Utente 184XXX
Salve,

la mia domanda é certamente insolita.

Nel (malaugurato) caso in cui vengano fatti ingerire ad una persona a sua insaputa psicofarmaci di ogni tipo (polverizzati nel cibo e/o diluiti in acqua) esistono analisi di laboratorio in grado di rilevare tali molecole nel sangue?

Parimenti, esistono veleni o altre sostanze che ingeriti quotidianamente possano dar luogo a sintomi e/o patologie psichiatrici, al pari di psicofarmaci assunti senza controllo?
Anche in tal caso, é possibile rinvenirli tramite esami di laboratorio?

La Vostra risposta, di qualsiasi natura, sarà preziosa.

Cordialissimi saluti.

[#1]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Gentile utente,
la sua domanda non può avere risposta perchè è contraria alle linee guida del sito.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#2] dopo  
Utente 184XXX

Salve,
chiedo scusa, non era mia intenzione.
La Sua e' l'ultima risposta che potevo immaginare, ma, riflettendo e leggendo la mia domanda "al contrario", cioe' da possibile "persecutore" e non "vittima", ne capisco ora il senso.
Inoltre, immagino che tali informazioni possano indurre altri a pericolosi pensieri.
Grazie ugualmente.

[#3] dopo  
Utente 184XXX

Vorrei inserire un'altra richiesta di consulto riguardante la Sindrome di Muenchausen per procura e desidero rispettare le linee guida del Sito ma non riesco a trovarLe.
Puo' darmi un aiuto?
Grazie.

[#4]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#5] dopo  
Utente 184XXX

Bene,
leggendo le linee guida del sito, mi rendo conto di aver posto una domanda generica, mancando di descrivere i sintomi nel dettaglio.
Il mio intento era di evitare una domanda troppo lunga ma, se posso, lo faccio volentieri.
La mia domanda riguarda una variante della Sindrome di Muenchhausen parentale.
Mia madre ha sempre avuto verso di me una morbosa esigenza di alimentarmi.
Alla maturita', manifestata la mia decisione di andare in Germania, ho avuto malesseri somatoformi di natura ansioso-depressiva.
Ho notato che, allontandami da casa, come poi e' successo, stavo molto meglio, poi pero' ritornavo sempre dopo massimo quattro mesi e insorgevano nuovi malesseri.
Ho attribuito cio' agli stimoli e all'ambiente migliore che trovavo fuori casa senza esserne mai troppo convinto.
Non sono rimasto a guardare e da 10 anni assumo regolarmente psicofarmaci e sono in psicoterapia.
Il rapporto con lo Psichiatra e la Psicologa e' eccellente, tuttavia devo mio malgrado affermare che in tutti questi lunghi anni mi siano stati di (valido) supporto ma che mai abbia avuto una remissione dei miei sintomi; nonostante cio', chiaramente sono consapevole dell'importanza di insistere, anche ad libitum.
Poi, leggendo sulla Sindrome di Muenchhausen parentale, ho desiderato approfondire, ne' per trovare una "soluzione facile" ai miei problemi, ne' per cadere in una pericolosa ossessione (controllare mia madre, telecamere, dubbi ecc.).
Quindi speravo nella Scienza, immaginando che, se un organismo assume psicofarmaci di varia natura, polverizzati nel cibo o liquidi o altre sostanze (peggio ancora se ulteriormente miscelati con gli psicofarmaci debitamente prescrittimi dallo Psichiatra, cio' sia riscontrabile in esami di laboratorio o d'altro tipo.
Questa, dunque, e' la mia domanda: a quali esami dovrei sottopormi per fugare questo dubbio (che se non fosse tale sarei ben felice di festeggiare, perdonando mia madre, pur di smettere questa lunghissima inumana sofferenza)?
Grazie per il Vostro aiuto.

[#6]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Manca qualche elemento essenziale. E' in cura: per quale disturbo, qual'è la sua diagnosi, quali farmaci assume ?

Non si capisce inoltre, se assume psicofarmaci prescritti, cosa andrebbe a ricercare (quelli se li assume ci sono). Inoltre la cosa principale che non si capisce è in base a quali elementi le è venuto in mente di poter essere oggetto di somministrazioni "occulte". La coincidenza iniziale di anni fa nel suo racconto pare poi superata da sviluppi in cui i suoi malesseri hanno avuto una storia di trattamento come disturbo psichiatrico.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#7] dopo  
Utente 184XXX

Grazie per la cortese risposta.
Fornisco i dati richiesti.
<<Manca qualche elemento essenziale. E' in cura: per quale disturbo, qual'è la sua diagnosi, quali farmaci assume ?>>
Sono in cura, che seguo puntualmente. Il disturbo e' ansia generalizzata con molteplici sintomi somatoformi e depressione; la diagnosi Disturbo Bipolare; i farmaci 4x Carbolithium 300mg + 2x Fevarin 100mg + 1/3 Trittico 150mg e Psicoterapia.
Con questa e con le precedenti terapie non ho mai raggiunto un livello accetabile di benessere.
<<Non si capisce inoltre, se assume psicofarmaci prescritti, cosa andrebbe a ricercare (quelli se li assume ci sono).>>
Non mi interessa ricercare nel sangue (o altrove) i farmaci prescritti, bensi' eventuali altri farmaci (o altre sostanze) somministrate "occultamente".
<<Inoltre la cosa principale che non si capisce è in base a quali elementi le è venuto in mente di poter essere oggetto di somministrazioni "occulte".>>
1- sensibile miglioramento fuori casa
2- morbosa esigenza di mia madre di somministrarmi cibo (ben oltre il "normale" impulso di qualsiasi madre)
3- sopratutto, manifestazione dei sintomi "random" e quasi mai collegati con eventi scatenanti.
<<La coincidenza iniziale di anni fa nel suo racconto pare poi superata da sviluppi in cui i suoi malesseri hanno avuto una storia di trattamento come disturbo psichiatrico.>>
Coincidenze sono avvenute ripetutamente, non solo anni fa. Solamente oggi le ho ricollegate.
Non e' uno scherzo sospettare della propria madre di potenziale "avvelenamento", desidero solamente sottopormi agli esami clinici idonei a fugare o meno tale dubbio.
Lei, scrivendo "se assume psicofarmaci prescritti, cosa andrebbe a ricercare (quelli se li assume ci sono", afferma sia possibile e gradirei sapere quali esami richiedere e a chi rivolgermi.
Grazie ancora.

[#8]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Non si capisce il discorso. Lei sospetta in base ad una idea che è venuta solo adesso su coincidenze risalenti anche a molto tempo fa, ma poi racconta la prima come un sospetto che ebbe allora, non solo adesso.

Infine, appare incongruo il fatto che Lei continui a esporsi a questo potenziale "avvelenamento".

Non affermo nulla, le chiedo cosa si dovrebbe ricercare. Lei assume una cura, soffre di un disturbo mentale, determinati sintomi però si dovrebbe pensare che siano legati a ipotetiche somministrazioni occulte, questo in alcune isolate occasioni che però Lei riesce a identificare, ma ripensandoci adesso oppure avendoci pensato all'epoca.

Il tutto è fumoso. Questo problema è stato riferito al suo psichiatra ?
Dr.Matteo Pacini
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[#9] dopo  
Utente 184XXX

Rispondo:
<<Non si capisce il discorso. Lei sospetta in base ad una idea che è venuta solo adesso su coincidenze risalenti anche a molto tempo fa, ma poi racconta la prima come un sospetto che ebbe allora, non solo adesso.>>
Il sospetto risale ad oggi.
In passato non ho mai avuto tali sospetti.
Un'esagerato impulso di mia madre negli ultimi tempi a nutrirmi mi ha portato ad avere tali dubbi e li ho ricollegati a molti episodi passati.
<<Infine, appare incongruo il fatto che Lei continui a esporsi a questo potenziale "avvelenamento".>>
Non sono sposato e sono costretto a vivere con mia madre, oltre che per motivi logistici (superabili), sopratutto per via del mio stato depressivo che mi limita l'autonomia e per via di una recente frattura di tibia e perone.
<<Non affermo nulla, le chiedo cosa si dovrebbe ricercare.>>
Gradirei sapere quali analisi eseguire per riscontrare l'eventuale presenza di altri psicofarmaci (non quelli prescritti), veleni o altre sostanze.
<<Lei assume una cura, soffre di un disturbo mentale, determinati sintomi però si dovrebbe pensare che siano legati a ipotetiche somministrazioni occulte,>>
Ho il dubbio che i miei sintomi non siano attribuibili ad un disturbo mentale ma ad un potenziale avvelenamento e a tal fine vorrei togliermelo sottoponendomi ad esami specifici.
<<questo in alcune isolate occasioni che però Lei riesce a identificare, ma ripensandoci adesso oppure avendoci pensato all'epoca.>>
Le occasioni le ho identificate adesso.
<<Il tutto è fumoso. Questo problema è stato riferito al suo psichiatra ?>>
Piu' che fumoso, direi triste; se pero' puo' essere risolto con una serie di esami clinici avrebbe presto fine.
No, non l'ho riferito al mio psichiatra.
Tempo fa gli riferii di disturbi persistenti alla gola senza che l'ORL diagnosticasse piu' di una faringite cronica ed egli, pur essendo anche Gastroenterologo, insisteva di lasciar perdere, poiche' si trattava di disturbi isterici.
Insistendo, scoprii di avere un forte reflusso gastroesofageo con ernia iatale ed esofago e laringe molto infiammate.
A seguito di una cura, mi sentii sensibilmente meglio, riprendendo a parlare con sciolteza (sono interprete) e a cantare (come hobby ma mi aiuta moltissimo dal punto di vista emotivo).
Il mio Psichiatra e' bravo ed e' anche una gran bella persona ma e' quel tipo di professionista che non tiene conto di cio' che sente il paziente, dando come solo oro colato cio' che lui vede e che e' riportato nelle linee guida.
Concludendo, se un mio dubbio puo' essere fugato con esami che non nuociono a nessuno se non al mio portafoglio, credo di averne il diritto.
"Male che vada" scopriro' di aver sbagliato.
Grazie ancora, nel caso volesse aiutarmi e resto disponibile per ulteriori chiarimenti

[#10]  
Dr. Matteo Pacini

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"Gradirei sapere quali analisi eseguire per riscontrare l'eventuale presenza di altri psicofarmaci (non quelli prescritti), veleni o altre sostanze."

Appunto dicevo, ma quali ?

A mio avviso, è un dubbio che così concepito ha poco senso, potrebbe trattarsi di un'ossessione, in tal caso non è bene sia assecondata con accertamenti male impostati.

Propenderei per riferirlo allo psichiatra. Un appunto:

"e' quel tipo di professionista che non tiene conto di cio' che sente il paziente, dando come solo oro colato cio' che lui vede e che e' riportato nelle linee guida"

Uno psichiatra che segue le linee guida opera in maniera da poter essere utile al paziente in maniera calcolata, e quindi nel suo interesse. Tiene conto eccome di quel che Lei dice, non che questo significhi che in base a quel che Lei espone debba fare determinati cambiamenti o prendere decisioni così come se le aspetta Lei, altrimenti diventa Lei che suggerisce o guida la terapia su basi che possono essere completamente sbagliate. La psichiatria è medicina, non è ascoltare a fondo perduto o semplicemente. Ciò che sente il paziente è importantissimo, ma spesso accade che il paziente abbia su quello che sente delle aspettative tecniche o di condotta da parte dello psichiatra, come se la terapia fosse una cassa di risonanza. Le decisioni tengono conto di quel che Lei dice e riferisce in una maniera che non è quella che Lei giudicherebbe da solo, e che può anche sembrarLe fredda solo perché Lei ritiene le linee guida non importanti, e crede che ogni paziente debba avere una sua personale cura basata su sintomi unici. Falso e nocivo.
Dr.Matteo Pacini
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[#11] dopo  
Utente 184XXX

Riguardo la figura Psichiatra-Paziente e linee guida, concordo con Lei.

Riguardo gli accertamenti, Le porgo una domanda tecnica:
se ad un individuo mentalmente sano, vengono somministrati quotidianamente psicofarmaci a caso e/o altre sostanze psicoattive, puo' egli sviluppare sintomi depressivi ed ansiosi?

Lei mi chiede quali sostanze ricercare ma io non lo, come potrei?

Qual'e' l'ostacolo tecnico? Che le sostanze da ricercare sarebbero troppe?

Comunque, nel frattempo ne ho parlato con Psichiatra e Psicologa che si stanno informando anche presso Laboratori Analisi.

Visto che la richiesta e' certamente anomala, avrei gradito avere pareri tecnici da piu' di un Professionista.

Cordiali saluti.

[#12]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

L'ostacolo tecnico è che la richiesta non ha né un oggetto preciso né una spiegazione in origine.
I ragionamenti di questo tipo partono da una serie di sintomi dal medico valutati, il medico sulla base degli elementi può ritenere di eseguire esami.
Anche perché, cercando a caso e senza una certezza di partenza neanche sul fatto, i risultati trovati rimarrebbero ininterpretabili.

La richiesta non è anomala per l'oggetto, ma per il modo in cui il pensiero si sviluppa.

In altre parole, in primo luogo va qualificato il tipo di preoccupazione che Lei ha. Per fare un parallelo, se un paziente riferisce una preoccupazione di poter avere qualcosa al cervello, non è che il passo successivo sia l'esecuzione di tutti gli accertamenti per escludere malattie del cervello.

Sul fatto dei pareri da più specialisti, le risponde chi vuole, è inutile pertanto fare un'osservazione del genere.
Dr.Matteo Pacini
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[#13] dopo  
Utente 184XXX

Quest'ultimo Suo intervento non mi e' chiaro.
Se ha ancora pazienza e tempo da dedicarmi, Le chiedo di pormi Lei delle domande specifiche, in modo si possa arrivare ad una conclusione piu' chiara.
Grazie ancora!

[#14] dopo  
Utente 184XXX

qui mi ha frainteso:
<<Sul fatto dei pareri da più specialisti, le risponde chi vuole, è inutile pertanto fare un'osservazione del genere.>>
Per piu' professionisti, non intendevo piu' specialisti di Medicitalia, bensi, altri pareri (come il Suo) oltre a quelli da me gia' ottenuti.
Grazie.

[#15]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utenti,

Infatti le risponde chi crede nel consulto (cioè altri psichiatri) quindi sollecitarlo non ha senso per far arrivare altre risposte.

Non ho domande da farLe. Ha chiesto un parere, e la conclusione è che riferisca al suo psichiatra del persistere di questo suo dubbio, se già non lo sa, e di seguirne le indicazioni.
Dr.Matteo Pacini
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