Mio metodo per reggersi in piedi con antipiscotico

Salve, vorrei esporre un metodo che ho adottato per immaginare e per reggermi in piedi con l’antipsicotico, visto che ero quasi allettato.
Sono a 11 anni di Xeplion 100 mg ogni 28 giorni (schizoaffettività) e, dopo centinaia di tentativi, come camminare lasciando sia il corpo a sorreggermi e fare tutto, col mal di stomaco, ora mi sforzo non nel senso di cominciare a fare, ma durante il fare.
Lo sforzo è l'anti-gravita per me.
Mi sforzo durante la camminata, mentre mi lavo i denti, mentre faccio la doccia, mentre faccio gli isometrici in palestra.
È come mettere grinta tutto il giorno in quello che faccio.
E così i nervi non mi fanno impazzire e spero che lo sforzo non sia scrivere sull’acqua, che non svanisca tutto il lavoro fatto.


Seconda cosa: per immaginare ho notato che l’unica è verbalizzare quello che voglio visualizzare, altrimenti sto tutto il giorno con gli occhi perso all’esterno.
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 47.2k 1k
Non si capisce molto bene.
Sembra che stia semplicemente dicendo le cose che fa le comportano sforzo, ma lo descrive come se controllasse ossessivamente le azioni che fa per farle accadere.

Oppure sta dicendo che si sforza per fare cose in cui si sente comunque legato o impacciato, e ciò non stupirebbe visto che col movimento volontario l'impaccio è minore e con quello automatico maggiore se uno ha addosso l'effetto motorio degli antipsicotici.

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini

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