Miniass gocce: dosaggio, astinenza e dipendenza?

Buongiorno vi ringrazio per la cortese attenzione, assumo Minias gocce da 5 mesi, partito con una dose di 16 gocce a sera. da dicembre sono arrivato alMese di marzo a 20 /21 gocce massimo, poi da aprile ho iniziato a scalare portandomi ai primi di maggio a 15 gocce riuscendo a non avere alcun sintomo spiacevole e riposando tutto sommato bene!
Ho ulteriormente scalato nel giro di poco tempo e sono sceso a 10 gocce e da lì è cominciata L ansia e risvegli notturni!
Sono aime consapevole dell errore e della frettolosità con cui ho Attuato lo scalaggio ma la voglia di liberarmi di questo veleno è grande!
Sono risalito a 14 gocce riuscendo a riposare meglio!
Secondo voi sono già in astinenza e o dipendente?
Grazie
Dr. Fabio Maria Pasquale Tortorelli Psichiatra, Psicoterapeuta, Farmacologo 1.4k 111
Gentilissimo,

Comprendo la sua frustrazione e il forte desiderio di liberarsi del farmaco, ma le rispondo con totale oggettività clinica per cercare di darle uno spunto di riflessione su quanto le sta accadendo.

La risposta alla sua domanda è molto probabilmente il suo sistema nervoso ha sviluppato una fisiologica dipendenza fisica e quella che ha sperimentato è una vera e propria sindrome da astinenza.

L'assunzione continuativa di una benzodiazepina come il Minias per un periodo di cinque mesi è una fascia di tempo superiore a quanto consigliato dalle linee guida, che consigliano una assunzione che non si deve protrarre per più di 8 - 12 settimane per evitare l'instaurarsi di tolleranza e dipendenza farmacologica.

Il passaggio improvviso da 15 a 10 gocce ha rappresentato un taglio probabilmente troppo drastico per il suo assetto biochimico.

Questa repentina caduta dei livelli plasmatici, quando avviene, innesca un brusco "allarme" nel suo sistema nervoso, causando una riattivazione paradossa nota come insonnia di rimbalzo e scatenando i conseguenti picchi ansiosi e i risvegli notturni che ha vissuto e che descrive.

È fondamentale comprendere che questa dipendenza non rappresenta una sua "debolezza psicologica", ma un puro e semplice adattamento biochimico del cervello alla molecola.

Per dismettere correttamente la terapia senza sofferenze, è imperativo non procedere con il "fai-da-te" e la frettolosità, ma strutturare un micro-scalaggio estremamente lento e progressivo, dando ai recettori l'indispensabile tempo biologico per completare il lotto necessario assestamento.

È probabile che, rispettando la giusta tempistica, riuscirà a sospendere del tutto la molecola.

Tuttavia, per affrontare questo delicato processo con la massima prudenza e sicurezza clinica, sarà fondamentale affidare la pianificazione e il monitoraggio dello scalaggio ad uno specialista di riferimento esperto in psicofarmacologia nel corso di periodiche visite dirette.

Spero di aver chiarito i suoi dubbi, resto a disposizione per eventuali necessità e le faccio i migliori auguri per tutto. Cari saluti.

dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
WhatsApp 3406693506

https://www.instagram.com/docfabiotortorelli?

Segnala un abuso allo Staff
Risposta utile
Contatta lo specialista e prenota una visita
Utente
Utente
Caro dottore la ringrazio di cuore per la risposta e la chiara e esaustiva spiegazione , al momento mi sento molto spaventato e preoccupato per il futuro , temo di non uscirne mi rendo conto di aver preso alla leggera la cosa e me ne pento amaramente! Ho una gran voglia di buttare tutto e disintossicarmi da questa molecola ! Volevo chiedere una info, lo scalaggio va sempre accompagnato da un altra molecola o non è obbligatorio? Le crisi convulsive possono presentarsi con la brusca interruzione o anche scalando? Grazie
Segnala un abuso allo Staff
Dr. Fabio Maria Pasquale Tortorelli Psichiatra, Psicoterapeuta, Farmacologo 1.4k 111
Gentilissimo,

Comprendo perfettamente il suo stato d'animo, ma la invito a non farsi sopraffare dai sensi di colpa; la dipendenza fisica da benzodiazepine è un fenomeno puramente biochimico e non una mancanza di forza di volontà.

Per quanto riguarda i suoi dubbi tecnici, le crisi convulsive rappresentano il rischio più severo legato principalmente alla sospensione brusca e improvvisa del farmaco; un protocollo di scalaggio eseguito con la corretta lentezza serve proprio a tutelare il suo sistema nervoso e a minimizzare drasticamente questo rischio.

L'inserimento di una molecola di supporto non è una regola fissa o obbligatoria: la necessità di un farmaco "ponte" dipende infatti da numerosi fattori, come l'entità del suo quadro clinico di base, la sua risposta specifica alla riduzione del dosaggio e il suo personale profilo di sensibilità individuale.

Proprio a causa di questa enorme variabilità interpersonale, è assolutamente vitale e imperativo che lei segua alla lettera il protocollo farmacologico messo a punto dal suo specialista di riferimento, evitando nel modo più assoluto di procedere con manovre autonome dettate dalla fretta.

Ogni situazione è un caso a sé e solo lo specialista, attraverso il monitoraggio nelle visite dirette, possiede gli strumenti per calibrare il ritmo della dismissione e valutare se il suo organismo necessiti o meno di un aiuto farmacologico aggiuntivo per rendere il percorso sicuro e sostenibile.

Le rinnovo i miei più cari auguri.

dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
WhatsApp 3406693506

https://www.instagram.com/docfabiotortorelli?

Segnala un abuso allo Staff
Risposta utile
Utente
Utente
Grazie dottore molto gentile, ho appena preso appuntamento con lo psichiatra, un ultima domanda se posso , i sintomi di astinenza tendono poi a svanire ? Ossia i recettori Gaba seppur lentamente tornano funzionare correttamente col tempo ?
Segnala un abuso allo Staff
Dr. Fabio Maria Pasquale Tortorelli Psichiatra, Psicoterapeuta, Farmacologo 1.4k 111
Gentilissimo,

Ha fatto un'ottima scelta a prenotare tempestivamente la visita specialistica, è il passo fondamentale per risolvere definitivamente la situazione.

La risposta alla sua domanda è "sì".

I recettori GABAergici, una volta liberati gradualmente dalla presenza del farmaco attraverso un corretto e lento scalaggio, possiedono la totale capacità biochimica di ripristinare il loro normale assetto fisiologico.

La neuroplasticità del nostro sistema nervoso garantisce che i sintomi di astinenza siano una condizione esclusivamente transitoria, destinata a svanire completamente nel tempo.

Sarà proprio compito dello specialista guidarla in questo delicato percorso, impostando la giusta tempistica e il corretto protocollo terapeutico per permettere al suo cervello di ritrovare il suo naturale equilibrio in sicurezza.

Cari saluti

dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
WhatsApp 3406693506

https://www.instagram.com/docfabiotortorelli?

Segnala un abuso allo Staff
Risposta utile

Consulti su terapie e farmaci