Utente 302XXX
Salve, da un po' di anni soffro di ansia e attacchi di panico. Ci sono stati periodi in cui tali disturbi sono stati maggiori e altri in cui i disturbi sono stati meno presenti.
Con la nascita del mio primo figlio, anzi ancor prima che nascesse, ho avuto un brutto periodo e tra i disturbi percepiti c'è stata per la prima volta anche una certa depressione.
Con una cura leggera suggeritami da uno psichiatra e un "po'" di buona volontà son riuscito (ci sono voluti quasi 2 anni) a marginare quasi tutti i problemi.
Ogni tanto però mi succede di avvertire paure se vogliamo piuttosto irrazionali... ad esempio paure di non riuscire a respirare più, di non riuscire a muovere che ne so una mano o un piede, di essere pericoloso per gli altri, della morte e dell'età che avanza, ma soprattutto di impazzire!
Questo avviene specialmente quando avverto una certa confusione mentale... continuo a pormi molti, troppi quesiti sulla vita, sul come riusciamo a fare qualsiasi cosa, etc etc.. l'altro giorno avevo come la sensazione, o forse sempre una paura, di non riconoscermi più o non riconoscere le mie persone più care o cose simili.
Tutto questo mi preoccupa e non poco.... purtroppo non riesco a comprendere facilmente i sintomi o il problema e inizio spesso ad immaginare troppe cose.
Veramente a volte mi sembra di diventare matto.... cosa dovrei fare? A chi dovrei rivolgermi?
Grazie.

[#1]  
Dr.ssa Roberta Cacioppo

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Caro utente,

si rivolga in prima battuta a uno psichiatra, che saprà valutare la sua situazione attuale ed, eventualmente, somministrarle dei farmaci per i momenti più difficili, come alcuni da lei riportati.

Le consiglio in ogni caso di rivolgersi a uno psicoterapeuta, con cui fare una valutazione diagnostica ed intraprendere un percorso di cura.

Cordialmente,

Roberta Cacioppo
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Roberta Cacioppo - Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa clinica -
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[#2] dopo  
Utente 302XXX

Grazie per la risposta, ma secondo lei in questo momento di cosa sto soffrendo? Mi spiego... ormai conosco benissimo i sintomi dell'ansia e del DAP e sinceramente ora da quel punto di vista sto piuttosto bene. Questi ultimi sintomi lei a cosa li attribuirebbe?
Grazie ancora.

[#3]  
Dr.ssa Roberta Cacioppo

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Caro utente,

personalmente non credo che internet sia il luogo adatto dove poter proporre delle diagnosi.

Sicuramente i sintomi di cui lei parla sono legati a questioni ansiose, ma sarà solo il contatto reale con uno specialista a permettere un corretto inquadramento del problema.

Cordialmente,

Roberta Cacioppo
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Roberta Cacioppo - Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa clinica -
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[#4]  
Dr. Daniel Bulla

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gentile utente,
il consiglio della Collega è corretto, probabilmente in questo momento dovrebbe ricontattare lo psichiatra e con lui stabilire un'eventuale farmacoterapia, soprattutto per gestire al meglio questi momenti ciclici di ricaduta.

perchè secondo me di ricaduta, anche se lieve, potrebbe trattarsi (condizionale d'obbligo via internet), a volte nel Disturbo di Panico, o comunque nel caso di forti reazioni d'ansia, possono comparire dei sintomi particolari: non mi riconosco, non conosco le persone che mi stanno intorno, ho paura di impazzire, ecc.

L'idea è comunque quella di affiancare un percorso di psicoterapia, meglio cognitivo-comportamentale, proprio per imparare a gestire tutte le potenziali situazioni che potrebbero innescarle i sintomi d'ansia: questo può farlo solamente attraverso un lavoro di tipo comportamentale, supportato da un'accurata elaborazione cognitiva.

Cordialmente

Daniel Bulla

dbulla@libero.it
Cordialmente

Daniel Bulla

[#5]  
25789

Cancellato nel 2012
Gentile utente,
alcuni dei sintomi che riferisce (penso, in particolare, alla paura di perdere il controllo e di poter fare del male a qualcuno oppure a se stessi, non volendolo), dal punto di vista psicopatologico sono definite idee di contrasto e sono riconducibili ad un disturbo ossessivo-compulsivo.
L'ideazione di contrasto può talora associarsi anche ad immagini di contrasto: in questo caso il soggetto riferisce immagini mentali intrusive e molto spiacevoli (generalmente a contenuto violento o "sconveniente")che non riesce ad allontanare in alcun modo.
Tali fenomenologie si accompagnano a notevole disagio soggettivo e, spesso, ad evitamento (per fare un esempio pratico, se ho paura di ferire [sottolineo non volendolo assolutamente] un familiare con un coltello, eviterò costantemente di maneggiare coltelli in sua presenza, ad esempio a tavola).
Questi disturbi sono curabili, in prima istanza, con terapie farmacologiche specifiche per il disturbo ossessivo-compulsivo.

Un cordiale saluto
Giuseppe Ruffolo

www.psichiatria-online.it

[#6]  
19098

Cancellato nel 2008
Gentile utente,

credo che sia necessario un inquadramento diagnostico con specialista in psichiatria.
Non esistono "cure leggere" o cure pesanti, va semplicemente fatta un'adeguata terapia farmacologica, da specialista.
I suo disturbi attuali "sensazione di non riconoscere se stessa o chi le sta vicino,paura di commettere atti violenti, di perdere il controllo, confusione, paura di impazzire", potrebbero rientrare in un quadro di disturbo ossessivo-compulsivo ,ma , ripeto la diagnosi va posta da specialista in psichiatria,che le consigliera' anche gli opportuni farmaci,ed eventuale psicoterapia.

cordiali saluti

Dott.ssa I.Di Sipio

www.psicomedicina.mi.it