Utente 319XXX
Salve, vi scrivo ancora di questo mio problema perchè purtroppo, dopo 3 anni, non ho ancora trovato una soluzione. Vi descrivo brevemente i miei sintomi: ho bisogno di prendere in continuazione aria, di fare respiri profondi, di sbadigliare, ma non sempre ci riesco perche ho come qualcosa che mi blocca e non riesco a concludere l'atto, e così ricomincio finchè non riesco a fare uno sbadiglio o un respiro profondo completo, tutto questo sia a riposo che in movimento.Ho notato anche che quando mi sforzo a fare questi respironi il cuore accellera poco poco, ma non so se è normale dato che questi respiri non sono volontari o "naturali". Quando iniziai ad avere i primi sintomi 3 anni fa iniziai a fare delle visite. Andai dal cardiologo e feci più elettrocardiogramma, due ecodoppler, holter cardiaco, due raggi al torace, visita pneumologica con spirometria normale e con metacolina, visita otorino. tutte queste visite furono negative tranne i raggi al torace che evidenziarono un modesto ispessimento bronchiale a destra che a detta della pneumologa non significava niente. Mi convinsi che era ansia, dato che sono una persona molto ansiosa, però a distanza di tutti questi anni e vedendo che il fastidio c'è ancora ed è costante ogni giorno, mi domando se dovrei ripetere qualche esame, o farne qualcuno di diverso, tipo test da sforzo al cuore o non so. Purtroppo questo condiziona molto la mia qualità di vita e vorei un consiglio da voi. Cosa dovrei fare? Grazie in anticipo!

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Prof. Giorgio Enrico Gerunda

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Gentile signore se è stato visitato più volte e non è stato trovato nulla di patologico deve tranquillizzarsi. Il suo disturbo lei dice che assomiglia a uno sbadiglio e sente la necessità di effettuare un respiro profondo, ma non riesce a portarlo a termine.La necessità si avverte dopo uno sforzo, una brutta discussione o un lavoro di grande concentrazione. Si ritiene che il disturbo sia legato al fatto che senza che ce ne rendiamo conto, spesso respiriamo in modo superficiale.Così facendo, però, l’inspirazione inizia troppo presto, quando ancora non si è finito di buttare fuori l’aria. Di conseguenza, nei polmoni resta ancora dell’anidride carbonica, mentre i livelli di ossigeno incamerato diminuiscono. La necessità di fare un respiro profondo, infatti, serve per ristabilire l’equilibrio. In generale è un fenomeno di cui non ci si deve preoccupare, a meno che il senso di affanno non diventi frequente ed allora bisogna farsi vedere da unm medico o da un poneumologo (cosa che lei ha già fatto). Se si vuole eliminare questa abitudine, bisogna invece sforzarsi di respirare profondamente, soprattutto in presenza di stress o di una forte emozione. Se ci si fa prendere dall’affanno, infatti, questo disturbo non può che aumentare. Spero di esserle stato utile. Cordiali saluti


Prof.Giorgio Enrico Gerunda Direttore Clinica Chirurgica- Chirurgia Epato Bilio Pancreatica e Gastrointestinale Policlinico di Modena