Tosse persistente dopo bronchite

Salve, chiedo chiarimenti riguardo una situazione che mi porto dietro da Natale periodo in cui mi sono ammalata probabilmente di influenza (ci siamo ammalati in 3 su 4 in famiglia contemporaneamente).

Dal 24 dicembre febbre per tre giorni altalenante (massimo 38) con brividi e dolori muscolari tipici dell’influenza in più una tosse non particolarmente grassa, il 29 il mio medico mi ausculta e non rileva nulla, quindi a parte il brufen nella fase acuta e viscoflu mucolitico, non ho preso altro.

Torno a lavorare ma non sono in forma, la tosse continua e in particolare una sensazione di catarro bloccato in gola che non riesco ad espellere.

Verso l’8-9 gennaio ricompare la febbre a 38 e la tosse continua, torno dal mio medico che di nuovo non sente rumori a bronchi e polmoni ma mi prescrive cefixoral 5 giorni e bentelan 1mg al giorno per 6 giorni.

Dopo 3 giorni lo richiamo e chiedo di fare un rx torace perché la tosse è insistente, l’rx non rileva focolai polmonari ma solo ispessimento delle pareti bronchiali.
Finisco la terapia e la tosse continua, a quel punto mi viene prescritto zitromax per 3 giorni.
In quei giorni faccio un prelievo per emocromo che è nella norma (bianchi 7mila, formula leucocitaria normale come anche il resto), Ves 25 e pcr 0, 2mg/dL.

Gli esami sierologici invece rilevano IgG e IgM positivi per Clamidia pneumoniae coni seguenti valori:
IgG 4, 04
IgM 1, 81 (con cut off 1, 1 per entrambi)
Lavorando in ospedale mi reco in pneumologia per saper cosa devo fare, lo pneumologo vedendo l’rx e gli esami del sangue ritiene che l’infezione sia ormai in via di risoluzione ma mi prescrive per precauzione levofloxacina da 500 per 5 giorni e deltacortene da 25 mg per 3 giorni poi a scalare.
Il cortisone ho dovuto interromperlo alla prima compressa perché ho avuto agitazione tremenda, insonnia, poi ho visto che anche la levofloxacina (che ho preso per i 5 giorni prescritti) può dare questi effetti collaterali e che insieme sarebbero da evitare.

Ad oggi sono passate 3 settimane dalla fine della terapia con la levofloxacina ma continuo ad avere del muco da espellere in continuazione (poco e chiaro) con un fastidio continuo che mi porta a tossire spesso per cercare di espellerlo, preciso che la mia saturazione è sempre stata buona tra 97-99.

Ho fatto una visita ortorinolaringoiatrica con fibroscopia, ha rilevato solo scolo retronasale che a detta dell’otorino potrebbe finire in gola e trachea e darmi i fastidi che ho.

Premettendo che tra due giorni mi vedrà lo pneumologo, la mia domanda è se si potrebbe trattare invece di strascichi della Clamidia, se è normale eventualmente che il decorso sia così lungo e se è il caso di ripetere un rx torace o altro.

Dimenticavo che a distanza di 15 giorni dal primo prelievo, ho ripetuto l’emocromo con valori nella norma, ves 10 e pcr <0, 1 mg/dL e gli anticorpi per Clamidia in leggera discesa (IgG 3, 9 e IgM 1, 25).

Scusandomi per la lunga descrizione ringrazio chi vorrà darmi un parere.
Dr. Vito Di Cosmo Pneumologo 1.6k 95
Dalla "lunga" descrizione sembra emergere che l'iniziale influenza abbia provocato una banale rinite che, con sgocciolio retronasale di secrezioni, determina tosse, più secca se poche, più produttiva quando le secrezioni nasali aumentano e sgocciolano per via retronasale (difficile accorgersene). Chiuda una narice con un dito ed aspiri forte con l'altra: se non perfettamente libere effettui quotidiani e frequenti lavaggi delle narici con acqua salina ipertonica 3% (cioè 30 grammi di sale in 1 litro d'acqua), anche spray. tanti spruzzi da liberare bene le narici per tante volte al giorno da mantenerli sempre libero ed asciutto: sembra, ed è banale, ma la grande maggioranza della tosse persistente - cronica ha origine dallo sgocciolio retronasale . Glielo ha diagnosticato anche il collega ORL (addirittura in fibrolaringoscopia! ) I banalissimi lavaggi delle narici costituiscono una prevenzione; gli antibiotici sono del tutto inutili, oltre che dannosi (possibile antibiotico-resistenza), se non vi sono batteri in atto, come nel suo caso. Al persistere delle secrezioni, pochi batteri che si indovino, potrebbero svilupparsi determinando infezioni (secrezioni verdognole) in quel caso, o PCR - leucocitosi, soprattutto neutrofilica aumentati, l'antibiotico diventa indispensabile. Altrimenti inutile. Secrezioni delle vie aeree: lavaggi delle narici ed aerosol tramite beccuccio orale di prodotti sulfurei con corticosteroide il fiale per aerosol + qualche goccia di broncodilatatore.
Mi sono dilungato anch'io (spero serva a chiunque leggesse)
CORDIALMENTE

Dr. Vito Di Cosmo ANDRIA
PNEUMOLOGIA TERRITORIALE Barletta-Andria-Trani
Già Pneumologia e Broncologia Ospedale CSS di S G Rotondo

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