Tavor 1 mg per insonnia dovuta ad ansia notturna

Gentili Dottori,
Vi scrivo in merito ad un problema di insonnia subentrato improvvisamente.
Dopo una tonsillite, ho dovuto assumere per la prima volta claritromicina che mi ha portato da subito ansia, tachicardia, impossibilità a raggiungere un sonno profondo e scatti improvvisi.
Andando in pronto soccorso mi è stata riferita una reazione avversa alla claritromicina e prescritto tavor 1 mg prima di dormire.
Da subito ho avuto effetti positivi e per dare un'adeguata continuità alla terapia, sono andata da un neurologo che mi ha confermato la terapia del ps e visitata non riscontrando nessun problema se non un'ansia generalizzata.
Ho infatti attraversato un periodo molto delicato con mio figlio maggiore e stress in ambito lavorativo.
Sono in terapia da poco con uno spicologo per attacco di panico generato da claustrofobia, subentrata dopo la mia seconda gravidanza.
Voglio infatti ribadire che mai ho avuto problemi di claustrofobia o insonnia.
L'assunzione di tavor è durata per una settimana, dopo di che visto i benefici ottenuti, il neurologo ha deciso di passare a mezza pasticca ma purtroppo lo scalaggio è risultato inefficace.
Già dalla prima sera ho avvertito irrequietezza e stanotte ossia la seconda notte, ho di nuovo avvertito i sintomi di ansia ( vampate di calore, nodo alla gola, deglutizione continua, tachicardia).
Il neurologo mi ha detto di tornare ad un dosaggio pieno per una settimana e poi passare a 3/4.
La mia domanda è, posso già aver sviluppato in una sola settimana assuefazione?
Mi sento molto frustrata ed impotente e vorrei tornare a dormire naturalmente come facevo prima.
Restando in attesa di qualsiasi Vostro parere, porgo Cordiali Saluti e ringrazio per il Vs. servizio.
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico igienista 45.6k 1.1k
La suddivisione di compresse in quarti non divisibili non consente di stabilire quale sia il dosaggio di farmaco assunto.

La risoluzione temporanea dell’utilizzo della benzodiazepina riduce ciò che invece va appropriatamente inquadrato e trattato, invece che continuare con l’uso della stessa.


La situazione va inquadrata e trattata in modo più appropriato poiché è possibile che sia in una fase di peggioramento clinico che richiede una terapia specifica

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Gentile Dott. Ruggiero,
La ringrazio per la celere risposta. Sto facendo terapia, mi sono rivolta ad un neurologo, cosa dovrei fare a questo punto? Quindi non trova appropriato che questa sera io riparta con il dosaggio pieno?
Sono veramente disperata.
Cordiali Saluti
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