).
Il consiglio pertanto è di fasri seguire da un valido esperto, possibilmente non lontano dalla sua zona di residenza.
Cordiali saluti
Dottor Luigi Califano
Luigi Califano

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Dr. Alessandro Valieri

Referente scientifico Referente Scientifico
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BOLOGNA (BO)
CODIGORO (FE)
RAVENNA (RA)

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Iscritto dal 2006
Caro paziente,
il Suo complesso quadro clinico richiede valutazione della documentazione.
Dr. ALESSANDRO VALIERI
*Centro Laser Chirurgia Emilia e Romagna*
www.alessandrovalieri.it