Utente 182XXX
Salve.
Volevo sapere come si fa a sapere,per ceto,se un ragazzo ha questa sindrome?
Ci sono degli esami da fare,come per esempioesami del sangue o altri tipi di esami?
E voleo sapere anche se è possibile che questa sindrome venga scoperta in un ragazzo di 16 anni.
Grazie per la vostra attenzione.
Distinti Saluti.

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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[#2]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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L'adhd , cioè 'disturbo di attenzione e iperattività', dalle iniziali delle parole inglesi, è una sindrome controversa anche fra gli psichiatri: qualcuno è convinto che esista come disturbo del cervello, qualcun altro no, e che sia solo un sintomo, dipendente da fattori ambientali e da errori di apprendimento che hanno portato ad abitudini a volte poco utili.

Si tratta di solito di bambini che non stanno mai fermi, che si distraggono in continuazione trovando quindi difficoltà a mantenere un attività o un compito. Spesso però loro non hanno particolari problemi: sono i loro insegnanti o genitori ad averne, per i loro incessante movimento...

Se non 'curati', nel senso di non aiutati a controllare le queste caratteristiche, si portano il loro 'stile' anche nell'età adulta. Qualcuno ne viene interferito nell'attività e nel lavoro, qualcun altro magari ha successo e diventa una persona che può fare una quantità di cose in tempi molto inferiori agli altri. Anche se può essere stressante per gli altri averci a che fare.

Comunque non ci sono per ora esami, nè del sangue, nè del cervello, nè altro, che permettano di identificare questa diagnosi, che resta pertanto solo una descrizione di caratteristiche del comportamento.

Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#3] dopo  
Utente 182XXX

Ma è possibile che questa sindrome venga scoperta ora che il ragazzo ha 16 anni. Forse prima non ce ne eravamo accorti, ora che invece per vari problemi (ha un disturbo che prima si pensava per un problema neurologico e ora psicologico) deve essere seguitoda psicologi e neuropsichiatri,anche noi ce ne stiamo rendendo conto.
Ache a scuola sta avendo tanti problemi. Non segue nessuna lezione, però dice che non è colpa sua,e non lo fa apposta. I professori lo sgridano in continuazione, e lui si sente anhe in imbarazzo e si arrabbia molto.
Cordiali saluti, e gazie per la vostra attenzione.

[#4]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente

le ho già chiesto di essere più precisa nella spiegazione del suo problema in modo da poterle fornire una risposta appropriata.
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[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

La diagnosi si basa su quanto riferito dal paziente e dall'osservazione, quindi la visita. L'attenzione ovviamente può essere grossolanamente misurata anche sul posto, oltre che desunta dall'ambito scolare, dove tipicamente emerge questo tipo di sindrome. Il fatto che spesso però la segnalazione arrivi da un ambito scolastico confonde la sindrome adhd con altre situazioni di disadattamento scolastico, o semplicemente di non interesse nelle attività scolastiche. Elemento fondamentale per interagire con la persona in maniera costruttiva è la sua sofferenza, quindi da questo parte un rapporto con un terapeuta.
La diagnosi va posta descrivendo i sintomi, senza pre-orientare la visita come finalizzata ad accertare o meno l'adhd (uno psichiatra esperto la includerà nelle varie ipotesi da verificare).
Nell'adulto esistono forme residue nell'adulto, non è detto che questa sindrome sia sempre riconosciuta quando si manifesta, come del resto altre condizioni di interesse psichiatrico.
Dr.Matteo Pacini
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[#6]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Se indovino bene, il ragazzo sta avendo difficoltà a scuola, di rendimento e forse di comportamento, e qualcuno ha parlato di 'iperattività'. Magari parleranno anche di 'dislessia', sindrome che va molto di moda in questo periodo, come l'iperattività.

Cosa intende con questa frase?: "per vari problemi (ha un disturbo che prima si pensava per un problema neurologico e ora psicologico) deve essere seguito da psicologi e neuropsichiatri,anche noi ce ne stiamo rendendo conto."

Se i problemi a scuola sono solo degli ultimi tempi è poco probabile che quelle ipotesi diagnostiche siano giuste. Più possibile che qualcosa non vada per il giusto verso nella fase adolescenziale che il ragazzo sta passando, che spesso può comportare difficoltà, specie se accompagnata da situazioni o eventi difficili o complicati in famiglia o nell'ambiente. Andrebbe forse descritto un po' di più cosa sta succedendo, a scuola e a casa, il comportamento del ragazzo, qualche notizia sugli anni precedenti, sulla situazione familiare e forse potremo dare qualche consiglio.

Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

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[#7] dopo  
Utente 182XXX

Il problema che non si capiva di che origine fosse è che il ragazzo ha avuto gradualmente della parlasi in un lato del cospo. Siccome però tutti gli esami che ha fatto (risonanze,prelievo del liquor,analisi del sangue,TAC ...) sono tutte nella norma, hanno diagnosticato un disagio psicologico.
Il ragazzo ha sempre avuto problemi di apprendimento,di attenzione a scuola(e non solo),d'impulsività.
Ho letto che per scoprire questa sindorme si fa questo tipo di esame : MAPPE CEREBRALI (qEEG).
Grazie per l'attenzione.
Cordiali Saluti

[#8]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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E' stato fatto qualche test psicologico?

Cosa ne e' risultato?

A parte l'ADHD e' stata fatta qualche altra diagnosi psichiatrica?

A che eta' e' iniziata la paralisi monolaterale?

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[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

può dare qualche dettaglio su questi problemi ?
A scuola a che punto è ? Si picchia, crea problemi in classe, lo allontanano, riesce a sostenere esami, interrogazioni ?
Per impulsività cosa intende ?
Utilizza alcol, droghe o altro ?
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente 182XXX

Ha fatto un test psicologico di circa 600 domande , e poi uno di 150.
" Nei colloqui individuali e alla somministrazione dei test,in particolare,il ragazzo ha collaborato attivamente seppure alternando nella relazione con l'esaminatore strategie di evitamento-blando diniego e di lieve provocatorietà" e poi... "sia nei questionari che nei colloqui si sono rilevate molte risposte affermativee sintomi e indici clinici (tre pregressi episodi di attacchi di panico,sogni angosciosi ricorrenti,frequenti risvegli notturni senza riuscita al riaddormentarsi,esperienze soggettive di derealizzazione,saltuarie sensazioni uditive e visive,difficoltà di concentrazione e di memoria,timori esistenziali relativi a sé e ai familiari,saltuari e isolati rituali mentali e comportamentali,idee e atti autolesivi,senso di identità instabile,atti impulsivi e tendenza a facili incidenti con danno autoprocurato,uso saltuario di alcool e droghe) in assenza di riferita capacità (o franco rifiuto) di approfondimento argomentativo sugli stessi e in associazione ad atteggiamento ilare e di minimizzazione.
Dalla valutazione cognitiva è emersa una evidente discrepanza delle capacità inferite dall'osservazione libera e le prestazioni evidenziate alla somministrazione della WISC III (nella norma) in cui si rilevavano disinvestimento operativo e tendenza al riso fatuo che rendevano la valutazione in parte poco attendibile;si evidenziavano alla stessa peggiori prestazioni in ambito verbale rispetto a quelle performance con maggiori cadute nelle prove di memoria esplicita-dichiarativa e difficoltà anche nel recupero delle rappresentazioni visive. Dai proiettivi è emersa una significativa difficoltà di confronto con le tipiche tematiche adolescienziali di organizzazione del Sé, un investimento emotivo rispetto alle tavole superegoiche (Blacky), una descrizione delle storie (TAT) tendenzialmente piatta e lineare dove tutto è normalizzato e perlopiù scevero di emozione e le conclusioni stesse sono raggiunte con superficialità e banalità...... rifiuto di molte tavole al Tata. Il protocollo Rorschach ridulta povero di risposte .
[...]
La personalità appare caratterizzata da inibizione affettiva e relazionale, difficoltà a contattare la conflittualità e straordinaria capacità di non integrare dati emozionali;tale organizzazione personologica sembra in parte l'esito di un lungo e intenso processo di addestramento interpersonale all'accantonamento degli stati affettivi. Le spinte all'autonomizzazione e all'identificazione con il gruppo dei pari tipiche del processo adolescenziale sono percepite attualmente dal ragazzo con ambivalenza e minacciosità rispetto ai propri bisogni di approvazione,attaccamento e dipendenza solo in parte riconosciuti.
Questo è quello che mi è stato detto all'inizio dalla psicologa.
A scuola ha sempre avuto problemi con le interrogazioni,in quanto i progessori erano sempre tenuti a portarlo fuori dalla classe e interrogarlo.
Non si picchia,ma risponde senza prima pensare,i professori dicono che si alza senza chiedere il permesso,e lui afferma che se sta fermo a lungo "diventa matto". Dorme 4/5 ore a notte,e gli basta.Il giorno dopo non ha bisogno di riposarsi.

[#11]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

alcuni elementi rimandano ad una sindrome con una iperccitabilità di fondo, una esuberanza sia motoria che di reazione agli stimoli, che di ricerca degli stimoli.
Però l'adhd non è l'unica sindrome ad avere questo connotato, per cui la cosa più sensata è che, a fronte di questa descrizione tramite test, lo psichiatra arrivi poi a formulare una diagnosi categoriale, cioè a stabilire se si tratta di A,B,C.
Da questo discendono strategie terapeutiche diverse.
Dr.Matteo Pacini
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[#12]  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Gentile utente,
Lei fa un po' il misterioso, o la misteriosa, con le sue domande un po criptiche: non pensa che sarebbe meglio, se vuole un altro parere, descrivere più esplicitamente la situazione, con un minimo di storia del ragazzo e della situazione familiare, pur salvaguardando la privacy?
cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

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