Tosse persistente da marzo 2025

Buonasera, scrivo per conto della mamma.
Da un anno presenta tosse persistente peggiorata negli ultimi 20 giorni (lo scorso anno è stata ricoverata un mese per spondilodiscite da stafilococco aureo che ha causato una polmonite bilaterale).
Successivamente è stata dimessa e da dopo la dimissione ha iniziato a presentarsi questa tosse che non l’ha mai abbandonata.
Visitata svariate volte da pneumologi...eseguita visita con ottorino, con gastroenterologo per sospetto reflusso...a distanza di mesi e mesi non è mai cambiato nulla.
Ultima tac eseguita venerdì scorso con scritto diffusi addensamenti parenchimali polmonari sia solidi che d aspetto ground-glass, in assenza di versamento pleurico alle basi...il medico di base le ha ordinato antibiotico perché le sente dei rumorini visitandola...il pneumologo da cui è seguita consiglia ulteriore tac polmonare per fare un confronto con quelle vecchie (non era stato fatto perché mamma ha cambiato ulss).

Ha anche eseguito un esame dell’escreato risultato negativo.

Chiedo un parere...mamma e’ sfinita.
Dr. Ludovico Giorgio Tallarico Pneumologo, Gastroenterologo, Specialista in malattie del fegato e del ricambio 262 9
La tosse persistente con addensamenti parenchimali diffusi, sia solidi sia ground glass, è indicativa di un processo interstiziale cronico. Le possibili cause includono:
- Organizing pneumonia post infettiva spesso segue polmonite batterica o virale.
- Fibrosi polmonare idiopatica presenta opacità diffusamente distribuite e può progredire in 20 30 % dei casi.
- Malattie autoimmuni (es. lupus, scleroderma) richiedono esami sierologici (ANA, RF, anti CCP).
- Sarcoidosi può manifestarsi con opacità bilaterali e richiede biopsia.
- Reflusso gastroesofageo grave se non risposto al trattamento, valutare pH monitoraggio.
- Altre cause come hypersensitivity pneumonitis o infezioni croniche (es. M. tuberculosis, funghi).
Per chiarire la diagnosi si consiglia:
- High resolution CT (HRCT) con confronto con le scansioni precedenti per valutare evoluzione e pattern.
- Funzioni respiratorie (spirometria, diffuso CO, volume residuo) per verificare restrizione e perdita di capacità diffusa.
- Broncoscopia con broncoaspirato broncoalveolare (BAL) e, se necessario, biopsia transbronchiale per escludere infezioni, neoplasia o infiltrati immunitari.
- Esami sierologici (autoanticorpi, IgG specifici per patogeni, anticorpi anti tubercoloide).
- Se sospetta sarcoidosi, biopsia di linfonodo cervicale o polmonare con ricerca di granulomi non caseosi.
Il trattamento dipende dalla causa: antibiotici sono indicati solo se c’è infezione documentata; la terapia immunosoppressiva (corticosteroidi, azatioprina, rituximab) è riservata a interstitioli attivi o fibrosi. Se la causa rimane sconosciuta, la gestione è di supporto con ossigenoterapia, broncodilatatori e monitoraggio regolare.
Si raccomanda di consultare un centro specializzato in malattie polmonari interstiziali per una valutazione multidisciplinare e per definire un piano terapeutico mirato.

Dr. Ludovico Giorgio Tallarico

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