L'ansia mi sta divorando. A chi rivolgermi?

Dall'inizio dell'università ormai più di tre anni fa sto cercando di gestire autonomamente le mie ansie.
Inizialmente pensavo si limitassero al contesto universitario, paura per gli esami, senso di soggezione nei confronti dei professori, stress durante lo studio.
Nell'ultimo periodo mi sto rendendo conto di come in realtà sia uno stato emotivo comune in altri ambiti e che ho riconosciuto come ansia solo perché è spuntata per ultima.
Ho ansia nelle reazioni sociali nuove, ho ansia nel chiamare al telefono mio nonno perché per me è un dolore avere a che fare col fatto che sta invecchiando sempre di più, ho ansia nel portare i cv alla ricerca di un lavoro stagionale, ho ansia la sera quando i miei stanno per tornare a casa e probabilmente dovrò sorbirmi i loro problemi e ansie appena apriranno la porta, ho ansia in questo momento nello studio che non mi fa immagazzinare mezza nozione e sono disperatissimo.
Mi è pure venuta una tonsillite venerdì, la sesta in un anno, e sono arrivato a pensare che le ricadute possano essere state aiutate da un sistema immunitario indebolito da questi miei stati costanti d'ansia che continuano a susseguirsi incessantemente facendomi sentire vittima degli eventi.
Le mie disponibilità economiche non sono tantissime, ho un gruzzoletto che mi permetterebbe di poter pagare una seduta a settimana per 9 mesi circa, poi dovrei chiedere soldi ai miei genitori, salvo che io non trova a un lavoretto nei fine settimana ma insomma se posso evito di chiedere soldi a loro, hanno già pagato abbastanza con un figlio lento all'università.
Ci sarebbe tantissimo da aggiungere ma ovviamente non è questa la sede e non sarebbe inerente con la motivazione che mi ha spinto a scrivere il post e cioè: rivolgersi a uno psicoterapeuta o a uno psichiatra?
So che non è bello da dire, ma ho bisogno di trovare sollievo non urgentemente ma quasi, a novembre vorrei laurearmi e ora sto preparando uno dei 6 esami che mi rimarrebbero ancora da dare.
Dr.ssa Franca Scapellato Psichiatra, Psicoterapeuta 4.3k 211
Per un aiuto rapido per questa condizione di ansia cronica (per rapido intendo alcune settimane) potrebbe rivolgersi a uno psichiatra per un un inquadramento diagnostico e un'eventuale terapia farmacologica. Potrebbe anche informarsi se la sua università offra un aiuto psicologico. Superata la fase più critica però sarebbe molto utile e opportuno rivolgersi a uno psicoterapeuta per imparare a gestire le situazioni ansiose e limitare il rimuginio mentale.

Franca Scapellato

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La mia università fornisce un aiuto psicologico ma la dottoressa può dedicare poco tempo ai colloqui individuali e pratica sessioni di mindfullness di gruppo in videochiamata con altri studenti, attività che ho testato ma, poco dopo, anch'essa mi generava "ansia da prestazione" perché non mi sentivo abbastanza rilassato (nonostante ci dicesse ripetutamente di non essere giudicanti con noi stessi, in certi momenti riuscivo a seguire il consiglio ma inconsciamente penso che il messaggio non sia stato recepito). Ho già individuato uno psichiatra dalle mie parti e si presenta sia come Psichiatra che come Psicoterapeuta e, da ignorante in materia, la cosa mi crea confusione soprattutto se un domani vorrò andare avanti con una terapia di lungo termine: potrò tornare da lui oppure è più indicata la figura dedicata esclusivamente alla terapia?
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Dr.ssa Franca Scapellato Psichiatra, Psicoterapeuta 4.3k 211
L'importante è che lei si trovi bene con quel professionista, che riesca a comunicare senza troppe difficoltà e che si senta supportato e compreso. Un eventuale percorso psicoterapico può essere valutato in un secondo momento, sia con quel professionista (se lavorate bene insieme, se il terapeuta ha tempo, ecc) sia con un altro psicoterapeuta. Non si deve creare ansia anche per quello, mi raccomando!

Franca Scapellato

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