Haemophilus spp, terapia necessaria?

Buona sera,
5 mesi fa ho manifestato tosse, muco, difficolta resporatorie persistenti.
Trovandomi all'estero ho assunto antinfiammatori.
Al rientro, complice una importante e fastidiosa vestibolite nasale mi reco dall'otorino.
Dopo 10 gg di cortisone e antibiotico Veclam la situazione sembra rientrata.
Ottobre e dicembre (dopo un periodo di forte stress) due ricadute stavolta più sintomi influenzali, effettuo aerosol e il muco sparisce pian piano.
A gennaio uguale... per scrupolo effettuo un tampone faringe e risulto positiva all' haemophilus spp.
Con antibiogramma alla mano, il medico di base prescrive ciproxin 500 x 2 per 6 gg.
I sintomi passano ma il tampone dopo 30 gg rimane positivo.
Consulto un altro otorino, che mi sconsiglia in assenza di sintomatologia, di insistere con antibiotico ma in caso di ricadute mi indirizza dallo pneumologo.
L'unica cosa emersa, faringite da reflusso e mi prescrivere un immunostimolante.
Sono rassicurata ma in parte dubbiosa...Questo batterio può davvero cronicizzarsi senza dare complicazioni?
Preciso che non fumo e non soffro di altre patologie, assumo solo un antipertensivo.
Lo stress mi indebolisce parecchio ma come si fa a valutare la correttezza di tale terapia?

Grazie.
Dr. Ludovico Giorgio Tallarico Pneumologo, Gastroenterologo, Specialista in malattie del fegato e del ricambio 242 8
La persistenza di Haemophilus influenzae nelle vie respiratorie superiori, come evidenziato dal tampone faringeo positivo nonostante l'assenza di sintomi, è un fenomeno noto. Questo batterio è un commensale comune della mucosa nasofaringea e può colonizzare in modo persistente, specialmente in individui predisposti o in periodi di stress.
La cronicizzazione di Haemophilus influenzae, in assenza di sintomi significativi o complicanze (come sinusite, otite, bronchite, polmonite), non è necessariamente patologica. Molti individui lo portano senza sviluppare malattia attiva.
La terapia antibiotica, come quella con Ciproxin, mira a eradicare il batterio e alleviare i sintomi. Tuttavia, l'eradicazione completa non è sempre garantita, e il batterio può ripresentarsi o persistere in forma asintomatica. La decisione di non proseguire con antibiotici in assenza di sintomi, come suggerito dal secondo otorino, è spesso appropriata per evitare l'uso eccessivo di farmaci e lo sviluppo di resistenza batterica.
La faringite da reflusso potrebbe contribuire all'irritazione delle vie respiratorie e favorire la colonizzazione batterica. Il trattamento del reflusso e l'uso di immunostimolanti mirano a rafforzare le difese locali e ridurre la suscettibilità alle infezioni.
Valutare la correttezza della terapia attuale richiede un monitoraggio dei sintomi. Se le ricadute sintomatiche persistono o si aggravano nonostante il trattamento del reflusso e l'immunostimolante, potrebbe essere necessario rivalutare la situazione con lo pneumologo, considerando ulteriori indagini (come spirometria o TC torace) per escludere patologie polmonari sottostanti, soprattutto data la persistenza di tosse e difficoltà respiratorie iniziali. In assenza di sintomi, la strategia adottata è ragionevole.

Dr. Ludovico Giorgio Tallarico

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Grazie per la risposta celere e molto esaustiva, assumero' a cicli e nei cambi di stagione immunostimolanti, monitorando nel tempo la sintomatologia e trattando il reflusso in maniera opportuna. Le chiedo infine se dal Suo punto di vista , considerato il quadro complessivo e i precedenti , sia più opportuno assumere Axil 600 o Heberlife Immuno e se è utile misurare ves e pcr. ( sempre sotto consiglio dello specialista e del medico di base. Grazie ancora per la disponibilità. Cordiali saluti
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