Utente
Soffro di un otite cronica bilaterale da quando ero piccolo. Ho sempre avuto problemi con le orecchie e per tutta la vita non ho potuto fare il bagno senza i tappi alle orecchie e ho avuto spessissimo forti dolori per infezioni ricorrenti.
Dopo 38 anni, e dopo l'ennesima diagnosi di timpano perforato, mi sono deciso a intervenire e su consiglio dell'otorino che mi ha seguito, sono stato sottoposto 3 mesi fa ad una timpanoplastica (senza necessità di rimozione del mastoide). Intervento in anestesia generale, taglio dietro l'orecchio per prelevare lembo del nervo temporale e applicazione come membrana timpanica dello stesso.
Il chirurgo dopo l'intervento mi ha detto che l'orecchio era messo malino, che i tantissimi anni trascorsi con un orecchio avevano lasciato i segni, ma che l'intervento era andato bene.
A tre mesi dall'intervento però dall'orecchio operato ci sento ancora molto male (molto meno rispetto a prima dell'intervento, dall'esame audiometrico risulta una soglia a 50db).
Dall'ultimo consulto il parere del medico è che sebbene l'operazione sia riuscita perfettamente e il timpano abbia perfettamente attecchito è probabile che proprio a fronte di un orecchio finalmente chiuso, io non abbia abbastanza ventilazione spontanea nell'orecchio medio e questo crea accumulo di catarro e quindi deficit trasmissivo.
Mi ha consigliato di attendere 5/6 mesi per vedere come evolve e semmai riaprire l'orecchio per intervenire sulle dinamiche di ventilazione (tromba di eustacchio?) e/o sulla catena degli ossicini (a suo dire ha trovato l'incudine molto deteriorata durante la timpanoplastica ma ha ritenuto in sede operatoria che avrebbe comunque potuto garantire la funzionalità trasmissiva).

Le mie domande sono:
- le conclusioni del mio otorino sono secondo voi plausibili con la dinamica degli eventi?
- posso comunque sperare che la situazione migliori spontaneamente?E' necessario attendere altri 5-6 mesi (oltre i 3 trascorsi), per prendere una decisione sul da farsi?

Grazie a tutti coloro che potranno essermi di aiuto.

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Dr. Raffaello Brunori

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Condivido cio' che lo Specialista intervenuto vuole fare, se sarà necessario. La speranza che non si debba reintervenire non è alta, ma la speranza è ultima a morire. Confermo, quindi, che sia necessario attendere almeno sei mesi prima di prendere una decisione in merito. Un cordiale saluto
Dr. Raffaello Brunori