Citalopram e disturbo bipolare

Mio marito 70 anni è in cura da 20 anni per disturbo bipolare con stabilizzatori, attualmente Seroquel 300 una compressa alla sera
Ogni anno ha varie fasi: prima depressione poi fase up anche 2 o 3 volte all'anno.
Ora dopo una fase depressiva pesante di 3 mesi ha chiesto al suo psichiatra un antidepressivo, ha preso Citalopram 20 e dopo un mese è entrato in fase up piuttosto impegnativa.
Il suo medico l' ha sospeso gradualmente ed attualmente è un mese che non lo prende, in più ha aggiunto Depakin 300 sempre alla sera
Indicativamente quanto tempo ci vuole perché venga ridotta la fase up.
Grazie mille
Dr. Fabio Maria Pasquale Tortorelli Psichiatra, Psicoterapeuta, Farmacologo 1.4k 111
Gentilissima,

Da quello che descrive, è probabile che l'introduzione del Citalopram, in un contesto di diagnosi di disturbo bipolare, ha innescato un viraggio maniacale (o ipomaniacale).

La sospensione dell'antidepressivo è stata la mossa clinica corretta, ma per rispondere alla sua domanda sui tempi di rientro della crisi, bisogna analizzare la situazione clinica nella sua totalità.

Il Depakin è indicato nel trattamento delle fasi maniacali e/o ipomamaniacali del disturbo bipolare, ma 300 mg rappresentano un dosaggio generalmente puramente introduttivo e clinicamente sub-terapeutico per arginare una fase "up" già conclamata e impegnativa.

Per agire come vero stabilizzatore dell'umore e "spegnere" le fase di attivazione, l'acido valproico deve raggiungere specifici livelli nel sangue e ciò richiede quasi sempre dosaggi superiori.

Anche lo stesso Seroquel a 300 mg è un dosaggio di mantenimento che, in fase acuta, potrebbe necessitare di un temporaneo incremento per sedare efficacemente l'agitazione.

Con una terapia farmacologica calibrata a dosaggi pieni sull'acuzie, una fase espansiva dovrebbe iniziare a ridursi nell'arco di 2-4 settimane.

Tuttavia, mantenendo i dosaggi attuali, il rischio è che "il freno a mano non sia tirato abbastanza forte", permettendo all'accelerazione di protrarsi più a lungo.

Il consiglio, come primo passo da effettuare, è contattare il suo specialista di fiducia che dovrebbe avervi parlato della necessità di effettuare il dosaggio della valproatemia; il dosaggio del Depakin va sempre calibrato attentamente per mantenere i valori all'interno del range terapeutico ematico, per fare in modo che la terapia sia realmente efficace, e che si minimizzi il rischio di effetto collaterali.

La durata di tale viraggio dipenderà, probabilmente, da quanto tempo sarà necessario affinché il Depakin possa entrare nel dosaggio terapeutico all'interno del quale esplica nel migliore dei modi la sua azione di stabilizzatore.

Spero di aver chiarito i suoi dubbi, resto a disposizione per eventuali necessità. Cari saluti.

dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
WhatsApp 3406693506

https://www.instagram.com/docfabiotortorelli?

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