Mio metodo per reggersi in piedi con antipiscotico
Salve, vorrei esporre un metodo che ho adottato per immaginare e per reggermi in piedi con l’antipsicotico, visto che ero quasi allettato.
Sono a 11 anni di Xeplion 100 mg ogni 28 giorni (schizoaffettività) e, dopo centinaia di tentativi, come camminare lasciando sia il corpo a sorreggermi e fare tutto, col mal di stomaco, ora mi sforzo non nel senso di cominciare a fare, ma durante il fare.
Lo sforzo è l'anti-gravita per me.
Mi sforzo durante la camminata, mentre mi lavo i denti, mentre faccio la doccia, mentre faccio gli isometrici in palestra.
È come mettere grinta tutto il giorno in quello che faccio.
E così i nervi non mi fanno impazzire e spero che lo sforzo non sia scrivere sull’acqua, che non svanisca tutto il lavoro fatto.
Seconda cosa: per immaginare ho notato che l’unica è verbalizzare quello che voglio visualizzare, altrimenti sto tutto il giorno con gli occhi perso all’esterno.
Sono a 11 anni di Xeplion 100 mg ogni 28 giorni (schizoaffettività) e, dopo centinaia di tentativi, come camminare lasciando sia il corpo a sorreggermi e fare tutto, col mal di stomaco, ora mi sforzo non nel senso di cominciare a fare, ma durante il fare.
Lo sforzo è l'anti-gravita per me.
Mi sforzo durante la camminata, mentre mi lavo i denti, mentre faccio la doccia, mentre faccio gli isometrici in palestra.
È come mettere grinta tutto il giorno in quello che faccio.
E così i nervi non mi fanno impazzire e spero che lo sforzo non sia scrivere sull’acqua, che non svanisca tutto il lavoro fatto.
Seconda cosa: per immaginare ho notato che l’unica è verbalizzare quello che voglio visualizzare, altrimenti sto tutto il giorno con gli occhi perso all’esterno.
Non si capisce molto bene.
Sembra che stia semplicemente dicendo le cose che fa le comportano sforzo, ma lo descrive come se controllasse ossessivamente le azioni che fa per farle accadere.
Oppure sta dicendo che si sforza per fare cose in cui si sente comunque legato o impacciato, e ciò non stupirebbe visto che col movimento volontario l'impaccio è minore e con quello automatico maggiore se uno ha addosso l'effetto motorio degli antipsicotici.
Sembra che stia semplicemente dicendo le cose che fa le comportano sforzo, ma lo descrive come se controllasse ossessivamente le azioni che fa per farle accadere.
Oppure sta dicendo che si sforza per fare cose in cui si sente comunque legato o impacciato, e ciò non stupirebbe visto che col movimento volontario l'impaccio è minore e con quello automatico maggiore se uno ha addosso l'effetto motorio degli antipsicotici.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini
Utente
Di mentale c’è solo il non ricadere nell’abitudine di non usare la forza. Lo sforzo di cui parlo è quello che serve per avvitare una vite nel legno senza trapano. Se cammino sforzandomi, viene da sé che da 4.0 di velocità passo a 6.0, ma faccio più km. E se sono a letto posso anche respirare più deciso. (Impacciato no, il sintomo era di dover sollevare il corpo e non il contrario), (controllo non direi, è più un approccio da lavoratore vicino alla scadenza).
"da 4.0 di velocità passo a 6.0, ma faccio più km."
Non "ma", va più veloce e quindi fa più Km.
Più leggo e più mi pare ci sia di mezzo invece il controllo di quel che fa, anche se teoricamente può avere un senso quello che dice rispetto al fatto che seguendo volontariamente i movimenti che si fanno di norma in automatico, nel suo caso sono più fluidi, quindi più veloci.
Non "ma", va più veloce e quindi fa più Km.
Più leggo e più mi pare ci sia di mezzo invece il controllo di quel che fa, anche se teoricamente può avere un senso quello che dice rispetto al fatto che seguendo volontariamente i movimenti che si fanno di norma in automatico, nel suo caso sono più fluidi, quindi più veloci.
Dr.Matteo Pacini
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Utente
Va bene, grazie così. Non riesco a chiarirmi meglio.
Se non è quello che ho descritto io, non si capisce probabilmente perché non è quello che vorrebbe dire ma un pensiero che non ha corrispondenza con qualcosa di concreto.
Dr.Matteo Pacini
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Utente
Aggiungo che un’ora di esercizi non è sufficiente per rimettere in moto il corpo, e non basta neanche per migliorare l’insonnia. Anche con un antipsicotico si possono fare molte ore di attività fisica naturale: camminare per 24 km, fare centinaia di squat isometrici, muoversi per 8 ore. È questo tipo di lavoro continuo che cambia davvero come mi sento.
Più che altro quella mole di esercizio fisico non la fa neanche uno che non li prende, gli antipsicotici. Quindi che possa avere un effetto non dubito, però è curioso come Lei riesca a farlo.
Dr.Matteo Pacini
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Utente
Aggiornamento: Era peggio sforzarsi ogni momento, mi sta facendo tornare sano stare 4+4 ore in piedi tutti i giorni senza cedere alla sofferenza. I primi giorni non riuscivo a muovere le braccia e affossavo con le gambe. Ora l'11 giorno sto tornando alla normalità. Ma spero in un miglioramento più significativo.
Lei fa una descrizione strana della cosa, forse enfatizzata. Non vorrei stesse parlando si una cosa diversa da quella che sembra con termini ed espressioni che la fanno sembrare una specie di fatica d'Ercole.
Dr.Matteo Pacini
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Questo consulto ha ricevuto 9 risposte e 454 visite dal 13/02/2026.
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