Utente 173XXX
Gentilissimi, sono la mamma di Nina, una strepitosa bimba di due anni e mezzo che dopo essere stata sempre e quasi solo con me ho iscritto alla scuola materna l'8 di settembre.
Per quanto io con lei mi mostri sicura ed entusiasta di questa nuova avventura, Nina fatica ad integrarsi, a superare il distacco e soprattutto, ed ecco il mio vero motivo di angoscia, sta sviluppando una sorta di senso di inadeguatezza: infatti quando le chiedo come e' stata la mattina all'asilo lei mi dice che non e' stata brava perche' ha pianto. inutili i miei tentativi di confortarla dicendo che invece lei e' brava perche' quasi tutti i bimbi piangono all'inizio, poi passa e non piangono piu'.
Ora sono davvero in difficolta': avro' sbagliato ad iscrivere mia figlia alla materna invece che al nido (tra l'altro nina ancora parla pochissimo...),come posso farla sentire meno "non brava"? Come le comunico che io sono DAVVERO fiera di lei? Come posso aiutarla?
Vi prego datemi una mano.....
Grazie mille
Lisa Zini

[#1]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

Referente scientifico Referente Scientifico
28% attività
20% attualità
16% socialità
REGGIO DI CALABRIA (RC)

Rank MI+ 64
Iscritto dal 2007
Gentile utente,

il distacco dalla figura materna è una fase necessaria e facilmente vissuta con le modalità della sua bambina, ora è importante non tanto quello che dice dopo il rientro a casa ma come si comporta a scuola e con lei e se si sono verificati dei cambiamenti delle sue capacità relazionali,

Cordiali Saluti
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta

[#2]  
Dr. Maria Grazia Colucci

20% attività
0% attualità
8% socialità
GIUGLIANO IN CAMPANIA (NA)

Rank MI+ 28
Iscritto dal 2010
Gentile utente,
come Lei comprenderà, alla questione che Lei pone non è possibile fornire risposte definitive. Il pianto di Sua figlia esprime semplicemtente e direttamente il dolore per la separazione dalla mamma e da un ambiente familiare, e quindi il sano riconoscimento della mancanza dell'altro (quell'unico altro che nei primordi della nostra vita è rappresentato dalla mamma, e successivamente dal resto della famiglia), l'elaborazione di questa mancanza, e contemporaneamente il riconoscimento della sua inevitabilità se ci si vuole affacciare alla vita. Per quanto riguarda la comunicazione dei sentimenti di fierezza che prova per sua fiaglia, non credo ci sia una tecnica speciale. Impari da sua figlia; Lei puramente e semplicemente prova questi sentimenti e questo affetto per la bambina. Non credo ci sia bisogno di altro. La saluto cordialmente
Dr. Maria Grazia Colucci